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Interviste

Flavio Tosi: «Verona è ferma, voglio tornare e fare il traforo»

INTERVISTA – «Il sindaco io lo so fare e quando c’è da decidere decido. Occorre mettere subito mano al filobus, anche per dimenticare i disastri di Sboarina. Mai avuto problemi con la stampa»

Flavio Tosi
Flavio Tosi

INTERVISTA – «Io il Sindaco lo so fare». Dopo i due mandati nel 2007 e nel 2015, l’esperienza amministrativa è la carta che Flavio Tosi gioca per far presa sui veronesi e tornare a Palazzo Barbieri da primo cittadino. L’ex leghista compete alle elezioni amministrative del 12 giugno col supporto dell’amico-nemico Michele Croce, Forza Italia e Italia Viva.

– Qual è il motivo principale della sua ricandidatura?

Tosi. «Cinque anni di Sboarina sono stati cinque anni di nulla: Verona è una città ferma… ferma su cultura, investimenti e riqualificazioni. È tornata indietro su pulizia, ordine, sicurezza, manutenzioni. Mi sono ricandidato per far ripartire la città dopo che Sboarina l’ha fermata».

– Verona ha un problema di turismo mordi e fuggi: lei come vede il futuro del settore?

Tosi. «Noi avevamo più che raddoppiato il pernottamento medio del turista a Verona: nel 2007 la media era di 1 notte a turista e nel 2017 è arrivata a 2,2 perché avevamo fatto più eventi e di qualità. Questa qualità è poi crollata: pensiamo ai mercatini di Norimberga gestiti male e al fatto che, sia prima che dopo il Covid, non c’è stata nessuna grande mostra in cinque anni. In Arena, lirica a parte, ci sono stati anche eventi inadeguati. Abbassando la qualità degli eventi proposti si è abbassata anche la qualità del turismo».

– Su quale evento punterebbe in particolare per il rilancio?

Tosi. «Rifarei le grandi mostre alla Gran Guardia e a Palazzo Forti, il Gran Gala di Romeo e Giulietta in piazza Erbe. Rilancerei anche Verona In Love, che aveva portato Verona a essere la quarta o quinta meta turistica italiana per San Valentino».

– Riguardo la mobilità cittadina, a cosa darebbe la priorità se tornasse a fare il sindaco?

Tosi. «Sicuramente al traforo. E poi al filobus, modificandolo dal punto di vista cantieristico, visto che con Sboarina è stato una catastrofe con cantieri aperti ovunque per anni ma fermi».

– Quali sarebbero i cambiamenti più vistosi che vedrebbero i cittadini in 5 anni di Amministrazione Tosi?

Tosi. «Innanzitutto l’ex Passalacqua, cantiere che avevamo iniziato noi e che ora va portato a termine. Poi, il cosiddetto Central Park – contenitore da destinare per metà a parco pubblico e per metà a comprensorio scolastico, spostando lì tutti gli istituti superiori del centro e costruendo scuole moderne dotate di impianti sportivi. I palazzi di pregio che attualmente ospitano le scuole superiori in centro possono diventare così residenze di qualità».

– Rimpiange qualcosa dei suoi mandati precedenti?

Tosi. «Sì, un rimpianto è sicuramente il traforo, cioè il Passante nord: un progetto che è saltato a causa delle lungaggini della burocrazia e che, dopo 5 anni di varianti e espropri, una volta aggiudicata la gara ci ha costretti a ripartire da zero perché la ditta vincitrice era fallita».

– Qual è stata la più grande vittoria dei suoi precedenti mandati?

Tosi. «La sicurezza, perché prima di noi Verona era quanto mai insicura. Poi, a livello di opere, direi i grandi parchi: il Parco San Giacomo, il Parco Santa Teresa, il Parco San Michele. Complessivamente abbiamo realizzato circa 250.000 metri di verde vero, cioè di verde attrezzato».

– Qual è un errore che non rifarebbe?

Tosi. «Sulla scelta delle persone a volte si sbaglia e l’errore si realizza solo col senno di poi. Nessuno è infallibile ma sicuramente ora alzerei il livello della competenza e della professionalità».

– C’è una caratteristica o un’idea degli altri candidati che avrebbe voluto avere lei?

Tosi. «No. Con Sboarina non riesco a trovare nulla di simile perché non ha portato nulla e non condivido il suo percorso per il nuovo Stadio. Anche di Tommasi non posso invidiare nulla, perché non ha nessuna esperienza amministrativa».

– Cosa si aspettano i cittadini di Verona dal nuovo sindaco?

Tosi. «Le prime cose che vogliono i cittadini sono la base minima dei servizi: la sicurezza, la pulizia, la manutenzione delle strade e l’illuminazione pubblica. Oggi queste cose ancora mancano».

– Lei ha sempre avuto un rapporto molto turbolento con la stampa…

Tosi. «Direi di no! Con chi? Io parlo con tutti e in trent’anni non ho mai avuto nessun problema con i media locali! Con la stampa ho un buon rapporto».

