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Vangelo

Perdonare non vuol dire accettare tutto, scusare tutto, sopportare tutto

Il perdono è un modo diverso di affrontare i conflitti. È cancellare dal proprio vocabolario la categoria del nemico

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio». Luca 6, 27-38

«Amate i vostri nemici… Fai del bene a chi ti odia… Porgi l’altra guancia… Perdona e sarai perdonato…».

La prima reazione istintiva è liquidare una simile proposta come una cosa impossibile o al massimo una bella “utopia”. È proprio Gesù che non è coerente con questo invito. Infatti a chi gli dà uno schiaffo Gesù non pone l’altra guancia, ma gli chiede: perché mi percuoti?

Gesù si è sempre “preso cura” delle persone che incontrava. Di fronte alla sofferenza e alle ingiustizie non è mai rimasto indifferente. Quando gli portano di fronte l’adultera, Gesù non la condanna, non la giudica, ma le dice “vai in pace e non peccare più”. A lui interessa il recupero della persona. Aiutarla a ri-cominciare a vivere. Nessuno è irrecuperabile. In tutti c’è sempre un barlume di umanità. Per lui la regola è: dona all’altro quello che desideri per te.

Spesso ci chiediamo ma che cosa fare di fronte a un gesto di violenza, di cattiveria, di ingiustizia? Purtroppo la prima reazione istintiva è: “occhio per occhio, dente per dente”. Se mi hai fatto del male, prima o poi la pagherai.

Gesù ci indica un’altra strada: l’unico rimedio al male è … fare il bene!
“Amate i vostri nemici”, non vuol dire approvare le loro malefatte.

Per Gesù la strada maestra è la strada del perdono. Gesù non è un buonista. Perdonare non vuol dire accettare tutto, scusare tutto, sopportare tutto. Anche lui si è arrabbiato e qualche volta ha usato la frusta.

Perdonare è difficilissimo. È disumano chiedere ad una madre: perdona l’assassino di suo figlio?  Non si può fare del dolore uno spettacolo, come purtroppo succede spesso in televisione.

L’atteggiamento del perdono è frutto di un lungo cammino, è un processo fatto di piccoli passi. Perdonare non vuol dire dimenticare, ma inventare relazioni diverse. 

Il perdono è un modo diverso di affrontare i conflitti. È cancellare dal proprio vocabolario la categoria del nemico.

Perdonare è imparare a volersi bene. È un dono che fai a te stesso. È un modo per guarire dal male ricevuto. Infatti l’odio e la vendetta ti distruggono la vita. Perché il male non produce altro che malessere. Invece la strada del perdono ti aiuta a costruire un futuro diverso. È un cammino verso la libertà e la leggerezza.

Quanto sta accadendo in Ucraina ci dice quanto è difficile la strada della nonviolenza e del perdono. Ma il Vangelo ci ricorda ancora una volta che solo la strada delle Beatitudini ci può aiutare a costruire un futuro più umano.

Don Roberto Vinco
Domenica 20 febbraio 2022

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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