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Opinioni

Quale Verona? Alcune domande ai candidati sindaco

La città è una realtà complessa dove i problemi legati allo sviluppo si risolvono con soluzioni urbanistiche di sistema, considerando insieme mobilità, cultura, ambiente

Piazza Bra, Verona (foto Verona In)
Piazza Bra, Verona (foto Verona In)

Il 12 giugno voteremo per eleggere il sindaco di Verona. La campagna elettorale è ricca di promesse, programmi e progetti che poi, molto spesso, non vengono realizzati. In questo scenario, mi permetto di esporre ai candidati sindaco alcuni problemi di metodo e di contenuto e chiedere come intenderebbero risolverli.

Il metodo. Nel passato, le scelte d’uso del territorio sono state decise attraverso trattative dirette tra i rappresentanti della Giunta e gli investitori privati. Ritengo sia necessario iniziare un sistema di pianificazione urbanistica partecipata.

Sono convinto che il metodo sinora utilizzato per redigere i piani urbanistici stia generando una città con un numero eccessivo di centri commerciali e direzionali, di immobili a destinazione alberghiera, di poli attrattori di traffico ma senza le infrastrutture viabilistiche adeguate, e con una colpevole carenza di verde e di servizi.

Ovviamente, se le destinazione d’uso sono ispirate dagli interessi di chi investe, difficilmente potranno coincidere con quelli della cittadinanza.

Sarebbe stato necessario procedere ad una pianificazione del territorio che, oltre alle scelte sulle destinazioni d’uso, prevedesse organicamente quelle sulla viabilità, sul sistema del verde e su quello culturale.

Il sistema della mobilità. Si sarebbe dovuto definire un efficiente e comodo sistema di trasporto pubblico e di mobilità “dolce”, che potesse sostituire i mezzi privati a motore. Non esiste la panacea, il grande intervento che risolve tutti i problemi del traffico; si deve intervenire per modificare il sistema della mobilità.

Innanzitutto, andrebbero rivisti i grandi attrattori di traffico e le ore e i periodi in cui le arterie sono congestionate. Quindi, attraverso la pianificazione urbanistica, andrebbero spostati gli attrattori in zone decentrate e servite adeguatamente dalle infrastrutture di trasporto pubblico e di mobilità privata.

In attesa che tutto questo sia realizzato, per non lasciare alcune zone, come Veronetta, sottoposte ad un traffico eccessivo, si potrebbe realizzare un collegamento diretto tra Borgo Venezia e Borgo Trento, di circa 1,5/2 km. Si tratterebbe di un traforo breve tra la zona di via Fincato e via Mameli che, in un primo tempo, servirebbe alle auto private e, terminato un serio impianto di trasporto pubblico, di mobilità dolce e di infrastrutture di servizio quali i parcheggi scambiatori e i minibus elettrici per il Centro Storico, potrebbe ospitare solo una linea del filobus.

Castelvecchio, Verona (foto Sailko)

Castelvecchio, Verona (foto Sailko)

Il sistema culturale. Gli strumenti urbanistici si dovrebbero pianificare organicamente con gli elementi culturalmente più interessanti della nostra città, quali musei, biblioteche, collezioni ed esposizioni.

Tra questi, il più importante museo di Verona, quello di Castelvecchio, avrebbe bisogno di essere arricchito di alcuni servizi essenziali. Ma i soli spazi disponibili, sono quelli attualmente occupati dal Circolo Militare Unificato e la Giunta Sboarina, come le precedenti di Tosi, hanno sempre boicottato la possibilità di realizzare un Grande Museo di Castelvecchio, non valutando l’importanza di un sistema culturale-museale per l’economia della nostra città.

La mancata pianificazione organica e complessiva ha portato la Giunta uscente a proporre progetti strampalati, come quello dei Magazzini della Cultura nell’area del Forte Santa Caterina al Pestrino. Anziché insediarli all’Arsenale, che dista dal museo di Castelvecchio un centinaio di metri, sono stati previsti al Pestrino, di fronte all’Adige. Per questo progetto assurdo, è stato chiesto e ottenuto un finanziamento di circa 20 milioni di euro, inserito nel quadro di riferimento del PNRR.

