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Belle le ciclabili ma adesso attorno mettiamoci del verde

Lodevole l’impegno dell’Amministrazione per estendere la rete delle piste ma bisognerebbe anche migliorare il paesaggio urbano che le accompagna

È di qualche giorno fa la notizia che a Verona sono in arrivo 2 milioni e 300 mila euro per i percorsi ciclabili, stanziamento che fa parte del PNRR (Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza). 

Sarebbe auspicabile che queste risorse fossero utilizzate al meglio e quindi non solamente per aggiungere semplicemente qualche chilometro in più alla rete ciclabile, ma per sfruttare appieno le grandi potenzialità ambientali della cosiddetta viabilità dolce.

I percorsi ciclo-pedonali infatti sono molto di più che semplici infrastrutture per mettere in comunicazione luoghi diversi: sono corridoi ecologici, strade turistiche, itinerari storico culturali, modellatori del paesaggio, sono accessi agli spazi aperti per i disabili, sono percorsi sicuri per bambini e anziani, sono occasione di attività fisica e salutare per le nostre comunità.

Per espletare tutte queste potenzialità però i percorsi ciclabili devono essere pensati in maniera diversa dalle altre strutture viarie e la vegetazione vi può svolgere un ruolo strategico.

Ciclopedonale in via Galliano, Verona

Ciclopedonale in via Galliano, Verona

Ma a vedere le ciclabili realizzate a Verona, nonostante si apprezzi lo sforzo dell’Amministrazione per ampliare la rete, si nota che spesso l’unico obiettivo è quello di creare il più possibile chilometri di piste senza preoccuparsi di migliorare il paesaggio urbano

Ad esempio in Circonvallazione Galliano, al posto degli striminziti tornelli attorno ai platani, si poteva, togliendo l’asfalto, creare a fianco della ciclabile una fascia continua erbosa o arbustiva che avrebbe così migliorato le condizioni ambientali degli alberi e nel contempo la percezione estetica del luogo.

Ciclopedonale lungo il Canale Camuzzoni, Verona

Ciclopedonale lungo il Canale Camuzzoni, Verona

Oppure nella ciclabile lungo il Canale Camuzzoni, dove con qualche piccolo inserimento di vegetazione arbustiva o erbacea si sarebbe potuto ingentilire questo percorso oggi abbastanza sgradevole.

Oppure in via Torbido, dove invece qualche anno fa è stata inspiegabilmente tolta una magnifica siepe di spirea che cresceva tra gli olmi e bordava magnificamente la ciclabile.

Ciclopedonale in via Tommaso da Vico, Orti di Spagna, Verona

Ciclopedonale in via Tommaso da Vico, Orti di Spagna, Verona

Si dirà che queste sono vecchie opere datate, tuttavia anche nei nuovi interventi i criteri progettuali fin qui adottati non cambiano. Come ad esempio nella nuova ciclabile realizzata in via Tommaso Da Vico, dove gli spazi tra gli alberi sono stati pavimentati conseguendo il risultato di: non favorire la salute degli alberi stessi, peggiorare la percezione estetica del percorso, ostacolare la ricarica delle falde, aumentare i costi di esecuzione.

Ciclopedonale in viale Colombo, Ponte Catena, Verona

Ciclopedonale in viale Colombo, Ponte Catena, Verona

Anche il nuovo percorso in viale Colombo pare incompleto e potrebbe essere notevolmente migliorato se sul terrapieno erboso lato Mura venissero messi a dimora degli alberi e sul lato strada degli arbusti.

In sostanza la previsione di fasce arboree, arbustive o erbacee nei percorsi ciclabili, oltre ad una funzione di mascheramento del tracciato e di mitigazione dei raggi solari e delle polveri sottili, è utile a creare dei corridoi biologici importantissimi in un verde urbano frammentato e scarso di connessioni ecologiche.

I temi del verde e della mobilità dolce sono dunque strettamente correlati, in quanto si viene a creare una infrastruttura estremamente vantaggiosa: uno stesso spazio serve a ridurre CO2, a garantire la permeabilità dei suoli e l’alimentazione delle falde, a favorire la gestione del microclima urbano e le sue conseguenze in termini di consumi energetici e di salute per gli abitanti.

Per questi motivi la presenza di vegetazione lungo i percorsi ciclo pedonali non a caso è espressamente prevista e regolamentata sia nel Piano degli Interventi sia nel Regolamento per la tutela e l’incremento del verde pubblico e privato del Comune di Verona.

Alberto Ballestriero
Verona Polis

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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