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Lettere

Dieci domande alla nuova Giunta comunale

Tanti i problemi da risolvere per dare un nuovo assetto a Verona. Rimaniamo in attesa di sapere quali saranno i metodi di pianificazione e le relative scelte sul territorio

Arsenale (foto Giorgio Montolli)
Arsenale (foto Giorgio Montolli)

Mi rendo perfettamente conto che guidare una città come Verona che, per quindici anni, ha pagato le conseguenze di una mancata pianificazione territoriale, non sia facile, anzi. Le precedenti Amministrazioni Comunali avevano deciso di ascoltare e dare seguito alle più interessanti proposte degli investitori privati e, su questa base, definire le scelte urbanistiche. Tutto questo, probabilmente, sta pesantemente condizionando il lavoro della nuova Giunta, che si ritrova con diritti acquisiti, finanziamenti pubblici ottenuti per progetti assurdi ed altro ancora. Ma, nonostante questi vincoli, sarebbe opportuno venissero definite alcune ipotesi progettuali, per farci intendere quale sarà il modo di intervenire sulle scelte per le destinazioni d’uso del territorio.

A tale proposito pongo alcune domande: 1) Per iniziare un percorso che porti ad un metodo di pianificazione partecipata, sarebbe necessario preparare le sedi, gli strumenti e il personale idonei per attuarlo. È questa l’intenzione della Giunta? 2) Come si intende intervenire sui progetti licenziati dalla precedente Amministrazione e in parte finanziati con risorse europee, come quelli relativi al Parco della Cultura Urbana, in realtà una struttura per attività sportive di fronte alle mura magistrali; e ai Magazzini della Cultura nell’area del Forte Santa Caterina al Pestrino? 3) I parchi della Collina e delle Mura; con i sistemi urbani del Verde e della Cultura, saranno inseriti in una prossima Variante? 4) Sarà aggiornata e perfezionata la Variante 33 al Centro Storico per favorire la destinazione abitativa e per regolare le attività alberghiere? Saranno evitate nuove deroghe? 5) Verranno tutelate le nostre piazze e strade storiche da mercatini inopportuni e impattanti? 6) Si sta studiando come impedire l’occupazione di parte di Piazza Bra dalle scenografie e dagli altri strumenti tecnici durante la stagione operistica? 7) In Piazza Erbe saranno riviste le categorie merceologiche, la tipologia delle strutture di vendita e gli orari di mercato? 8) Verrà redatto una sorta di Piano Regolatore dei palazzi monumentali privati e pubblici per poterne pianificare, con gli strumenti urbanistici complessivi, la loro destinazione d’uso? Le scelte per l’Arsenale, per Castel San Pietro e per i Palazzi Scaligeri, verranno definite all’interno di una pianificazione organica del territorio? 9) Saranno redattii dei Piani Particolareggiati per equilibrare urbanisticamente e ambientalmente le nostre periferie, soprattutto Borgo Roma, oggetto di interventi estremamente impattanti? 10) Cosa ne sarà della filo tramvia? Come saranno definite le ZTL? Verrà pianificata una rete di viabilità dolce?

Ci sarebbero altre questioni da porre, ma questi 10 punti, per il momento, sono sufficienti. Auspico che le dichiarazioni sulla realizzazione del museo Grande Castelvecchio, proseguano con atti concreti.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

2 Comments

2 Comments

  1. Gianni Falcone

    22/10/2022 at 10:41

    Aggiungerei una undicesima, che riguarda migliaia di famiglie in città: si procederà finalmente a una revisione del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), estendendolo ai quartieri. E innanzitutto attuandolo? Oggi siamo fermi a poche decine di interventi su oltre 2000 criticità segnalate.

  2. Maurizio Danzi

    20/10/2022 at 10:48

    La nuova Amministrazione ha goduto, per il momento, di una opposizione che si è dimostrata essere quello che effettivamente sembrava: un gruppo mal assortito di figuranti. Nulla avevano fatto nelle precedenti amministrazioni, se non pianificare come distribuire a loro favore le poltrone nelle partecipate. Nell’attesa di una idea o di una critica, devi essere tu, instancabile critico, il paladino delle cose da fare. Aggiungo solo due questioni al tuo cahiers de doleances: il ciclo dei rifiuti, che con l’unione delle due municipalizzate di Verona e Vicenza (quest’ultima è solo una commerciale con zero asset strategici e nessuna presenza nei rifiuti) e l’esistenza di una Azienda come la Pittini (ex Galtarossa) a meno di un KIlometro dal Liston, con Arpav che ha già aumentato i valori delle polveri sottili. Prima di sentire, come in Johnny Stecchino, che a Palermo “il problema è il traffico.

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