– Beh, il caso Report è stato eclatante…

Tosi. «Quello è stato un caso singolo, che ha riguardato un giornalista di una singola trasmissione in particolare, rispetto a 30 anni di attività politica. Quindi è un’eccezione che non fa storia».

– Come pensa di tenere insieme una coalizione così vasta e differenziata al suo interno, con elementi contraddittori?

Tosi. «Sono abituato a fare il sindaco e lo so fare. Posso anche avere una compagine variegata ma quando c’è da decidere, decido».

Annalisa Mancini

Written By

Annalisa Mancini è nata il 25 dicembre 1979, frequenta l’istituto tecnico per corrispondenti in lingue estere. Dal lago di Garda, dove vive fino al 1998, si trasferisce prima a Trieste per gli studi in Scienze Politiche e poi a Berlino. Completa il suo sguardo sul mondo viaggiando, leggendo e scrivendo, è interessata soprattutto al giornalismo d’inchiesta, alla politica nazionale e internazionale e alle questioni ambientali. Tornata a Verona, fonda una sezione di Legambiente e lavora anche come editor e correttrice di bozze. Ha collaborato con Il Piccolo di Trieste, ilveronese.it, ilgardesano.it, Il Corriere del Garda, Radio Garda FM, RuotaLibera di FIAB, corriereditalia.de. mancini.press@gmail.com

3 Comments

3 Comments

  1. Diana

    06/06/2022 at 15:52

    Quanta arroganza! Quando Tosi era sindaco non c’era nemmeno l’assessorato alla cultura a Verona, e ora si permette di (stra)parlare di mostre, ente lirico, turismo di qualità, parchi? Ma per favore! L’unico suo interesse erano grandi opere invasive. L’Adigeo è opera sua. Con lui, gente come Zelger imperversava con le sue “idee” da Medioevo. Intanto Sboarina, col suo popolo della famiglia, riusciva a rendere questa città ancora più chiusa, fascista, intollerante. Se vogliamo davvero dare una chance a questa città, questa volta non votiamo né l’uno né l’altro! Non credo nei miracoli e non so cosa riuscirà a fare effettivamente, ma penso che con Tommasi potrebbe cambiare almeno un po’ l’aria. Arte, cultura, educazione, bellezza, apertura: ci vuole qualcuno che non pensi solo ai “schei” ma a migliorare davvero la vita delle persone!

  2. Giorgio Massignan

    05/06/2022 at 09:58

    Di quanto sostiene l’ex sindaco Flavio Tosi, condivido solamente la sua valutazione sui cinque anni di amministrazione Sboarina. Ritengo che i suoi due mandati siano stati i peggiori per Verona. L’aeroporto e l’ente lirico hanno rischiato di fallire per le sue pessime scelte. Ha trasformato le piazze storiche di Verona in tante sagre paesane. Ha permesso che si costruissero, in deroga, nuovi volumi edilizi alla Passalacqua, deturpando un importante luogo storico e ambientale. Al Nassar in riva all’Adige, a Quinzano sotto San Rocchetto, a Montorio, a Santa Maria in Stelle e in tanti altri luoghi paesaggisticamente da tutelare, ha previsto nuove costruzioni. Ha realizzato centri commerciali per 2.000.000 di utenti, Verona e provincia non arriva a 900.000. Ha ceduto i palazzi storici di proprietà comunale. Agli ex Magazzini Generali ha modificato la destinazione culturale in direzionale. La pianificazione urbanistica è stata decisa soprattutto dagli investitori privati. Ha affossato il progetto, già parzialmente finanziato, della tramvia, per optare su quello del filobus, inadatto per una città come Verona. Per fortuna non è riuscito a realizzare il suo progetto di complanare nord, altrimenti le zone di Avesa, Quinzano e Chievo sarebbero state devastate. Mi fermo qui, ma ci sarebbe molto altro.

  3. Maurizio Danzi

    05/06/2022 at 03:28

    Mi permetto solo di rilevare un punto. Tralascio l’eco lontana dei contrasti giovanili con la magistratura. Tralascio pure i problemi(sic) con la stampa. Tralascio i compagni di merende.
    Di Tommasi non so perché non l’ho visto all’opera ma Sboarina e Tosi sono gli opposti dello stesso problema: è evidente la totale mancanza di personalità del sindaco attuale, la sua incapacità a decidere e a demandare, non delegare che è altra cosa: d’altra parte lui mica decide caso mai ratifica quello che altri hanno negoziato. E questo non è certo indice di capacità amministrativa.
    Tosi ha il problema opposto. Non sa scegliere le persone ma non perché sia un minus habens, tuttaltro, semplicemente perché è un uomo solo al comando. Tutto qua.
    La capacità di delega richiede prima di tutto ascolto e nella delega è implicito il controllo. Aspetti che non sono certamente nelle corde del Nostro.
    Chiudo con un esempio: in Regione è ovvio che tutto, ma proprio tutto, lo decide Zaia o qualcuno crede che due donne assolutamente silenti come la vice De Berti e l’assessore alla sanità Lanzarin (che gestisce oltre il 60% del bilancio regionale) abbiano autonomia?

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