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Ambiente

Verona continua a essere ostaggio delle automobili

Realizzare nuove strade, parcheggi, allargamenti di carreggiate, svincoli, rotonde, tunnel sono sempre state le priorità per le amministrazioni di qualsiasi colore. Ma si è visto che, a fronte di costi enormi, i benefici di queste opere durano poco

Verona Sud
Verona Sud

Una città con meno automobili e traffico, con più mezzi di trasporto pubblico e più ciclabili è più vivibile e meno avvelenata. Un’affermazione sulla quale la maggior parte di persone, a qualsiasi parte politica appartenga, credo sia d’accordo. Allora la domanda è: come mai Verona è ancora ostaggio delle automobili? Come mai durante le manifestazioni fieristiche o durante le festività i mezzi privati la invadono creando caos, incidenti, inquinamento?

Anche quest’anno la città durante le festività è stata presa d’assalto dalle auto e a poco servono gli appelli a non usarle, a servirsi dei parcheggi scambiatori e dei mezzi pubblici. Assistiamo da più di trent’anni, sul tema della mobilità, ad un rimpallo di responsabilità e nonostante l’inerzia su questo tema di tutti i partiti andati al potere, gli stessi oggi dall’opposizione, non si vergognano ad accusare di incompetenza l’attuale Amministrazione anche se da pochi mesi al potere.

Come si è arrivati a questa situazione di paralisi viabilistica? Tanti gli errori che si sono commessi, ad iniziare dalla realizzazione di parcheggi in prossimità di attrattori come la Fiera e il centro storico. I parcheggi a ridosso dei poli attrattori richiamano le automobili e le inidonee strade del centro si intasano facilmente creando caos, rumori, inquinamento a scapito sia dei visitatori stessi, ma soprattutto a danno dei residenti che si trovano così sequestrati nelle proprie abitazioni. Sono anche falliti i diversi tentativi di dare avvio ad un efficiente trasporto pubblico di massa.

In una recente intervista l’Assessore alla mobilità e all’ambiente Ferrari ha detto che per cambiare la situazione non occorre creare divieti, ma bisogna convincere le persone che i mezzi di trasporto alternativi all’auto ci sono e sono efficaci. Ma come si può pensare che le persone si convincano a non usare l’auto se finora tutta la politica sulla mobilità è stata rivolta a favorire al massimo grado la mobilità motorizzata privata? Se l’80% dello spazio pubblico delle città è destinato alla sola circolazione delle auto? Se una dissennata politica urbanistica sta allontanando dal centro storico i residenti a favore di B&B e locazioni turistiche attrattori di traffico?

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Realizzare nuove strade, parcheggi, allargamenti di carreggiate, svincoli, rotonde, tunnel sono sempre state le priorità per le amministrazioni di qualsiasi colore. Ma si è visto che, a fronte di costi enormi, i benefici di queste opere durano poco e in breve si ritorna alla situazione caotica originaria. A Verona una delle più importanti opere pubbliche oggi in discussione riguarda la realizzazione del sottopasso all’ex Scalo Ferroviario. Un’infrastruttura da 15 milioni di euro che secondo la precedente Amministrazione dovrebbe ‘”fluidificare” il traffico collegando stradone Santa Lucia a piazzale Guardini fino a via Albere, in zona Stadio. Al contrario, realizzare questo sottopasso automobilistico, sarebbe l’ennesimo incentivo per l’uso dell’auto privata aggravando ulteriormente la situazione viabilistica di una zona come Golosine, già pesantemente congestionata da troppi attrattori di traffico, come la Fiera e i vari centri commerciali.

Oggi la tendenza delle grandi città è quella di scoraggiare, con vari sistemi, l’uso dell’automobile. Londra, per esempio, entro il 2024 intende imporre una tassa a coloro che usano l’auto privata in certe zone urbane. Nelle principali città europee si stanno realizzando dei sistemi di mobilità efficaci e non inquinanti, basati sul trasporto pubblico e sui percorsi ciclabili. Del resto, è proprio quanto sostiene anche il nostro ministero delle Infrastrutture nell’ultimo rapporto del maggio 2022: “Verso un nuovo modello di mobilità locale sostenibile“.

Intanto sarebbe necessaria una più incisiva disciplina del traffico. Ad esempio invece di far girare a vuoto le auto in cerca di un qualsiasi luogo di sosta, spesso abusivo, si dovrebbe chiudere il centro lasciando entrare, oltre ai residenti, solo chi ha prenotato un posto presso un parcheggio autorizzato.

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Alberto Ballestriero
VeronaPolis

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

2 Comments

2 Comments

  1. Armando

    16/12/2022 at 08:48

    Brescia 190.000 ab insegna METROPOLITANA…..Ma voi a Verona non sapete fare

  2. Sergio

    15/12/2022 at 18:25

    Sono pienamente d’accordo con Ballestriero. Le città nord europee non fanno entrare nelle città i veicoli privati, ma solo i mezzi pubblici e soprattutto le bici, che nonostante il clima meno clemente del nostro, sono predominanti. A Copenaghen, tanto per fare un esempio, oltre il 70 per cento degli abitanti usa abitualmente la bici.

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