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Verona Città30, utopia o inevitabile punto d’arrivo?

A parte il centro entro le mura magistrali, solo Porto San Pancrazio è interamente zona 30. Estendere a tutti i quartieri si può, ma con un piano organico

Segnaletica verticale Zona 30
Segnaletica verticale Zona 30

Verona Città30, ovvero con tutte le vie del Comune, fatta eccezione solo per alcune arterie principali, con limite di velocità a 30 km/h. Utopia o inevitabile punto di arrivo? All’estero grandi città come Berlino, Barcellona, Bruxelles, hanno iniziato il progetto. In Italia Torino, Bergamo, Bologna e Olbia ne hanno avviato le procedure. Recentemente anche il Consiglio comunale di Milano ha impegnato la Giunta municipale a diventare Città30 dal 1° gennaio 2024.

In una recente lettera al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, alcune associazioni, tra cui FIAB e Legambiente hanno chiesto un incontro per aprire un tavolo di discussione sul tema e avviare percorsi per migliorare la sicurezza stradale e promuovere una mobilità sostenibile.

Che ci sia da migliorare la sicurezza stradale in Italia lo dicono i numeri: nel 2021 si sono verificati 151.875 incidenti stradali sul territorio nazionale, 12.403 nel Veneto e nel solo veronese 2.697 con 47 morti e 3.506 feriti. E per quanto riguarda la mobilità che contributo può dare la limitazione a 30 km/h? In realtà la velocità media di spostamento dentro le città, secondo rilevazioni specifiche, suffragate anche da esperienze condivise, è pari a 29,4 km/h per scendere a 8 km/h nelle ore di punta.

La limitazione della velocità delle auto all’interno dei quartieri non avrebbe quindi grande riflesso sui tempi di percorrenza, anzi secondo molti studi dovrebbe rendere il traffico più fluido, oltre ovviamente ridurre gli incidenti stradali, soprattutto quelli più gravi.

Segnaletica orizzontale Zona 30

Segnaletica orizzontale Zona 30

Quante sono e dove sono le Zone 30 all’interno di Verona? Tolto il centro di Verona all’interno delle mura magistrali, le Zone 30 sono solo piccole aree qua e là. Solo un quartiere è interamente zona 30, Porto San Pancrazio, sia sinistra che destra Adige.

Il Porto è un quartiere popolare relativamente piccolo, con strade strette, ed anche di attraversamento per il ben noto interminabile flusso di auto, specie nelle ore di punta, che si spostano dai quartieri di nord-est verso Zai-Borgo Roma e viceversa. In alcune vie del quartiere già prima era impossibile superare i 30 km/h per la tortuosità del percorso e per i dossi. In altre strade più larghe il limite è poco rispettato dagli automobilisti ed è fonte di disagi e pericoli per pedoni e biciclette.

Estendere la Zona 30 a tutti i quartieri cittadini è possibile? Sì, ma non è una cosa semplice. Non si tratta solo di sostituire qualche cartello stradale. Per rendere Verona più sicura e vivibile servono interventi strutturali dove la riduzione del limite di velocità a 30 km/h è solo uno dei tasselli.

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Occorre ripensare la città non più per le auto ma per le persone. Più spazio per i marciapiedi, più corsie riservate ai mezzi pubblici, più piste ciclabili, più alberature, più aree verdi, panchine e plateatici. Una città più a misura d’uomo, di donne e bambini. Peraltro i primi dati nelle Città30 monitorano un miglioramento della qualità della vita, minor numero di incidenti stradali e minor traffico.

Si tratta di un progetto complessivo dove il graduale sviluppo delle Zone 30 deve essere accompagnato dal miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico, in quantità di corse e qualità del servizio. L’auto privata è ad oggi il mezzo più utilizzato in città, molto comodo, ma altresì fonte di inquinamento, di ingorghi, disagi, incidenti, e non sempre il più veloce. L’obiettivo della Città30 è invece di favorire una maggiore inter-modalità fra tutti i mezzi di trasporto. Da un lato riducendo il numero di auto in circolazione, dall’altro favorendo l’uso dei mezzi pubblici, dello sharing, delle biciclette e non ultimo lo spostamento a piedi nei brevi e medi tragitti.

Ci si augura che anche Verona proceda nella direzione della Città30, ovviamente con un piano organico strutturato, perché di certo non basterà sostituire qualche cartello stradale.

Claudio Toffalini

Written By

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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