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Libri

Il mondo sgarrupato di Mrs Dalloway presentato alla Feltrinelli

«Nei mio libro mi sono ispirata al quartiere dove vivo, anche se le storie sono frutto di fantasia» dice l’autrice Cinzia Inguanta dei suoi 14 racconti

Cinzia Inguanta e Agostino Mondin durante la presentazione del libro L’ultimo Natale di Mrs Dalloway alla Feltrinelli di Verona
Cinzia Inguanta e Agostino Mondin durante la presentazione del libro L’ultimo Natale di Mrs Dalloway alla Feltrinelli di Verona

«14 pugni nello stomaco» è la definizione che emerge dal pubblico sugli altrettanti racconti de L’ultimo Natale di Mrs Dalloway (Scatole parlanti, 2022), libro presentato giovedì 17 marzo alla Feltrinelli di via Quattro Spade (Verona) dall’autrice Cinzia Inguanta.

Dopo aver ricordato il suo impegno giornalistico tra Radio Popolare Verona, L’altro Femminile, il nostro giornale e il suo esordio letterario del 2011 con il romanzo Bianca, è il giornalista Agostino Mondin a scandire il ritmo dell’evento. E lo fa con domande che non toccano gli argomenti centrali delle narrazioni, ma tanto lasciano trasparire sull’introspezione della giornalista-scrittrice fiorentina.

Non a caso molti elementi trainanti del libro scaturiscono proprio dal suo vissuto: dal titolo, nato da un’inconfessabile vicenda accaduta a un’amica, passando per l’omaggio ai nonni, a cui è dedicato il primo racconto, fino al quartiere veronese che l’ha adottata.

«Il libro deve molto a Porto San Pancrazio – spiega Inguanta – che si sta trasformando in un quartiere dormitorio, sempre più sgarrupato: mi sono ispirata alla sua gente e ai suoi luoghi, ma le storie sono inventate».

Un esempio è fornito dal personaggio del ludopatico, costruito sullo stampo di una persona reale del Porto, che frequentava sempre lo stesso bar. «Si sedeva alla macchinetta e si rialzava solo quando aveva finito i soldi. A testa bassa, isolato, senza guardare nessuno. Eppure conosceva tutti».

La solitudine è il filo conduttore che lega i racconti essendo, per l’autrice, «la condizione maggiormente vissuta dall’essere umano». «Ma poco ha a che fare con la gioia del Natale» fa notare Mondin.

«E invece è proprio in quei momenti topici di festa che la solitudine si fa sentire di più» ribatte Inguanta, che infatti ha ambientato tutti i racconti tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, inserendoli in un contesto crudo e degradato.

Si parla poi dello stile, a tratti giornalistico. Mondin intravede delle «rasoiate in punto di penna» nella scrittura di Inguanta. Il pubblico allora, nella sala quasi gremita, si chiede se si senta ancora giornalista, o se ormai la metamorfosi a scrittrice sia compiuta.

«Mi sogno su una collina a scrivere, ma non da giornalista» confessa Inguanta. «La scrittura creativa è il tramite con cui preferisco approcciarmi alla realtà». E allora, anche presentando le atmosfere cupe de L’ultimo Natale di Mrs Dalloway, c’è spazio per una battuta: «Così almeno non pago l’analista!».

Gregorio Maroso

Volume L'ultimo Natale di Mrs Dalloway, CInzia Inguanta, 2022

L’ultimo Natale di Mrs Dalloway, CInzia Inguanta, 2022

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L’ultimo Natale di Mrs Dalloway, di Cinzia Inguanta
L’ultimo Natale di Mrs Dalloway”, storie sui nostri fantasmi





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Gregorio Maroso è laureato in Filosofia, Editoria e giornalismo all'Università di Verona. Da sempre si interroga sulla vita e spera che indagare e raccontare i suoi aspetti nascosti possa fornirgli le risposte che cerca. gregoriomaroso@gmail.com

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