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Editoriale

L’Università e gli aspiranti giornalisti (che non trovano lavoro)

Buona parte dei neolaureati, dopo anni di inutili tentativi, decide di cambiare l’obiettivo professionale mentre i più fortunati raggiungono la soglia degli anta prima di ottenere uno stipendio decoroso. Diverso sarebbe avviare il percorso per diventare pubblicisti già durante gli anni di studio

Ieri in redazione Giuseppe Anti ha riproposto come argomento del giorno quello di assecondare gli aspiranti giornalisti nel loro percorso professionale.

Fin dal suo nascere, nel 2003, Verona In ha sempre perseguito scopi formativi, consentendo a giovani capaci di diventare pubblicisti sostenendo le spese di questo percorso (circa 2500 euro). Alcuni di loro oggi lavorano come professionisti nel settore.

Parallelamente, nel 2008, questa testata ha iniziato un’attività didattica in alcune scuole superiori di Verona attivando il corso “Come si fa un giornale”, esperienza che al Liceo Medi di Villafranca continua da 14 anni, grazie a dirigenti scolastici e docenti lungimiranti che si sono susseguiti nel tempo (Mauro Bonini e Marino Rama gli ideatori del corso).

La stessa collaborazione avremmo voluto avviarla con l’Università di Verona, ma non siamo andati oltre la possibilità di ospitare stage per gli studenti dei vari corsi di laurea, in primis Lettere, Scienze della comunicazione ed Editoria e giornalismo per la laurea magistrale.

Quali opportunità consentirebbe una collaborazione più stretta tra Verona In e l’ateneo scaligero? L’Università ha già un suo giornale, tra l’altro ben fatto, ma rimane un’esperienza interna mentre una testata esterna farebbe da ponte con il mondo del lavoro, e non è poco.

Per chi ha scarsa conoscenza del settore va detto che il percorso ordinario per accedere alla professione di giornalista prevede un iter di due anni per iscriversi come pubblicisti all’Albo dei giornalisti, per poi svolgere il praticantato in una testata e quindi sostenere l’esame di Stato per diventare professionisti.

Un percorso difficile, perché una volta laureati i neodottori con molta fatica trovano chi sia disposto ad avviare una collaborazione retribuita, requisito fondamentale per poter richiedere l’iscrizione all’Albo.

Questo accade perché il panorama editoriale è molto cambiato negli ultimi 20 anni: testate di un certo rilievo hanno ridotto costi e personale e difficilmente possono avviare percorsi professionali; d’altro canto, realtà più piccole spesso favoriscono il turn over dei giovani collaboratori, per pagarli poco evitando di prendersi un impegno che sarebbe invece dovuto.

Accade così che buona parte dei neolaureati, dopo anni di inutili tentativi, decide di cambiare l’obiettivo professionale, mentre i più fortunati raggiungono la soglia degli anta prima di ottenere uno stipendio decoroso, commisurato agli studi fatti e all’impegno profuso in tanti anni di gavetta. Durante questo tragitto subiscono umiliazioni e non sempre sono i più bravi quelli che arrivano al traguardo.

Diverso sarebbe avviare il percorso per diventare pubblicisti già durante gli anni di studio e questo sarebbe possibile se l’Università avviasse collaborazioni con testate giornalistiche esterne, offrendo una straordinaria opportunità agli studenti. In questo modo la laurea potrebbe addirittura coincidere con l’iscrizione all’Albo raggiungendo un obiettivo in linea con gli scopi formativi.

Perché ho sempre pensato a Verona In per un compito del genere? Premesso che il ragionamento fatto vale in generale e non solo per il nostro giornale, come dicevo la nostra testata è sempre stata attenta alla formazione e, soprattutto, in una piccola realtà tuttofare per certi aspetti è più facile offrire competenze a 360 gradi.

A Verona in i giovani stagisti non solo hanno imparato a “dare” una notizia e come portare a termine un’intervista, un dossier, un reportage, un’inchiesta, un forum e come rapportarsi con la città. Hanno anche appreso come titolare un testo, utilizzare la piattaforma WordPress che ospita il giornale online e gestire i social. Offrono queste opportunità i vari percorsi di laurea della nostra Università?

Giorgio Montolli

Written By

È diventato giornalista nel 1988 dopo aver lavorato come operatore in una comunità terapeutica del CeIS (Centro Italiano di Solidarietà). Corrispondente da Negrar del giornale l'Arena, nel 1984 viene assunto a Verona Fedele come redattore. Nel 1997, dopo un periodo di formazione in editoria elettronica alla Scuola grafica salesiana, inizia l'attività in proprio con uno Studio editoriale. Nel 2003 dà vita al giornale Verona In e nel 2017 al magazine Opera Arena Magazine (chiuso nel 2020). Dal 2008 conduce il corso "Come si fa un giornale" in alcuni istituti della Scuola media superiore di Verona. giorgio.montolli@inwind.it

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