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La pagliuzza delle panchine e la trave della disabilità

Sui social s’infiamma il dibattito sulle cinque panchine inclusive sperimentali installate dall’assessore Federico Benini

Adottate in alcune città, hanno un vuoto al centro per permettere a una persona su sedia a rotelle di inserirsi in mezzo. Già “mettere in mezzo” è un’espressione poco rassicurante, e come al solito si finisce col discutere accanitamente di un aspetto minimo ignorando il problema vero.

Obiettivamente quelle panchine non sono un bel vedere e a parer mio inutili; ci sono altri modi per includere le persone ai giardinetti e uno su sedie a rotelle ha il vantaggio (si fa per dire) di posizionarsi come meglio gli pare. La questione vera riguarda la disabilità e dovrebbe essere motivo di continuo dibattito.

Veniamo da decenni durante i quali le persone con gravi problemi hanno ricevuto dalle amministrazioni che si sono succedute scarse attenzioni, probabilmente nell’errata convinzione che si tratta di numeri marginali, mentre si parla di oltre il 5% (Istat, 2021) della popolazione che nella realtà raddoppia perché ogni disabile grave ha bisogno di una persona che lo assista.

Tralascio aspetti come l’assistenza domiciliare, la riabilitazione, il “Dopo di noi”, il lavoro, gli interventi di sostegno e tregua a favore dei caregivers, l’integrazione, lo sport, l’affettività, etc., sui quali altri hanno competenze superiori alle mie.
Io sono un collezionista di barriere stradali (purtroppo) e le raccolgo in un sito. Quale è oggi la situazione a Verona?

Nel gennaio 2019 è stato approvato il PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) che ha individuato in una parte del centro storico 2304 criticità; alla data odierna, in quattro anni, ne sono state eliminate 26. Di questo passo saranno tutte risolte nel 2600. Dei quartieri non se ne parla.

Ci aspettiamo molto da questa nuova Amministrazione che sembra esprimere sensibilità e attenzioni diverse rispetto al passato ma a mio parere la partenza non è stata delle più incoraggianti. Sarebbe stato opportuno istituire un assessorato con delega ampia sulla disabilità e un suo bilancio, ma si sono preferite altre strade.

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La Vicesindaca Barbara Bissoli ha la delega al PEBA; lo so di sicuro (anche se l’ho appreso per caso), e a conferma abbiamo avuto un cortese scambio di e-mail. Ma sul sito del Comune nella pagina personale la delega non compare. Così come nessun assessore è responsabile delle barriere.
Perché? Se un cittadino deve segnalare una criticità a chi deve rivolgersi?

La risposta potrebbe trovarsi nell’interessante intervista del 16 settembre su questo giornale di Gregorio  Maroso all’Assessore Tommaso Ferrari che, oltre a evidenziare spunti interessanti sulla mobilità, gli offre la possibilità di spiegarci la visione dell’amministrazione sul tema della disabilità. Riporto testualmente:
«In Giunta ci sono le Pari opportunità, che comprendono le pari opportunità di tutti, anche delle persone che convivono con disabilità di qualsiasi tipo. La tematica ci è molto chiara, semplicemente la affrontiamo in maniera più sistemica». E più avanti: «Nelle Pari opportunità c’è anche la delega sulla disabilità. L’assenza di un nome specifico non significa non riservare particolare attenzione alla tematica».

Confesso che leggendo mi son subito venuti i brividi ricordando esperienze personalmente vissute in situazioni dove erano in tanti a poter risolvere un problema ma ognuno era convinto che toccasse agli altri.
È comunque la visione dell’amministrazione e quanto prima la città potrà valutarne gli effetti. Fatto sta che a più di due mesi dall’intervista e cinque dall’insediamento non si vedono segnali.
A parte le panchine inclusive, s’intende.

Gianni Falcone

Written By

Irpino di nascita, risiede a Verona. Ha lavorato sia nel settore pubblico che in quello privato; dal 1991 si è occupato di editoria elettronica. Attualmente collabora al giornale online Verona In curando la satira. Gestisce il blog giannifalcone.it di satira politica e sociale ma si occupa anche di disabilità alla quale sono dedicate alcune sezioni. In collaborazione con Verona In ha pubblicato Verona – (p)assaggi pedonali, una documentazione fotografica sugli attraversamenti pedonali incompleti o pericolosi, e Muffart Verona – in collaborazione con Giorgio Massignan – una raccolta di rielaborazioni grafiche dei danni subiti dai muri di alcuni edifici storici in conseguenza di incuria o mancata manutenzione. Con Smart Edizioni di Verona ha pubblicato il libro Stazionario sarà lei, una storia familiare di disabilità. Ha inoltre illustrato diversi libri pubblicati in Italia, USA e Portogallo. href="mailto:giannifalcone.vr@gmail.com">giannifalcone.vr@gmail.com

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