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Vigneti e paesaggio, una denuncia che parte dalla scuola

Censurato e poi ripristinato da Youtube un video degli studenti di IV Meccanica dell’Isiss Luciano Dal Cero di San Bonifacio che denuncia le ripercussioni sull’ambiente a seguito della diffusione della monocoltura viticola

Colline veronesi, monocultura vigneti
Vigneti

Il tema del vino nella realtà veronese raggiunge la massima celebrazione economica e di immagine con Vinitaly e qualsiasi voce che si dissocia da questa narrazione è sempre vista con molta diffidenza.

È già apparso su questo giornale l’articolo che affrontava il pesante cambiamento del nostro paesaggio agrario a seguito della diffusione della monocoltura viticola. Ma anche diversi mass media sempre più di frequente si occupano dell’argomento che sta allarmando l’opinione pubblica anche per le ricadute sulla nostra salute.

Eppure il segnale che qualcosa sta cambiando arriva dai giovani. Alcuni studenti della quarta di Meccanica dell’Isiss Luciano Dal Cero di San Bonifacio assieme al loro docente di lettere Simone Gianesini, hanno realizzato un video dal titolo «Apocalypse wine» che punta il dito senza mezzi termini contro la viticoltura industrializzata.

Il video è nato come progetto extrascolastico per partecipare all’11° bando di concorso “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto” lanciato da Regione, Unione delle Pro loco del Veneto ed Ufficio scolastico regionale.

Pubblicato su Youtube, il video ha subito avuto migliaia di visualizzazioni provocando per reazione la sua scomparsa dalla piattaforma perché il contenuto sarebbe stato ritenuto «non idoneo». Ma il video è riapparso sulla piattaforma Vimeo ed in seguito è stato ripristinato anche da Youtube.

L’attuale sistema vitivinicolo, nonostante siano stati fatti dei passi in avanti (pochi) nella tutela dell’ambiente, è da diversi anni oggetto di disputa. Non è in discussione la capacità agronomica, enologica e imprenditoriale dei territori vitati, tuttavia è evidente che l’aspirazione al guadagno a tutti i costi ha alterato non solo l’equilibrio tra coltivazioni , ambiente naturale e paesaggio, ma ha messo a rischio la salute di chi opera e abita in queste terre in conseguenza dell’uso massiccio di pesticidi.

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Non è poi un caso che, ad esempio, i terreni gravitanti nei bacini dei fiumi Alpone, Tramigna, Chiampo, Aldegà, dove negli ultimi anni si sono verificati ripetuti eventi alluvionali disastrosi, siano per la maggior parte terreni vitati dove si verificano fenomeni di erosione del suolo e dove spesso viene a mancare il rispetto delle norme elementari di polizia idraulica.

È paradossale che da un lato si intenda stimolare le capacità critiche dei giovani e poi quando ci si accorge che in effetti i giovani ragionano con la loro testa si tenta di smontare le loro tesi perché ci si rende conto che sono andati a toccare interessi troppo importanti per il territorio (vedi gli articoli pubblicati sull’Arena del 9 maggio u.s.).

Reagire accusando i giovani di ” buttare alle ortiche decenni di lavoro” non è un bel modo per coinvolgerli nella gestione del territorio, ma rivela invece la paura, da parte di chi dovrebbe pianificare gli impianti viticoli, di non aver fatto il possibile per renderla sostenibile.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

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Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Dino POLI

    09/06/2022 at 22:59

    Un filmato da vedere, fa pensare molto, é diverso da molti punti vista, contro la cultura imperante del vino … a tutti costi. E per la libertà dei giovani che sanno pensare con la propria testa nel loro territorio, sfruttando le grandi possibilità di cultura della scuola. Bravi, auguri !!! e bravo Ballestrero, che ci fa conoscere queste ricchezze.

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