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Vangelo

La tentazione della sfiducia ci attanaglia spesso

Oggi abbiamo davanti agli occhi la tragica esperienza di donne, uomini e bambini pescati vivi nel mare, in mezzo ad un cimitero di morti

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Luca 5,1-11

«Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla…».
I discepoli di Gesù sono stanchi, delusi. Hanno lavorato inutilmente tutta la notte.
Come loro, anche noi, quanti momenti difficili, quanti fallimenti, quante crisi. La tentazione della sfiducia ci attanaglia spesso.
Tuttavia nel momento della delusione Gesù, da grande maestro di umanità, sa trovare sempre parole di speranza.

Sale sulla barca della nostra vita. E ci “prega” di ripartire. Propone, non impone: «Non aver paura…prendi il largo…getta le reti». Spesso il soffio dello Spirito passa altrove, al largo.
Bisogna uscire dalle prigioni delle nostre certezze, dei nostri pregiudizi.
Gesù non si è rinchiuso in una Sinagoga o nel Tempio. La sua cattedra è una barca.
È “uscito” nelle piazze, è entrato nelle case, per incontrare e ascoltare le persone.

E come reagisce Pietro ?…”sulla tua parola le getterò….” La delusione si tramuta in meraviglia. Ma Gesù non si ferma qui. Rialza, dà fiducia, conforta e poi invita sempre ad andare oltre. Non gli interessano i tuoi fallimenti. Guarda al tuo futuro.
“D’ora in avanti sarai… “pescatore di uomini”.
Che cosa significa?
È una immagine ambigua, perché se pesco un pesce e lo tiro fuori dall’acqua muore.

Per Gesù non si tratta di catturare uomini nella rete del Vangelo. Non vuole conquistare persone da convertire. Vuole invece aiutare le persone a vivere.
Si preoccupa di “donare” a tutti una Parola che libera, che regala serenità. Ti invita a salire su una “barca” cioè entrare in una comunità, dove ti senti accolto, capito, dove trovi gente che non ti giudica, ma ti dà una mano a ri-partire.

Oggi abbiamo davanti agli occhi la tragica esperienza di donne, uomini e bambini pescati vivi nel mare, in mezzo ad un cimitero di morti.
Anche noi, come Pietro (sono peccatore), siamo pienamente coscienti dei nostri limiti. Non scommettiamo sulle nostre capacità, ma … “sulla Tua Parola”.
Che cosa vuol dire allora seguire Cristo? Vuol dire andare incontro alle persone.
Gesù nella sua vita e nel suo ministero pesca persone dalla morte, dall’emarginazione, dalla esclusione e le rimette in vita, in movimento, in cammino.

Allora possiamo dire che il vero grande miracolo di questo racconto non è la moltiplicazione dei pesci, ma è Gesù che mi affida il suo Vangelo.
Invita anche me a diventare “pescatore di uomini”. Mi invita a condividere con gli altri un cammino di “umanità”.

Non mi chiede di “fare pesca grossa”, nemmeno di cambiare il mondo. Mi invita a “fidarmi” ogni giorno della sua Parola, e così poter realizzare il “miracolo” di regalare un po’ di “umanità” a tutte le persone che incontro.
Molti di noi ricordano il titolo di un vecchio film “Dio ha bisogno degli uomini”. Per realizzare il suo sogno Gesù ha bisogno anche della mia, della tua, della nostra collaborazione.

Don Roberto Vinco
Domenica 6 febbraio 2022

Guarda dove non vedi!
Ascolta dove nulla risuona:
sarai dove Dio parla
Angelo Silesio, filosofo, mistico e poeta del 1600.

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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