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Ballottaggio, Sboarina fa i suoi conti e dice no al rivale Tosi

Metodi e contenuti sono simili ma le divisioni tra i due, culminate in una dura campagna elettorale, hanno reso impossibile ogni alleanza

Federico Sboarina
Federico Sboarina

Domenica 12 giugno, dopo i risultati delle elezioni amministrative per il Comune di Verona, è iniziata la nuova ed ennesima trasformazione dell’ex sindaco Flavio Tosi, che con il suo 23,9% è stato escluso dal ballottaggio. Ballottaggio che vedrà confrontarsi il candidato del centrosinistra Damiano Tommasi con il 39,8 %, con quello della destra, il sindaco uscente Federico Sboarina, con il 32,7%.

Sembrava che la storia politica di Tosi fosse arrivata al capolinea ma, come l’araba felice, è rinato. Aderendo a Forza Italia di Berlusconi, avrebbe voluto far pesare i suoi voti come, e forse di più, rispetto a quelli presi dal suo principale avversario, Federico Sboarina.

Se la coalizione guidata dal sindaco uscente avesse accettato l’apparentamento con quella di Tosi, all’interno delle due coalizioni si sarebbero trovati un candidato sindaco e un controllore del sindaco. Il primo, in caso di vittoria, avrebbe avuto in Consiglio 13 seggi, mentre il secondo 9.

Sboarina e Tosi hanno dimostrato di avere una visione della città molto simile. Entrambi hanno delegato ai privati le principali scelte d’uso del territorio; hanno fatto cassa con gli oneri e le compensazioni urbanistiche; non hanno attuato alcun sistema del verde, organico con la pianificazione del territorio; hanno considerato la cultura ed il relativo sistema, la cenerentola del programma amministrativo; hanno privilegiato il trasporto privato a motore rispetto a quello pubblico.

Tosi ha liquidato gran parte del patrimonio edilizio storico di proprietà del Comune; mentre Sboarina ha portato Verona ad essere una città controllata dall’integralismo religioso e in mano alle frange estreme della destra.

Ma, anche se i metodi e i relativi contenuti sono molto simili, le idiosincrasie personali tra i due, culminate in una dura campagna elettorale, hanno reso impossibile ogni alleanza.

Anche se la somma dei voti delle due coalizioni al primo turno è stata del 56,6% , non è detto che lo stesso risultato sia ottenibile al ballottaggio, garantendo la vittoria. Il voto di parecchi delusi dagli ultimi anni di amministrazione della destra e l’innaturale e imprevedibile alleanza dei due nemici, oltre a causare una pesante perdita di immagine e di dignità al sindaco uscente, non avrebbe assicurato a Sboarina tutti i voti degli elettori di Tosi.

Per questo Federico Sboarina ha preferito ringraziare Silvio Berlusconi e Flavio Tosi e andare al ballottaggio con Damiano Tommasi con la sua coalizione iniziale, senza tare che lo avrebbero potuto condizionare pesantemente.

Giorgio Massignan

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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

2 Comments

2 Comments

  1. Davis

    17/06/2022 at 18:51

    “….mentre Sboarina ha portato Verona ad essere una città controllata dall’integralismo religioso e in mano alle frange estreme della destra….”
    Caro Giorgio dietro Tommasi c’è tutta l’Opus Dei… più integralismo religioso di questo non saprei.

  2. Maurizio Danzi

    17/06/2022 at 17:10

    Alcune riflessioni sull’esito complessivo del primo turno delle elezioni. Il risultato minimo di Tommasi di andare al ballottaggio al di là dei sodaggi era per lo meno scontato.
    Il PD 5 anni or sono con un atteggiamento imprudente, figlio di litigi interni e esterni, presentando Salemi come candidata dell’ultimo momento aveva sfiorato il passaggio al secondo turno.
    Buono il risultato di Rete in termini percentuali, anche se come insegnano gli Americani ci sono “piccole bugie, grandi bugie e statistiche”. Ovvero il secondo obiettivo era cercare di coinvolgere gli elettori che da tempo non votano, cioè il 50% delle popolazione. Qua il risultato non è stato raggiunto.
    Passando al Tafazzi dell’Adige, si gioca molto, forse addirittura la fine della sua breve e dimenticabile carriera politica.
    Tosi invece, ricollocandosi in Forza Italia, si allunga comunque la vita anche se ora avrà le mani meno libere.
    Una nota particolare per il presidente di Amia-Aim. Qualche sera fa a una tv locale il nostro rimproverava la consigliera La Paglia di avere, data l’età più giovane, poca memoria. Lui evidentemente si riferiva ai ricordi suoi Parli col papà che può vantare maggiore memoria (e non solo ricordi), migliori risultati politici (veramente un onest’uomo); non mi pare “a memoria” ci sia stato in giunta con l’Ingegner Casali un Sindaco di destra, estrema destra come il suo sodale.
    Quella sera ho avuto il piacere di vedere che l’Avvocato Casali aveva perso il suo spirito gioviale, notando invece, nonostante il contegno, un livore di fondo per i tristi risultati.
    “Ma come” si sarà chiesto “abbiamo regalato due milioni ai dipendenti in piena campagna elettorale e i risultati sono questi?”.
    Ricordi Avvocato, ricordi: l’Ammiraglio Lauro a Napoli regalava prima delle elezioni la scarpa destra e solo dopo la scarpa sinistra. A risultati raggiunti

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