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Vangelo

Uno sguardo può avviare una relazione e cambiare la vita

Zaccheo era basso di statura, ma pur di vedere Gesù non gli importa nulla di quello che pensano o dicono gli altri, sfida il ridicolo e si arrampica su un albero

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Vangelo di Luca
Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». (Luca 19, 1-10)

«Gesù alzò lo sguardo…»
Zaccheo e Gesù: due sguardi che si incontrano.
È forse uno dei racconti più belli del Vangelo di Luca. Potremmo definirlo: l’elogio dello sguardo.
Tutti abbiamo sperimentato che uno sguardo può cambiarti la vita. Ci sono sguardi che giudicano, che uccidono. Ma ci sono anche sguardi che ti abbracciano, che guariscono, che illuminano, che ti fanno innamorare.

Ma chi era Zaccheo?
«…era capo dei pubblicani e ricco… era piccolo di statura…»
Era un esattore delle tasse. Uno che economicamente stava bene, ma era infelice. Si sentiva disprezzato da tutti. Era solo.
Tuttavia non si rassegna. Ha voglia di cambiare. Ha capito che i soldi e il benessere non fanno la felicità. Gli mancava qualcosa di più profondo.
Aveva sentito parlare di un certo Gesù di Nazaret. Non vuole perdere l’occasione. Segue il vento del desiderio…

«…e salì su un albero…»
È chiaro che questo albero è simbolico. Ci dice che per comprendere meglio se stessi e i fatti della vita, spesso bisogna uscire dalla massa, bisogna cambiare orizzonte, bisogna salire in alto.
C’è sempre un oltre, un altrove da scoprire. Mai fermarsi. Mai lasciarsi schiacciare dai sensi di colpa. Bisogna entrare nella vita.
Zaccheo era basso di statura, ma pur di vedere Gesù, non gli importa nulla di quello che pensano o dicono gli altri, sfida il ridicolo e va anche su un albero.

E che cosa succede?
«Oggi devo venire a casa tua». Ecco il modo originale di Gesù di annunciare il Vangelo: cambia la vita di una persona andando a mangiare in casa sua.
La casa è il luogo dell’intimità, dell’amicizia. Il luogo dove si creano legami, dove nascono relazioni.
Non lo rimprovera per quello che ha fatto. Non gli dice di cambiare vita. Non lo invita ad andare a pregare al tempio. Invece gli regala fiducia, gli apre la strada della speranza.
Quella di Gesù è la pastorale dell’incontro. È la relazione che ti libera, che ti aiuta a ri-nascere, che ti cambia la vita.

Infatti, quando è che Zaccheo ritrova sé stesso e riscopre la gioia di vivere? È dopo l’incontro con Gesù che dice: «io do la metà dei miei beni ai poveri… restituisco quattro volte tanto».
È quando incontra una persona che gli vuol bene che impara a condividere quello che ha con gli altri. È quando non si sente più solo che comprende che la vera felicità non è nell’avere, ma nel donare.
Tutto è partito da uno sguardo. Impariamo anche noi non solo a “vedere”, ma a “guardare” dentro la vita.
Come diceva Simone Weil: “Le radici degli occhi sono nel cuore”.

Don Roberto Vinco
Domenica 30 ottobre 2022

Quando uno sguardo ti cambia la vita
«Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo,
ma niente sostituisce lo sguardo dell’essere umano».
Paulo Coelho, (1947) scrittore brasiliano

Written By

Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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