Così come risulta assurdo aver chiesto e ottenuto un finanziamento di circa 700.000 euro per il Parco della Cultura Urbana in via Galliano, su un’area di circa 4.000 mq, di fronte alle storiche mura magistrali, patrimonio Unesco. Si è tanto parlato di bonificare e ripulire dalle infrastrutture esistenti la nostra cita fortificata e invece, proprio di fronte, si vuole realizzare un parco sportivo.

In un corretto sistema culturale, negli edifici e nelle aree degli ex Magazzini Generali si sarebbe dovuto progettare una cittadella della cultura, di cui la nostra città e la ZAI in particolare, avrebbe avuto bisogno; invece quest’area si è trasformata in un polo direzionale e commerciale.

Ambiente

Lipu, Italia Nostra, Fronda Verde, VeronaPolis, Arboricoltori, WWF e Legambiente chiedono sia attivata la Consulta del Verde e redatto il relativo Piano

Il sistema del verde. La stessa triste sorte potrebbe capitare all’agognato parco urbano sull’area dello Scalo Merci della Ferrovia. È stato progettato attorniato da torri e grandi edifici, con ipotetiche spiagge e strutture sportive, ma con poche piante ad alto fusto.

Va sottolineato che, il territorio del comune di Verona, ha 2.000.000 di mq di verde in meno, rispetto alle norme urbanistiche, dei quali 800.000 mq solo a Verona Sud. Il verde nell’ex Scalo Merci ferroviario ne ridurrebbe, parzialmente, la carenza.

Dai dati di presentazione del progetto, si evince che nel parco verranno destinati per il Commerciale,  per l’Alberghiero, per il Direzionale,  per i Parcheggi, per il Residenziale e per Servizi vari e aree sportive, un totale di circa 100.000 mq. Come si potrà armonizzare un parco urbano con tutte queste funzioni, con i relativi parcheggi e le strade d’accesso, non riesco proprio ad immaginarlo.

Sulle altre proposte relative al sistema del verde c’è stato il silenzio assoluto. L’allargamento del Parco dell’Adige, la realizzazione di quello della Collina, delle Mura e della Spianà, sono rimasti sulla carta del programma e delle promesse fatte in campagna elettorale.

Con poca spesa, sarebbe stato possibile realizzare un anello verde di circa trenta chilometri, collegando le fortificazioni cosiddette extra moenia, come i forti Santa Caterina, Tomba, Azzano, Dossobuono, Lugagnano, San Zeno, Chievo, Parona e San Procolo, tutti localizzati in aree agricole.
Da questo anello sarebbero potuti partire dei raggi verdi per comunicare con le aree a parco.

Un secondo anello verde sarebbe stato rappresentato dal Parco delle mura, che comprende, per circa 10 chilometri, l’intera cinta delle mura magistrali. Nella parte collinare, le quattro Torri Massimiliane e i forti Biondella, San Mattia, Sofia e Preara, sarebbero state delle ottime opportunità per riqualificare l’intera area.

Oltre a tutto ciò, si sarebbe dovuto considerare la presenza delle cave dismesse, che in alcuni casi, come l’ex cava Speziala a San Massimo, si sono trasformate in ambienti rinaturalizzati.

Il Centro storico. Sempre con lo stesso metodo, non si è fatto nulla per interrompere l’esodo di residenti dal Centro Storico che, in 80 anni, ha perso 142.000 abitanti, passando da 150.000 a 8.000, trasformandosi in un luogo di consumo turistico. Il solo intervento della Giunta è stato l’approvazione, in deroga, del grande hotel da 140 stanze, senza i parcheggi idonei, presentato e voluto dalla Fondazione Cariverona negli stabili di sua proprietà in via Garibaldi.

