Connect with us

Hi, what are you looking for?

Vangelo

Anche noi, attraverso l’umano, possiamo “gustare” il divino

Dovendo scegliere tra i sacerdoti del Tempio e gli emarginati, Gesù sceglie chiaramente di stare dalla parte degli ultimi

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Luca 1,1-4; 4,14-21

 Nella Sinagoga di Nazareth Gesù presenta il suo programma.
« … portare ai poveri il lieto annuncio, proclamare ai prigionieri la liberazione…».
Un programma rivoluzionario che scandalizza i benpensanti di allora. Infatti non ha nulla di “religioso”. Non parla di comandamenti, di leggi, di preghiere, di dogmi. Parla invece di poveri, di ammalati, di prigionieri e di oppressi. Mette al centro le persone.
Vedeva come i sacerdoti del Tempio avevano tradito il progetto del Dio della Bibbia e “usavano” la religione per i loro interessi.

I poveri, i privilegiati di Dio, invece di essere accolti, erano emarginati e disprezzati dai capi e da tutta la società. Perciò dovendo scegliere tra i sacerdoti del Tempio e gli emarginati, Gesù sceglie chiaramente di stare dalla parte degli ultimi. Smaschera le falsità degli scribi, dei farisei, dei sacerdoti, dei politici.

Capovolge i valori. Mette al primo posto colui che è disprezzato. Mette in crisi il sistema, le regole, le leggi. Gesù non si preoccupa di portare i lontani a Dio. Cerca invece di portare Dio ai lontani (Ronchi). Vuole portare un po’ di speranza a chi non ce la fa più a vivere. Non gli interessa se il cieco ha sbagliato o ha peccato, a lui interessa che anche lui possa ricominciare a vivere un po’ meglio.

Gesù non direbbe mai: “Ha sbagliato. Deve marcire in carcere”.  Non siamo noi che dobbiamo far felice Dio. È Dio che vuole che noi siamo felici.
Spesso diciamo Gesù è venuto a liberarci. Da che cosa?
Dalle tante nostre “povertà” che sono le nostre paure, le nostre sicurezze, la nostra indifferenza, la prigione del nostro “io”, le nostre false immagini di Dio.

Gesù non vuole instaurare un mondo dove comanda Dio. Vuole iniziare a costruire un mondo altro.  Un mondo dove tutti possano sentirsi liberi, dove tutti possano godere dei diritti più elementari. Non vuole gente obbediente. Vuole invece persone adulte, libere, responsabili.

Il racconto termina con una espressione di Gesù molto importante: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Gesù ci ricorda che la Parola di Dio, in Gesù, si è fatta carne. Ogni volta che anche noi, riusciamo, nel nostro piccolo, a seminare un sorriso sul volto di qualcuno, possiamo dire come Gesù a Nazareth: “Oggi questa Parola è diventata vita”.

Anche noi, attraverso l’umano, possiamo “gustare” il divino.

Don Roberto Vinco
Domenica 23 gennaio 2022

«Ad ogni nuovo crimine o orrore,
dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà
che avremo conquistato in noi stessi».
Etty Hillesum

 

 

Written By

Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altri articoli

Vangelo

La fretta e la ricerca del tutto e subito ci privano del piacere dell’attesa

Vangelo

Con la parabola dell’uomo ricco Gesù ci indica la strada per dare senso alla nostra vita: recuperare le relazioni umane e condividere

Vangelo

Gesù non vuole contrapporre la vita contemplativa con quella attiva. Per Gesù Marta e Maria non si oppongono, ma si completano

Vangelo

Alla domanda : che cosa devo fare per dare senso alla mia vita? Gesù risponde con un racconto. «Un uomo scendeva da Gerusalemme a...

Advertisement