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Lettere

Verona deve tornare a progettare e costruire il suo futuro

Le ultime grandi opere realizzate dal comune risalgono agli anni 2000, iniziate con la Giunta Sironi e portate avanti nel 2002 dalla giunta Zanotto

Piazza Bra, Verona
Piazza Bra, Verona

In vista delle prossime elezioni che interesseranno il Comune di Verona, vorrei richiamare l’attenzione dei candidati consiglieri e degli aspiranti alla carica di Sindaco della città su alcuni aspetti che ritengo essere di interesse comune.

Fra questi, la definizione dei tempi certi per decidere se e quando risolvere alcuni problemi e come realizzare le opere da anni sospese, ma ritenute necessarie, riguardanti: l’impianto di Ca del Bue, l’Arsenale, la Tramvia, il Traforo, l’emergenza Casa, l’aumento abnorme delle tariffe per la fornitura dei beni e dei servizi di pubblica necessità. 

Oltre ai problemi indicati vi è poi un aspetto che ritengo sia stato da tanti trascurato o sottovalutato, ma che merita invece la massima attenzione: quello di dove reperire i fondi necessari per questi interventi, quali priorità assegnare ai vari problemi individuati, oppure dove e come trovare le competenze tecniche e amministrative per la  realizzazione di quanto sarà’ deciso dai futuri amministratori della municipalità.

Vorrei ricordare che le ultime grandi opere realizzate dal comune di Verona risalgono agli anni 2000, iniziate con la Giunta del Sindaco Michela Sironi, e portate avanti, dal 2002 dalla giunta guidata dal Sindaco Paolo Zanotto

Queste opere riguardavano l’intervento di recupero e risanamento urbanistico del quartiere di Borgo Nuovo, conosciuto anche con il nome di Villaggio dall’Oca Bianca

Quei lavori coinvolsero lo Stato e ad essi parteciparono direttamente con oneri e finanziamenti la Regione Veneto, l’AGEC e l’ATER di Verona. Riguardavano la demolizione di diversi edifici risalenti agli anni Trenta (Case minimedall’Oca Bianca) e Cinquanta (Case di Passaggio) e la manutenzione straordinaria, il risanamento di centinaia di alloggi costruiti successivamente (piano Casa Fanfani e interventi successivi) per rispondere al bisogno di abitazioni per quanti ne erano privi. 

In occasione di tale interventi, inoltre, furono realizzate pure delle nuove edificazioni, anche queste destinate all’edilizia residenziale pubblica.

Per l’entità della spesa e la consistenza degli interventi i lavori realizzati a Borgo Nuovo dalle giunte di Sironi e Zanotto sono paragonabili a quelli fatti nel dopoguerra, e durante le varie fasi della ricostruzione e del boom economico, a partire dagli anni 1955  al 1980 eseguiti dalle varie Amministrazioni che si sono succedute guidate dai sindaci Giovanni Uberti, Giorgio Zanotto, Renato Gozzi, Carlo Delaini, Leonzio Veggio e poi ancora Renato Gozzi.

 Dagli Ottanta credo si possa dire che le diverse Amministrazioni che si sono succedute a Verona hanno praticamente vissuto di rendita, creando inoltre un numero spropositato di progetti senza realizzarne alcuno.

Queste giunte hanno inoltre costituito nuove società e aziende comunali partecipate, alcune persino all’interno e nell’ambito delle Aziende Comunali esistenti, quali ad esempio: AGEC, AGSM, AMIA, AMT, APT, SOLORI, Verona Mercato, Quadrante Europa, Fondazione Arena, ecc.). E ciò per distribuire incarichi agli alleati che volta per volta venivano premiati per il loro sostegno alle varie formazioni di governo della municipalità. 

Queste società servono davvero tutte? A giudicare dai risultati e dai bilanci di molte di queste municipalizzate, credo di no. E la conferma è data dai risultati ottenuti e dai bilanci non sempre positivi e trasparenti.

Basti pensare, ad esempio, agli oltre 35 milioni di euro buttati per gli interessi sostenuti negli ultimi anni da AGEC per pagare al Comune le licenze delle 13 farmacie ex comunali. Oppure ai circa mille alloggi ATER ed AGEC esistenti a Verona non locati perché fuori norma, oppure alle pesanti passività accumulate da diverse società pubbliche, fra le quali: Arena Extra, Fondazione Arena, Ente Fiera, ed altro ancora.

Il prossimo confronto elettorale  sarà purtroppo condizionato dagli oltre due anni di Pandemia che ha sconvolto il mondo coinvolgendo milioni di persone e provocando anche a Verona, sino ad ora, oltre 3 mila vittime. 
A questo condizionamento  occorrerà aggiungere il grave conflitto armato in atto, con la guerra di aggressione decisa da parte della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina. 
Questi eventi potranno riflettersi sul confronto elettorale e condizionare le stesse scelte sui programmi ..

Confido pertanto che per le ragioni sopra esposte l’elettorato veronese voglia scegliere un opportuno cambiamento rispetto alle passate esperienze amministrative. 

Giuseppe Braga

Written By

Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Ha lavorato alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. È stato dirigente e membro della segreteria FIMCISL di Verona; dirigente e Segretario generale Federchimici CISL di Verona; Segretario generale SICET CISL di Verona e Responsabile organizzativo Confederazione; consigliere di terza Circoscrizione in Borgo Milano. Durante l’attività sindacale ha ricoperto varie cariche. giuseppe.braga@gmail.com

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