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Vangelo

La fede è un dono, ma non rende la vita più facile e comoda

Cristiani che aggrediscono altri cristiani è la dimostrazione della fragilità umana, ma è anche la sconfitta del cristianesimo

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Vangelo di Giovanni
 
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Gv 20, 19-31

«Questo è stato scritto perché crediate in Gesù e credendo abbiate la vita!»
Secondo gli studiosi, queste sono le ultime parole del Vangelo di Giovanni. Per Giovanni quindi, il credere dovrebbe aiutare a vivere.
La fede è un dono che ti aiuta a dare senso alla tua vita. Il “credere” non ti rende la vita più facile o più comoda. La fede non ti dà le risposte alle tante domande sul dolore o sulla morte. Tuttavia il credere ti aiuta ad affrontare e ad entrare nel mistero della vita.

Tommaso rappresenta ognuno di noi. La nostra fatica di credere. Per Tommaso ho sempre avuto una particolare simpatia. Perché è una persona “normale”, pienamente “umana”, con i suoi difetti e le sue esigenze.
Anch’io, come lui sento il bisogno di vedere, di toccare… di capire, di discutere, di dubitare. Tommaso fa fatica a “fidarsi” di quello che gli hanno riferito i suoi compagni.

Vedere è abbastanza facile. “Fidarsi” non sempre ci riusciamo. Credere non è il risultato di un ragionamento, ma una relazione da costruire. Non si crede in una dottrina, ma si crede ad una persona, a Gesù di Nazareth.
Credere vuol dire “fidarsi”. Non ci si “affida” ad un dogma, ma a Dio. Anche noi come Tommaso dobbiamo passare del “vedere” al “fidarsi”.

Che cosa vuol dire? Gesù ai discepoli dice: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno».
Credere vuol dire avere fiducia che Dio, anche oggi, anche se non vedo e non tocco, continua in modo misterioso ad operare nel mondo.
Ma come faccio a credere nel Cristo risorto se poi i cristiani della Russia buttano le bombe sui cristiani dell’Ucraina. Ancora una volta assistiamo alla sconfitta del cristianesimo. Non è la sconfitta del Vangelo, ma della nostra fragilità umana. Anche i primi discepoli, presi dalla paura, avevano tradito Gesù.

Ma è proprio Lui che ci insegna la pedagogia della pazienza, del saper aspettare. Gesù è attento e capisce i dubbi, la fatica e la debolezza dei Pietro e dei Tommaso. Non li giudica e non li condanna. Invece li aiuta a crescere.
Talvolta Gesù è molto esigente, ma sa sempre rispettare i tempi di crescita.

I discepoli, dice il Vangelo, se ne stavano a porte chiuse, pieni di paura. Gesù invece è quello che riapre le “porte chiuse”. Quante volte anche noi abbiamo perso la strada, ci sentiamo fragili, ci sentiamo stanchi, lontani da Dio, siamo pieni di paure.
È bello riscoprire un Dio che ogni volta che sbaglio, non è lì pronto a giudicarmi, ma sempre disposto ad aiutarmi, ad offrirmi la sua mano.
Anche noi come i primi discepoli, dovremmo imparare a dire ogni giorno: Signore… aumenta la mia… la nostra… poca fede!

Don Roberto Vinco
Domenica 24 aprile 2022

Bombe in nome di Dio: quando i cristiani tradiscono il Vangelo
«La guerra iniziata con l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia, è diventata una guerra anche religiosa. Si benedicono le armi degli schieramenti che si combattono.
Si invocano la Madonna e i santi gli uni contro gli altri. È la sconfitta del cristianesimo.
Il Vangelo è calpestato. I cristiani sono sempre meno credibili. Dimostrano di cercare nella religione solo uno strumento in più per la loro egemonia, la loro volontà di dominio sugli altri».

Enzo Bianchi, monaco, teologo, scrittore
da la Repubblica del 4 Aprile 2022

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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