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Cultura

A 500 anni dalla nascita in pochi si ricordano di Calzolari

Naturalista e speziale in piazza Erbe (Verona) diede un formidabile contributo alla botanica grazie al vicino Monte Baldo che a seguito dei suoi studi prese il nome di Hortus Italiae

Monte Baldo
Monte Baldo, vista del Lago di Garda

Il prossimo 10 luglio ricorre il quinto centenario dalla nascita dello speziale e naturalista veronese Francesco Calzolari (Verona 1522 – Rivoli Veronese 1609) e il Comune di Rivoli, già promotore di vari eventi commemorativi nel corso dell’anno, lo celebrerà consegnando la prima edizione di un premio al merito scientifico in suo onore.

Anche l’Orto botanico Vittorio Pellegrini di Novezzina, con il patrocinio dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere, si è mosso organizzando una settimana, dal 4 al 10 luglio, per ricordare Calzolari attraverso una mostra e l’inaugurazione di un percorso tra Novezza e malga Artilone, ma anche per portare l’attenzione su tematiche d’attualità, quali la biodiversità e i bioindicatori.

Secondo Daniele Zanini, referente scientifico dell’Orto e autore del volume Le piante di Francesco Calzolari, le vicende dello speziale veronese costituiscono l’occasione perfetta per inquadrare la situazione attuale del monte tanto caro a Calzolari, il Baldo: «Con Calzolari – dichiara Zanini – Verona ha fatto la storia. Ma rimane una figura sottovalutata perché gli interessi dominanti sono quelli economici. Ricordare Calzolari vuol dire parlare anche della salvaguardia del Baldo, dei cambiamenti climatici in atto. Ma non pare ci sia grande interesse a riguardo».

Daniele Zanini

Daniele Zanini

A conferma dell’indifferenza in cui ristagna la figura di Calzolari, che rimane nell’ombra  nonostante il suo decisivo contributo nei confronti della botanica italiana ed europea, il fatto che nel territorio del comune di Verona non sia prevista nessuna celebrazione per i 500 anni dalla sua nascita. Al celebre naturalista è stato solo dedicato un piccolo spazio nella mostra “Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese”, al palazzo della Gran Guardia. 

Speziale presso la storica bottega di famiglia in piazza Erbe, “La campana d’oro”, e uomo pratico senza un vero e proprio percorso di studi accademici, Calzolari riesce a intavolare saldi rapporti epistolari coi massimi esponenti del mondo medico-botanico dell’epoca e pone le basi per rivoluzionarne prassi consolidate.

Luca Ghini (1490-1556) fondatore dell’Orto botanico di Pisa (il primo della storia), Luigi Anguillara (1512-1570), direttore dell’Orto botanico di Padova, e Ulisse Aldrovandi (1522-1605) naturalista bolognese coetaneo di Calzolari, vengono tutti invitati a studiare le piante medicinali direttamente sul campo, nel “santuario” naturalistico del Monte Baldo.

Francesco Calzolari, Itinerari sul Monte Baldo

Francesco Calzolari, Itinerari sul Monte Baldo

Dalla lunga serie di pellegrinaggi scientifici sul massiccio veronese, organizzatii dallo speziale di piazza Erbe, emerge un patrimonio floristico fino ad allora sconosciuto: Calzolari lo rendiconta nel suo libretto del 1566 I viaggi di Monte Baldo, mentre personaggi dallo statuto accademico più elevato lo sfruttano per stravolgere approcci e pratiche degli studi medico-botanici.

Ma Calzolari non ha solo reso il Monte Baldo Hortus Italiae consacrandolo a una gloria europea. È ritenuto anche il fondatore del primo museo privato della storia, avendo catalogato scientificamente ed esposto fossili, piante e oggetti naturali di vario tipo in una stanza della sua abitazione a Verona. È inoltre noto per le peculiarità della sua teriaca (un antico farmaco), apprezzate dallo stesso medico degli Asburgo Pietro Andrea Mattioli.

Giuseppe Sandrini

Giuseppe Sandrini

La figura di Calzolari risulta dunque poliedrica e innovativa su svariati fronti. Ma Verona ha sempre fatto fatica a ricordarla, come sottolinea Giuseppe Sandrini, curatore dell’edizione del 2007 de Il viaggio di Monte Baldo per l’associazione Alba pratalia. 

«Nel 2009, in occasione del quarto centenario dalla morte di Calzolari – spiega Sandrini – la Regione Veneto aveva stanziato dei fondi per una mostra a lui dedicata nel Museo di storia naturale di Verona. Alla fine non si è fatto nulla: è un peccato, visto che la tradizione naturalistica veronese è inscindibilmente legata ai viaggi del Calzolari sul Baldo e spesso lo si dimentica».

Gregorio Maroso

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Gregorio Maroso è laureato in Filosofia, Editoria e giornalismo all'Università di Verona. Da sempre si interroga sulla vita e spera che indagare e raccontare i suoi aspetti nascosti possa fornirgli le risposte che cerca. gregoriomaroso@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Giulio Andreetta

    03/07/2022 at 23:08

    È un piacere scoprire dell’esistenza di figure così importanti per Verona e per l’Italia intera. Indubbiamente il patrimonio culturale italiano, un vero e proprio tesoro, e che spesso riposa su archivi e biblioteche, merita di essere valorizzato maggiormente… Pur non essendo un botanico, dalla sintesi biografica qui riportata comprendo il grande valore di Francesco Calzolari.

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