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Con Claudio Maria Zattera il “profumo dolciastro di mirtilli”

Dopo un lavoro durato sei anni, esce per Bonaccorso editore il nuovo romanzo dell’autore veronese che si cimenta in una storia d’amore e d’arme

Claudio Maria Zattera - Profumo dolciastro di Mirtilli
Claudio Maria Zattera

Profumo dolciastro di mirtilli (Bonaccorso Editore) è l’ultimo e imponente lavoro di Claudio Maria Zattera. Conosco Zattera dai tempi della comune frequentazione del Simposio permanente dei poeti veronesi, e avevo già avuto modo di apprezzarlo come autore con il suo romanzo d’esordio Dialogo ininterrotto. Storia di un Amore Veronese. Il suo nuovo cimento letterario è un’opera avvincente che racchiude varie anime. Ne parliamo direttamente con lui.

– Come nasce l’ispirazione per questo nuovo lavoro?

Zattera. «Inseguivo da tempo il sogno di scrivere un romanzo ambientato nel Medioevo/Rinascimento italiano spinto dalla mia incondizionata ammirazione per quel mondo storico-letterario. Rileggendo il Simposio di Platone e la teoria delle anime gemelle, è scoccata la scintilla e l’incendio si è acceso: avrei unito in un’unica opera le mie passioni, medioevo e amore, scrivendo Profumo dolciastro di mirtilli.

È la storia di Dego, cavaliere impavido, romantico e fedele, che non esiterà a mettere in gioco la propria stessa esistenza per strappare dagli artigli delle forze del male la fanciulla che ama, Sarah. Tutto accade nell’anno precedente la battaglia di Lepanto, 1570.  Non tragga in errore la data precisa e il nome specifico, il tempo nel romanzo si dimostrerà un elemento tutt’altro che definito e i protagonisti si muoveranno secondo un destino capriccioso, mi serviva fissare una data importante e simbolica legata all’identità e all’attaccamento alla propria terra.»

– A quale tipo di lettore è rivolto il libro?

Zattera. «Io ho scritto pensando poco all’estensione che il racconto avrebbe raggiunto, oltre le cinquecento pagine, mi sono lasciato trasportare dalle vicende dei personaggi; quindi, non posso evitare di dire che il mio libro è consigliato a quanti amino leggere, a quanti si sentano affascinati dai grandi amori e dal rombo della battaglia, nonché dall’insidia dei duelli. Profumo dolciastro di mirtilli, 512 pagine, è un racconto dalle mille sfaccettature e pieno di sorprese, non è un romanzo per sedentari, mi si passi il paragone».

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– Perché scegliere un’ambientazione storica?

Zattera. «Dovrei spiegare il conflitto mio personale con un mondo che sta cambiando, è già cambiato, purtroppo trascurando e dimenticando le radici e le tradizioni. Il cavaliere Dego, il protagonista di Profumo dolciastro di mirtilli ha nel suo profondo valori concreti, lealtà, fedeltà, sprezzo del pericolo tra gli altri, e in tutta sincerità mi sarebbe stato difficile raccontare un uomo simile collocandolo ai giorni nostri. Ho ritenuto opportuno tornare indietro nei secoli e permettergli di esprimersi al meglio.

Il Medioevo viene spesso descritto come un periodo buio nel cammino della nostra civiltà, ma non è del tutto vero, certi comportamenti odierni fanno rimpiangere le antiche leggi. La nostra città, le cui vestigia del passato sono ancora ben lustre e visibili, si prestava perfettamente ad accogliere Dego e spero lo accoglieranno anche i lettori veronesi accompagnati a scoprire una “Veronna” sfumata ma inconfondibile nei monumenti, chiese e piazze storiche».

– Quanto tempo ha impiegato a scriverlo? Ha svolto delle ricerche storiografiche?

Zattera. «Ho impiegato sei anni per dare la veste finale a Profumo dolciastro di mirtilli perché ad ogni passo nasceva una situazione nuova. Solo dopo averli pregati, i personaggi hanno promesso di darsi una calmata e di permettermi di tracciare una storia completa benché articolata. Non è stato facile seguirli all’interno della città “Veronna” nel 1570, città che per fortuna in parte conoscevo.

Per il resto ho attinto, sì, dalle fonti storiche e dai suggerimenti di Dego al fine di fornire la versione reale. Profumo dolciastro di mirtilli trova sfondo nella città dedita al Regno della Laguna (la Verona “dedita” alla Serenissima dopo la caduta degli Scaligeri e la guerra contro i Visconti). Sono molti i posti simbolo citati, dalla Piazza della Città (Piazza delle Erbe), al Tempio (la chiesa di Sant’Anastasia con l’affresco del Pisanello raffigurante San Giorgio e la principessa); dal Ponte delle Pietre (inutile tradurre) al fiume Agedi (idem).

