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Ambiente

Ecosistema Urbano 2022 di Legambiente, Verona bocciata

Bolzano è la prima classificata mentre la città scaligera crolla all’ 83ª posto perdendo 14 posizioni. Chiara Martinelli: «Fondamentale accelerare la transizione ecologica urbana»

Inquinamento, smog

Sono 105 le città capoluogo di provincia prese in considerazione dal rapporto Ecosistema Urbano 2022, l’annuale classifica svolta da Legambiente e Il Sole 24 Ore che analizza le performance ambientali delle città di medie e grandi dimensioni. 18 gli indicatori presi in considerazione divisi per macroaree tematiche: qualità dell’aria, depurazione e consumo delle acque, gestione dei rifiuti, mobilità, energia, ambiente urbano e gestione del verde.

A Verona non migliora la qualità dell’aria per i dati presi in considerazione: NO2, Ozono e PM10, quest’ultimo nel 2021 ha visto sforare di 16 volte il limite di giornate la cui soglia di inquinamento è tollerabile per legge (centralina Borgo Milano, dati ARPAV). Complici anche le scelte ostative messe in atto dalla Regione Veneto negli anni passati riguardo l’accordo del bacino padano sulla qualità dell’aria, o alle proroghe al blocco dei veicoli più inquinanti messa in campo dalla passata amministrazione comunale, ad una mancata pianificazione della mobilità e alle poche risorse messe in campo per la riqualificazione degli edifici.

Sul piano dei rifiuti è calata negli ultimi 2 anni la produzione pro capite, passando a 504 kg, contro una media nazionale di 525 kg; sempre sotto gli obiettivi di legge la raccolta differenziata, che si attesta, seppur con 4 punti percentuali di miglioramento, ad un poco soddisfacente 54%, ancora al di sotto del 65% degli obiettivi di legge del 2012 e sotto la media nazionale.

Verona sconta una mancanza di scelte coraggiose sulla gestione dei rifiuti, che in una regione virtuosa come il Veneto, ha portato città come Treviso a superare l’87%, ma anche medie città come Ferrara, Pordenone, Trento e Mantova ad attestarsi sopra l’80%, adottando il metodo del porta a porta o del porta a porta spinto. Questa sarà una delle sfide della nuova amministrazione, che dovrà porsi obiettivi ambiziosi in linea anche con il nuovo Piano regionale dei rifiuti, che indica le percentuali di raccolta differenziata in Veneto al 84% entro il 2030 e la riduzione di rifiuto pro-capite a 80 kg per abitante.

Per quanto riguarda la mobilità, l’Italia è il Paese europeo con la più alta densità di automobili: 663 auto ogni mille abitanti contro 574 della Germania, 519 della Spagna e 482 della Francia. A Verona l’alto tasso di motorizzazione (63.38auto  ogni 100 abitanti, appena di poco sotto alla media nazionale) si traduce nel ricorso all’auto privata per la stragrande maggioranza degli spostamenti anche brevi. Le politiche pubbliche veronesi sul trasporto pubblico locale (TPL) non favoriscono l’uso di sistemi alternativi: 105 passeggeri trasportati annualmente dal trasporto pubblico (55 passeggeri/ab la media italiana); 26 km la percorrenza annua del trasporto pubblico (vettura/ab). I vicentini raggiungono i 57 Km/vettura/abitante; 0,16 mq/ab sono le isole pedonali disponibili, dato rimasto invariato dal 2008. sostanzialmente immutato rispetto agli ultimi 5 anni il numero di morti per incidenti stradali 6.36 (morti + feriti /1000 ab).

Ancora scarsa la disponibilità di piste ciclabili: 11,68 m/eq/100 abitanti (Reggio Emilia 46 m/eq/100, Mantova 32 m/eq/100 ).  La frammentarietà e l’incompletezza dei tratti di piste ciclabili a Verona fanno sì che sia di poco stimolo per pensare alla bicicletta come il mezzo più veloce ed efficiente per gli spostamenti casa-scuola/lavoro. D’altra parte è ormai noto che le città che hanno inteso puntare alla bici come mezzo di trasporto hanno adottato i percorsi con sede stradale propria, hanno organizzato parcheggi adeguati, hanno previsto percorsi per l’attraversamento dei quartieri collegandoli al centro storico senza interruzioni, hanno favorito l’interscambio con il trasporto pubblico locale per i tragitti medio lunghi (autobus, treni, ecc.) e hanno messo in connessione le zone di interesse culturale e turistico.

Nella gestione dell’acqua, calano di poco i consumi idrici passando dai 177 l/ab/anno del 2019 ai 167,2 l/ab/die (media 155,4). Sostanzialmente invariata la situazione delle perdite in rete: il 34,2% dell’acqua messa in rete non raggiungerà mai i nostri rubinetti. Statica la gestione della depurazione dei reflui ferma all’83,6%, di mezzo punto migliorata rispetto agli scorsi anni ( Verona 86esima nella classifica italiana).

Riguardo al verde il dato rimane uguale a quello del 2020: il numero di alberi pro-capite (25 alberi/100 ab ), posizionano Verona a metà della classifica con Venezia). Nessun importante incremento delle aree verdi negli ultimi 3 anni (31,7 mq/abitante). Da sottolineare come i due maggiori parchi urbani di Verona, il Parco delle mura e il Parco dell’Adige, attendono da oltre 15 anni un piano di gestione ambientale, indispensabile per la valorizzazione e la salvaguardia della biodiversità.

«L’edizione 2022 di Ecosistema urbano non riporta nessun cambio di passo necessario per fare fronte alle emergenze ambientali, climatiche, energetiche e sociali presenti su tutti i livelli, anche quello territoriale», dichiara la presidente di Legambiente Verona, Chiara Martinelli. «Questa nuova amministrazione ha una importante responsabilità ed è chiamata ad allinearsi con le città vicine come Trento, Mantova o Brescia, che dalla mobilità, alla gestione dei rifiuti, all’incremento delle aree verdi, sono riuscite ad aumentare la qualità della vita dei cittadini. Attendiamo una chiara e forte presa di posizione per le politiche prossime future cittadine».

Oltre alla classifica sulle performance ambientali, Ecosistema Urbano fa anche un punto generale sul trend che emerge. Nel 2021, in quello che doveva essere l’anno della lenta ripresa post COVID-19 e della messa in campo di interventi concreti, i capoluoghi di provincia confermano la tendenza di stallo degli anni precedenti. Poco propensi a migliorare le proprie performance ambientali, sono paralizzati da alcune emergenze urbane ormai croniche. Più smog con i valori di picco che tornano lentamente a crescere nelle aree urbane storicamente afflitte da mal’aria. Un parco auto che resta tra i più alti d’Europa, pochi miglioramenti sul fronte del trasporto pubblico.

Ecosistema Urbano 2022, Legambiente-Il Sole 24 ore

Ecosistema Urbano 2022, Legambiente-Il Sole 24 ore

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1 Comment

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  1. Maurizio Danzi

    08/11/2022 at 14:04

    Mi scusi Signora Martinelli, detto che Verona ha nel ciclo dei rifiuti non definito, un problema esistenziale, visti anche, oltre alla mancanza di coraggio nelle scelte politiche, i “tap manager” che si sono avvicendati presso Amia; una parola sulla scientificità dei parametri di Arpav e una sulla Pittini a un km dall’Arena la possiamo dire?

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