E necessario interrompere questo processo che sta portando il nostro Centro storico a trasformarsi solo in un luogo turistico, privo di abitanti e di conseguenti negozi di vicinato. Risulta indispensabile che la Pubblica Amministrazione preveda l’utilizzo di edifici per l’edilizia convenzionata, per riportare in centro le coppie giovani con bambini.

La gestione delle stesse aziende pubbliche deve essere totalmente rivista. Non è più tollerabile l’utilizzo degli enti pubblici, come “camera di compensazione” per personaggi fedeli e/o creditori di favori, invece di inserire manager competenti e capaci.

In conclusione, chiedo ai candidati:
A) Le scelte d’uso del territorio sono state decise attraverso trattative dirette tra i rappresentanti della Giunta e gli investitori privati. Credete sia giusto continuare in questo modo, o sia invece necessario confrontarsi con i cittadini?
1) Ritenete corretto passare ad un metodo di pianificazione urbanistica partecipata?
2) Credete si debba pianificare gli strumenti urbanistici, organicamente con i sistemi della mobilità, culturali-museali e del verde?

B) Stimate sia necessario:
1) bloccare ogni nuova espansione edilizia?
2) Che si debba operare ristrutturando le aree dismesse e usufruendo di tutto il patrimonio abitativo non utilizzato?
3) Che sia giusto redigere un piano regolatore sulla tipologia, la proprietà e la rivalutazione fisica e funzionale degli edifici storici della nostra città?

C) Nel vostro programma prevedete che:
1) il territorio vada bonificato dalle brutte e inutili costruzioni del passato?
2) le periferie siano riqualificate?
3) il Centro Storico torni ad essere abitato?
4) sia realizzato un sistema di trasporto pubblico in grado di sostituire efficacemente quello privato a motore?
5) siano annullate alcune scelte precedenti che potrebbero deturpare il territorio, quali i Magazzini della Cultura al Pestrino, il Parco della Cultura Urbana, e il progetto del finto parco urbano allo Scalo Merci?
6) Il Museo di Castelvecchio sia allargato negli spazi ora occupati dal Circolo Militare Unificato?

Giorgio Massignan
VeronaPolis

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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

5 Comments

5 Comments

  1. Cecilia B

    02/06/2022 at 10:15

    Grazie per aver condiviso questa analisi in cui viene attribuita importanza ad aspetti per me centrali. La pianificazione urbanistica va fatta e con urgenza. Inoltre è necessario che si debba rendere conto sia della quantità di verde sottratta al bene pubblico da ogni amministrazione, sia delle promesse della campagna elettorale

  2. Daniela Zumiani

    31/05/2022 at 06:58

    La logica sottesa alla pianificazione razionale della città moderna contenuta nella riflessione di Massignan implica la capacità di coniugare conoscenza storica e visione futura al fine di mantenere vitale e armonico l’organismo urbano . Qualità imprescindibile per un buon amministratore.

    • Redazione2

      31/05/2022 at 09:11

      Conoscenza storica e visione futura. Poche parole che dicono tutto.

  3. Anna

    30/05/2022 at 17:22

    condivido al 100%
    Chiedo: in vista delle prossime elezioni chi dei candidati ha a cuore questi punti?

  4. Maurizio Danzi

    30/05/2022 at 15:44

    Confesso di avere stima e considerazione per Tommasi pur non essendo suo tifoso. L’hanno incolpato di non avere esperienza amministrativa. Pensando ai suoi competitors vien da dire: meno male.
    Ma a parte questa considerazione iniziale per quanto conosco il panorama politico veronese di questi anni credo che il problema sia prepolitico, culturale e sociale.
    D’accordo non siamo a Atene dove Pericle indicava una modalità semplice e chiara perché la città funzionasse: prendere i migliori.
    Qui non siamo di fronte neanche a un sistema dei partiti che non funziona; siamo di fronte a un sistema globale di liste e listarelle completamente staccate dal senso comune.
    Oltre 800 candidati che sanno pochissimo. Una cosa sanno: che una poltrona non si nega nessuno. È un sistema marcio e irriformabile.

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