Non vorrei svelare anticipatamente tutti i segreti, ritengo positivo invece offrire il piacere della sorpresa al lettore, il gusto di scoprire la “Veronna” di Profumo dolciastro di mirtilli, città del resto già esperta a fare da culla e da teatro a grandi amori (cito a caso Giulietta e Romeo), e prodiga, spero sarà, anche per gli ultimi arrivati Dego e Sarah e per il loro grande amore.

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Grande impegno è costato altresì costruire le radici di personaggi di fantasia ma assolutamente “storici” quanto a comparazione, come il popolo degli Sciolti, popolazione nomade ricca di passato e di spiritualità; Arimodraco il principe dell’Antro, e Aeliphia la regina della Crucifalce e di tutta la stirpe maledetta».

– Qual è il messaggio del Profumo dolciastro di mirtilli?

Zattera. «Credo che Profumo dolciastro di mirtilli offra parecchi spunti di riflessione: sull’amore e la vendetta, sullo scontro tra il bene e il male, sulle anime gemelle, sulla vita oltre la vita, sono tutti sentimenti e contingenze che rendono ricca di emozioni la lettura.

Il messaggio primo si dedica a considerare l’amore in senso pieno, l’amore delle anime gemelle che, come nel volo di Paolo e Francesca, rimangono avvinte al loro destino, rimangono unite nelle prove estreme. Oltre a questo, spicca il coraggio del cavaliere, il suo ribellarsi alle forze oscure che lo vorrebbero distruggere, e prima di lui distruggere la vita, cancellare ogni possibilità di vivere ed amare: Profumo dolciastro di mirtilli esorta a non darsi mai vinti e ad amare fino in fondo essendo l’amore la fonte della vita.

Ma c’è di più: ho affidato il compito di trasmettere il concetto degli amorosi sensi a un cavaliere medievale e alla sua donna perché non li avrei potuti infilare nelle vesti dei nostri giorni, la società attuale mi ha deluso. Spesso si scrive per delusione e dolore, cito Dante che scrisse per Beatrice e un altro grande deluso da amore e politica che fu Ugo Foscolo.

Mi ritrovo in questa reazione, io deluso dall’attuale epoca globalizzata, da quest’epoca dello strappo dalle radici culturali e del rifiuto dei Classici, da Omero a Shakespeare, io deluso da una società che Bauman definisce liquida, e che io trovo evanescente, una comunità incapace di fornire certezze, specie ai giovani, anzi disorientante proprio le ultime generazioni, cieca nel riconoscere i valori veri dell’uomo. E allora diventano insostituibili per le virtù antiche, i mondi della sfida al male, diventano attualissime e travolgenti la cavalleria, l’amore, i codici e i suoi eroi».

– Dove si può acquistare?

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Zattera. «Si può acquistare in varie librerie cittadine: la Libreria Cortina, la Libreria Minotauro, la Libreria Pagina dodici, ma anche presso Bonaccorso Editore (via Mazza, 30/c – Verona) e presso tutti i siti Internet di libri, da Amazon a Mondadori, a Feltrinelli digitando Profumo dolciastro di mirtilli».

Claudio Maria Zattera nasce a Verona. Perito industriale, spinto dalla passione per la letteratura e la poesia, all’attività professionale affianca gli studi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova approfondendo autori classici e moderni. Partecipa attivamente alle iniziative di numerose associazioni culturali cittadine e nazionali, in particolare del Simposio Permanente dei Poeti Veronesi e della Rivista Anterem. Nel 2011 scrive il romanzo Dialogo ininterrotto (Storia di un Amore Veronese), edito da Bonaccorso Editore, dove racconta l’amore speciale, oltre l’esistenza, dei due protagonisti. Nel 2014 esce la raccolta di poesie Le poesie rincasano al tramonto, Albatros Editore.

Cinzia Inguanta

Profumo dolciastro di Mirtilli

 

Written By

Nasce a Firenze il 4 giugno 1961, sposata con Giuliano, due figli: Giuseppe e Mariagiulia. Alcuni grandi amori: la lettura, il cinema, il disegno, la fotografia, la cucina, i cinici, le menti complicate e le cause perse. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive al corso di laurea in medicina e chirurgia per poi diplomarsi in design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel 2009 s’iscrive alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Giornalista pubblicista dirige Radio Popolare Verona, già direttrice del magazine online Verona-IN con il quale continua a collaborare coordinando la redazione spettacoli e scrivendo di libri. Nel 2006 ha curato la pubblicazione di La Chiesa di Verona in Sinodo e di Il IV Convegno Ecclesiale Nazionale, nel 2007 di Nel segno della continuità. Nel 2011 l’esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo Bianca per la casa editrice Bonaccorso. Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi (dicembre 2011), altre sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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