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Opinioni

Alberi giusti al posto giusto? Prima serve un’idea di paesaggio

L’esempio dei Ginkgo Biloba potati a cono in via IV Novembre e degli ulivi lungo la provinciale della Valpantena ridotti a siepe

Ginkgo Biloba, via IV Novembre, Verona
Via IV Novembre, Verona

Nelle Lettere al direttore, pubblicate da L’Arena il 24 e 25 aprile, due cittadini ripropongono il tema delle alberature stradali a Verona, in ambito urbano. Ambedue gli autori delle lettere criticano che in via IV Novembre gli alberi di Ginkgo Biloba, messi a dimora qualche anno fa dal Comune, vengano potati a cono. In effetti la scelta di questi alberi tenuti in forma obbligata lascia perplessi per una serie di ragioni.

Innanzi tutto per il costo iniziale di acquisto che è stato di almeno 3 volte superiore a quello richiesto per normali alberature stradali. Poi il fatto che queste piante hanno bisogno di periodiche ulteriori e costose potature annuali per essere mantenute nella forma a cono iniziale. Inoltre questa forma data agli alberi, con i volumi ampi alla base, risulta pericolosa perché ostruisce la visuale sia ai pedoni che agli automobilisti.

Infine si rileva il discutibile effetto paesaggistico complessivo del viale che mentre impedisce la parte inferiore della visuale, lascia completamente in vista ed anzi accentua la percezione dei mediocri palazzoni che incombono sulla strada. Basta andare nel vicino Viale della Repubblica per rendersi conto di quanto più efficaci risultino nel mitigare l’impatto delle costruzioni gli alberi di Pyrus, con la loro chioma fastigiata impalcata a 2 metri dal suolo, messi a dimora qualche anno fa sempre dal Comune.

Pyrus, Viale della Repubblica, Verona

Viale della Repubblica, Verona

Rimane un mistero per quale motivo non sia stato adottato lo stesso criterio anche per gli alberi di via IV Novembre, anche se sorge il dubbio che qui servivano più che altro alberelli per appendervi le luminarie di Natale.

“Perché non pensare di liberare i bellissimi alberi da forme artificiose e lasciare che salgano liberi al cielo” si chiedono gli autori delle lettere sopracitate. Ma non è così semplice rimediare ad una scelta iniziale inadeguata! Il Ginkgo è un albero di prima grandezza e, ammesso che tra diversi anni possa riprendere il suo portamento naturale è probabile che possa creare problemi di varia natura per la crescita eccessiva in relazione allo spazio disponibile.

Un’altra scelta operata di recente in tema di verde pubblico e che lascia perplessi riguarda gli alberelli di ulivo, messi a dimora con la sponsorizzazione di una nota azienda olearia locale, lungo la Strada Provinciale della Valpantena all’altezza di Poiano.

Strada Provinciale della Valpantena

Strada Provinciale della Valpantena

Gli ulivi, distanziati tra loro di circa un metro, sono stati piantati con l’evidente scopo di formare una siepe continua. Appare una bizzarria senza senso ridurre a siepe formale gli ulivi, alberi nobili considerati sacri sia dagli antichi che dalla tradizione cristiana, ma soprattutto essenziali per il nostro paesaggio: un ‘trionfo di luce’ li definisce Alfredo Cattabiani nel suo Florario. Tanto più che queste piante, ridotte a far da barriera al traffico, avranno necessità continua di potature per non creare problemi alla circolazione stradale, e quindi costituiranno un onere per la collettività. Infine non è accettabile l’idea che basta che qualcuno paghi per far passare qualsiasi scelta strampalata.

Gli esempi sopramenzionati  e altri recenti riportati da questo giornale, ripropongono con urgenza che le scelte sugli alberi, patrimonio prezioso e insostituibile delle nostre città, debbano essere fatte avendo una chiara idea di paesaggio in adempimento a quanto prevede il Regolamento per la Tutela del Verde Urbano del Comune di Verona che non a caso contempla che scelte di questo tipo siano demandate alla Consulta per il Verde. Non sarà mai troppo tardi quando l’Amministrazione Comunale deciderà finalmente di costituire questo organismo.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis



Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Maurizio Danzi

    11/05/2022 at 11:27

    Palladio prima di disegnare un’opera immaginava il paesaggio. Nei Boulevard des Capucines “de noantri” la logica deve essere diversa. Qualche amministratore turbato.

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