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Vangelo

Solo chi ha un grande cuore può cambiare il mondo

Il nostro tesoro sono le persone, i nostri miracoli sono i piccoli gesti della vita quotidiana. A volte basta uno sguardo per rendere bella una giornata

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Vangelo di Matteo
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca. insieme a Zebedèo, loro padre, riparavano le loro reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. Matteo 4, 12-23

Finisce l’era di Giovanni, eliminato da Erode. Inizia quella di Gesù. Il sogno di Dio continua.
Ma da dove inizia Gesù la sua missione? E a chi si rivolge? Non inizia da Gerusalemme. Parte invece dalla Galilea e rivolge il suo invito non ai sacerdoti o ai dottori della legge, ma a dei semplici pescatori.
La Galilea era il simbolo di una regione disprezzata. Rappresentava le periferie, gli emarginati, gli stranieri, i pagani, le persone che non avevano diritti: i bambini, i malati, le vedove.

Per cambiare il mondo non serve gente con la laurea, servono persone che hanno un grande cuore, uomini e donne innamorate, appassionate.
«… e mentre camminava… vide…» Bella l’immagine di Gesù che “cammina” lungo il mare e “vede” dei pescatori.
Gesù guarda, affascina e invita: «Venite dietro a me, vi farò pescatori … di uomini».
Ma che cosa voleva dire? Vi insegnerò a pescare umanità. Vi aiuterò a vivere. Imparerete a ‘guarire’ le persone.
Gesù con uno sguardo cambia la vita di quei quattro pescatori. Quanti sguardi anche noi abbiamo incrociato nella nostra vita. Anch’io, con il mio sguardo posso “guarire” o posso “uccidere”. Posso aiutare una persona, ma posso anche distruggerla.

«E subito lo seguirono».
Sicuramente quel subito non è stato l’atto di un momento, ma il cammino di una vita. Avevano una famiglia, degli affetti, un lavoro, dei sogni.
La scelta di lasciare tutto e seguire Gesù non è stata facile. Anche loro, come noi, hanno attraversato tante crisi, tanti dubbi. Proprio nel momento delle difficoltà sono scappati, hanno manifestato le loro fragilità e hanno perfino tradito il loro maestro. Ma poi sono sempre tornati e si sono sempre sentiti accolti dallo “sguardo” di un Dio che è compassione, è tenerezza.

Abbiamo sempre interpretato questa chiamata di Gesù come rivolta a coloro che desiderano farsi preti o suore o missionari. È invece un invito rivolto a tutti.
Per tutti scegliere la strada del Vangelo delle Beatitudini non è semplice. Il “credere” che i poveri siano beati, che gli ultimi saranno i primi, che l’odio e le guerre si vincono con la nonviolenza e il perdono, occorre un grande coraggio ed una buona dose di “follia”.

Ma anche noi, come i primi discepoli, possiamo diventare “pescatori di uomini”. Cioè aiutare chi “annega” nella povertà, nella emarginazione, nella solitudine.

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C’è un particolare interessante del racconto. Gesù chiama i discepoli due a due. In seguito li manderà ad annunciare il Vangelo sempre due a due. Quasi a dire che il Vangelo si vive non da soli, ma insieme, in comunità.
Il nostro tesoro sono le persone. I nostri miracoli sono i piccoli gesti della vita quotidiana. A volte basta uno “sguardo” per cambiarti la giornata.

Don Roberto Vinco
Domenica 22 gennaio 2023

«Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini»
Matteo 4,19

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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