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Vangelo

Lavorare su se stessi è il primo dono per gli altri

Siamo portati troppo spesso ad essere benevoli nei nostri riguardi, ma severi nel giudicare gli altri

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
[In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola]: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Luca 6,39-45

«Ogni albero si riconosce dal suo frutto…»
Gesù per spiegare alla gente semplice il suo messaggio, usa sempre immagini prese dalla vita quotidiana: un albero, l’occhio, una pagliuzza. Per dirci che la cosa più importante della vita è “donare”, ci invita a guardare un albero. Infatti l’albero non produce per sé, i suoi frutti sono per gli altri.

Dobbiamo tutti imparare a chiederci: Ma che tipo di albero sono io? Quali sono le mie radici? E i miei frutti? Ognuno di noi può esser albero cattivo e anche albero buono. Dipende dalle radici. Cioè dal cuore. Infatti è il cuore che guida tutti i nostri comportamenti. E purtroppo anche il nostro cuore può ammalarsi e produrre sguardi che invece di far fiorire e crescere le nostre relazioni, le distruggono.

 «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?». Nelle nostre relazioni il pericolo è usare sempre due pesi e due misure. Quando sbagliano gli altri, il nostro giudizio è sempre pesante.
Quando invece sbagliamo noi, siamo bravissimi ad autogiustificarci.
Vediamo facilmente i difetti degli altri, ma siamo maestri ad assolvere i nostri.
Normalmente non sopportiamo la pagliuzza altrui, ma non ci tocca minimante la nostra trave.

Rischiamo spesso di ridurre una persona ai suoi difetti. Ignorando tutte le sue qualità. Questo ci rende tutti un po’ ipocriti. Perché è facile correggere gli altri, ma è molto più difficile renderci conto dei nostri errori. È proprio la trave dell’ipocrisia, del pregiudizio, dell’arroganza, che rende spesso anche noi ciechi e guide di ciechi.

Ma come possiamo togliere la nostra trave?
Il Vangelo ci indica una strada: impara a non giudicare, a non condannare.
È questione di sguardi. Gesù ci insegna a guardare. Innanzitutto dentro sé stessi, ma poi anche gli altri, il mondo e perfino Dio. Chi non si vuole bene, vedrà sempre soltanto il male attorno a sé. Il primo passo deve essere il mio, non sempre quello dell’altro.

Lavorare su sé stessi è il primo dono che possiamo fare agli altri.
Solo chi ha il coraggio di mettersi in discussione, di fare autocritica, può imparare a capire gli altri e donare parole e sguardi che aiutano a vivere.
Come dice il Vangelo, se le tue radici, cioè il tuo cuore, il tuo sguardo, è buono, anche i tuoi frutti saranno buoni.

Don Roberto Vinco
Domenica 27 febbraio 2022

È più facile criticare gli altri che cambiare sé stessi
«Vi riconosceranno dai vostri frutti»
Luca 6, 40-45

 

 

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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