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Vangelo

Non una nuova religione, ma un nuovo modo di vivere

Oggi tanti cristiani si mostrano indifferenti di fronte alle tante tragedie che colpiscono milioni di esseri umani

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Vangelo di Luca
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Luca, 12, 49-57.

«Pensate che io sia venuto a portare la pace? No, vi dico, ma la divisione…».
È una espressione che ci lascia molto perplessi. Sembra proprio l’opposto di quello che aveva detto Gesù appena risorto : “Vi do … vi lascio la mia pace?”. Nei Vangeli troviamo spesso atteggiamenti contraddittori di Gesù. A volte è molto paziente. Altre volte invece piuttosto esigente e duro.

Questo ci ricorda un aspetto molto importante. Il messaggio del Vangelo non si coglie mai da una sola parola o frase. Bisogna interpretarlo sempre nel suo insieme e nel suo contesto storico. Questo è un nostro compito molto difficile e molto delicato.
Nel Vangelo si parla spesso di pace. Ma di quale pace?
La pace di cui parla Gesù non è quella superficiale del semplice “vogliamoci bene”. È invece quella che si costruisce assieme con il confronto, il dialogo, l’ascolto. È imparare a vivere assieme nel rispetto delle diversità. Costruire una pace vera è un cammino difficile. Richiede anche scelte dolorose e può creare divisioni.
Per Gesù, protestare, ribellarsi non è per il gusto di fare sempre il “bastian contrario”.

Indignarsi di fronte alle ingiustizie è un dovere. Anzi è una virtù. È amore, è passione per l’altro, soprattutto per chi soffre.
Purtroppo, anche oggi, è triste vedere tanti cristiani indifferenti di fronte a quello che succede nel mondo. Pensiamo solo al dramma della guerra in Ucraina. Alla situazione spaventosa di tanti paesi africani. Ai tanti che muoiono ancora annegati nel Mediterraneo. Come cristiani non abbiamo le soluzioni pronte per l’uso. Sappiamo bene che il problema della pace, come quello dell’immigrazione sono molto complessi. Tuttavia abbiamo il dovere di gridare contro ogni forma di inumanità. Di inventare cammini nuovi.

Essere cristiani autentici vuol dire vivere il Vangelo come un “fuoco”.
È forse proprio questo il significato della frase di Gesù: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra…»
Il fuoco di cui parla è il fuoco della passione, dell’amore, della rivoluzione.
Gesù è un innamorato della vita e vuole che anche i suoi discepoli siano degli appassionati che sanno gustare il piacere di vivere, ma anche che sanno prendersi a cuore i problemi della comunità, in particolare dei più fragili.

La novità di Gesù non sta in una nuova religione o in una nuova dottrina, ma in un cambiamento radicale del modo di vivere. Uno stile di vita che si fa dono, rispetto, accoglienza, perdono, condivisione.
La fede non è un tranquillante per mettersi la coscienza in pace. È invece un fuoco che brucia dentro di noi! Che non ci lascia in pace finché c’è ancora qualcuno che soffre e non può gustare la bellezza della vita.
È un cercare di essere anche noi oggi, come papa Francesco, dei piccoli profeti, magari anche scomodi, ma convinti che è possibile costruire un mondo più giusto e più umano.

Don Roberto Vinco
Domenica 14 agosto 2022

Credere è vivere con passione il mistero della vita
La novità di Gesù non sta in una nuova religione o in una nuova dottrina, ma in un nuovo modo di vivere 

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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