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Vangelo

Corriamo troppo, spesso senza sapere la destinazione

Gesù non vuole contrapporre la vita contemplativa con quella attiva. Per Gesù Marta e Maria non si oppongono, ma si completano

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Vangelo di Luca
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta». Luca 10, 38-42

Possiamo definire la liturgia di questa domenica l’ “elogio dell’ospitalità”.
Nella prima lettura, Abramo ospita nella sua tenda tre pellegrini. Nel Vangelo Marta invita a casa sua Gesù.
Per Abramo quei tre pellegrini diventano tre angeli. Per Marta ospitare Gesù vuol dire cogliere una occasione per ri-pensare la sua vita.
L’altro è il sacramento di Dio. Accogliere l’altro vuol dire accogliere Dio.

Il racconto di Luca ci presenta Marta tutta indaffarata che si lamenta perché la sorella Maria se ne sta lì seduta ad ascoltare Gesù. Marta è l’immagine di ognuno di noi quando siamo preoccupati di fare di agire, di correre.
Maria invece è la donna dell’ascolto. Rappresenta ognuno di noi quando cerchiamo di capire, di riflettere, di fermarci. Non sempre è facile conciliare il fare con il pensare.

Come risponde Gesù alle critiche di Marta?
«Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose… Maria si è scelta la parte migliore ». Gesù chiaramente rimprovera Marta e approva Maria.
Ma perché rimprovera Marta? Non per il suo servizio, non per il suo fare, ma per il suo agitarsi. Critica il suo continuo andare e venire.
Marta non è una che fa, che agisce, ma una che si agita. Una che fa, senza riflettere, senza pensare.

E perché invece elogia Maria?
Perché Maria è l’immagine della discepola che ascolta. Per Gesù ascoltare vuol dire imparare, vuol dire scegliere l’essenziale.
Gesù non cerca dei servitori, ma delle persone che ascoltano per imparare a vivere.

Quale può essere allora il senso del messaggio del Vangelo?
Gesù non vuole contrapporre la vita contemplativa con quella attiva. Per Gesù Marta e Maria non si oppongono, ma si completano. Marta ha bisogno di Maria. Maria ha bisogno di Marta. La vita contemplativa ha bisogno della vita attiva e viceversa.
(Ora et labora era la regola scritta da san Benedetto nel 534)

Marta e Maria rappresentano due modi di vivere, Entrambi necessari.
Ognuno di noi è nello stesso tempo un po’ Marta e un po’ Maria. Abbiamo bisogno di fare, ma anche di pensare, di meditare.
L’urgenza del fare spesso ci assilla. I problemi concreti da risolvere sono sempre tanti. Anche noi rischiamo di “agitarci” e di dimenticare le cose essenziali.

Il Vangelo non ci chiede di scegliere tra Marta (azione)  e Maria (contemplazione). Ci invita invece a fare anche noi un cammino: passare dall’affanno del molto da fare, alla serenità del guardare la vita con i suoi problemi, ma anche con le sue meraviglie.
Eravamo tutti di corsa. La pandemia ci ha costretti tutti a fermarci.
Impariamo a regalarci un po’ di tempo per …riposare e per …meditare!

Don Roberto Vinco
Domenica 16 luglio 2022

«Io non credo in Dio, ma prego tutti i giorni.
Per me pregare è cercare il senso della vita»
Ludwig Wittgenstein, filosofo (Vienna 1889 – Cambridge 1951)

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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