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Cultura

Le scelte urbanistiche dell’Amministrazione Sboarina

MEMORY BOOK – 36 pagine gratuitamente scaricabili dal sito di Verona In dove l’architetto Giorgio Massignan spiega come ancora una volta a prevalere siano state logiche di natura commerciale

cattedrale, duomo, Verona
Verona, il duomo visto da Ponte Garibaldi

Le scelte urbanistiche dell’Amministrazione Sboarina è il titolo del memory book di Giorgio Massignan (36 pagine scaricabili gratis dal sito di Verona In) che viene proposto alla città per una riflessione in vista delle prossime Amministrative 2022. Di seguito una breve introduzione.

Negli ultimi decenni Verona ha visto sminuire sempre di più la sua influenza nel panorama regionale, nazionale ed europeo. Prima di ogni tornata elettorale amministrativa nasceva la speranza di un nuovo rinascimento per la nostra città; le potenzialità ci sarebbero state. Ma, trascorso il periodo delle promesse elettorali, la situazione non cambiava e non migliorava.

Durante le ultime amministrazioni, Verona non ha potuto usufruire di una corretta e oggettiva pianificazione urbanistica, che potesse fornire risposte alle reali necessità del territorio.

Dalle diverse analisi prodotte negli ultimi decenni, si evince che i problemi più impellenti da affrontare erano quelli relativi alla mobilità, all’abbandono  del centro storico da parte degli abitanti, alla riqualificazione delle periferie, al recupero del patrimonio edilizio dismesso, alla rete culturale e museale e al sistema del verde.

Le risposte delle Amministrazioni pubbliche, sono state la realizzazione di poli commerciali e direzionali, l’approvazione di centri per alberghi e residenze, le ipotesi di faraoniche infrastrutture viabilistiche e l’irresponsabile affossamento di importanti opportunità, non risolvendo i veri problemi della città.

Le ultime Giunte comunali hanno preferito delegare agli investitori privati le scelte d’uso del territorio, provocando una pericolosa bulimia di mq di commerciale, di direzionale e di alberghiero, che meglio rispondevano alle esigenze dei privati ma non certamente a quelle di Verona.

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