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Opinioni

Culle vuote, i sindaci per la Giornata della vita nascente

A Verona le nascite erano 2403 nel 2009 e si sono ridotte a 1957 nel 2019 con un calo del 18%. Nel 2020 poi un vero tracollo per effetto della pandemia, con sole 1741 nascite, mentre anche i dati del 2021 non sono incoraggianti

Bambini, giornata della vita nascente

Anche il Comune di Verona ha risposto all’appello di tanti sindaci italiani per l’istituzione della “Giornata della vita nascente”.

Una iniziativa bipartisan per la quale sono già state depositate in Parlamento sei proposte di legge da parte di tutte le forze politiche. La data è già individuata, il 25 marzo, che nella liturgia cattolica celebra l’Annunciazione del Signore a Maria.

Lo scopo della giornata nazionale è di “promuovere la consapevolezza del valore sociale della maternità e della solidarietà fra le generazioni”.

L’ intento è lodevole e il problema che ci sta dietro è molto serio: la natalità in Italia è da decenni in calo costante, diminuisce la popolazione e aumenta l’invecchiamento, con ricadute economiche e sociali molto forti. Non c’è futuro per un Paese che non fa più figli.

Dal 2013, la popolazione italiana per la prima volta dal dopoguerra ha iniziato a diminuire, perdendo dal 2013 al 2020, in soli 7 anni, circa un milione di abitanti. Da alcuni anni anche l’immigrazione non riesce più a compensare il calo delle nascite al quale si è aggiunta l’emigrazione verso l’estero di tanti giovani italiani.Popolazione residente in Italia.A Verona le nascite erano 2403 nel 2009, ridotte a 1957 nel 2019 con un calo del 18%. Nel 2020 poi un vero tracollo per effetto della pandemia, con sole 1741 nascite, mentre anche i dati del 2021, ancora non definitivi, non sono incoraggianti.

In rapporto alla popolazione, l’indice di natalità (nati ogni 1.000 abitanti) che era 9,1 nel 2009 è sceso a 7,5 nel 2019 e a 6,8 nel 2020 per effetto della pandemia.

A livello nazionale l’indice di natalità non va meglio e l’Italia fra tutti i 27 Paesi della Unione Europea è fanalino di coda: 6,8 contro l’11,2 dell’Irlanda e 9,1 valore medio. E agli ultimi posti vicino all’Italia si trovano Grecia, Spagna e Portogallo, tutti Paesi che maggiormente hanno sofferto per la mai risolta crisi del 2011.

Indici di natalità

Servirà a qualcosa la Giornata della vita nascente? Veramente si pensa che basti una volta l’anno qualche cerimonia pubblica o iniziativa nelle scuole, rigorosamente senza oneri per la finanza pubblica, per invertire la discesa del tasso di natalitàE veramente si pensa che sia sufficiente spiegare ai giovani il valore sociale della maternità / paternità e la bellezza e la gioia di una nuova vita?

Sono senz’altro utili, ma di certo non bastano, i bonus asilonido per incentivare le nascite. Qualcosa di meglio è stato fatto con l’assegno unico universale per i figli che prenderà avvio dal prossimo mese di marzo e che, quantomeno, ha riunito in una unica voce un coacervo di bonus, assegni e detrazioni fiscali, semplificandone la gestione, senza peraltro erogare importi veramente significativi alle famiglie.

Inutile girarci attorno, le culle vuote sono la conseguenza di un peggioramento graduale e continuo delle condizioni economiche generali dell’Italia negli ultimi vent’anni, che ha colpito soprattutto i giovani.

Come è possibile programmare di allargare la famiglia se il futuro è incerto, se il lavoro quando c’è è precario e comunque salario e stipendio sono scarsi? Se i nidi sono troppo pochi e quando ci sono sono troppo cari? Non per tutti ci sono i nonni pronti a colmare le lacune del welfare italiano.

Per molti datori di lavoro le donne in età fertile sono considerate “a rischio” maternità. A volte, per una donna è complicato anche ottenere l’indennità di maternità e spesso deve drammaticamente scegliere fra maternità o lavoro.

E per le giovani coppie che sono riuscite a mantenere il lavoro ed avere dei figli, far quadrare i conti ed i tanti problemi è un complicato eroismo in una società poco benigna verso le esigenze delle famiglie.

Per far ripartire la natalità occorrerà lavorare su più fronti, in modo strutturale, mettendo al centro i bisogni della famiglia nel sistema fiscale, nel mercato del lavoro, negli incentivi economici e nei servizi. In pratica è una idea di società che va riscostruita.

A Verona fra gli 11 tavoli di lavoro del centro sinistra per le prossime elezioni amministrative purtroppo non ce n’è uno specifico riguardante la famiglia. Bisognerà che Damiano Tommasi ci metta del suo, e forte di una famiglia numerosa con 6 figli, di esperienza e proposte concrete dovrebbe essere fecondo.

Claudio Toffalini

Written By

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

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