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Auto e scelta ecologica: a benzina, gas, elettrica o ibrida?

L’Italia è al diciannovesimo posto, con circa il 60% di energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili e, soprattutto, non dal nucleare

auto elettrica
Auto elettrica

Quasi tutte le case automobilistiche stanno producendo automobili ibride o totalmente elettriche. Ma è vero che l’inquinamento da CO2 si riduce, o invece si sposta dai luoghi di transito a quelli di produzione di energia elettrica?

Da uno studio di Radiant Energy Group, azienda statunitense che studia le energie rinnovabili, risulta che la quantità di emissioni di CO2, dirette e indirette, da parte delle auto elettriche dipende da come viene prodotta l’energia per ricaricarle.

Dalla classifica dei paesi più o meno virtuosi, si evince che in Kossovo e in Polonia le auto elettriche, indirettamente, inquinano di più di quelle a benzina; in quelle nazioni, si produce l’energia elettrica bruciando carbone, petrolio o addirittura torba. Viceversa, la Svizzera risulta lo stato più virtuoso, con un risparmio nelle emissioni di CO2 del 100%. Va detto che la sua produzione di elettricità, deriva quasi esclusivamente dal nucleare e dall’idroelettrico. La Norvegia arriva al 98%, ma con l’energia elettrica prodotta da impianti idroelettrici, geotermici ed eolici. Mentre la Francia e la Svezia registrano rispettivamente un risparmio nelle emissioni del 96% e 95%, ma grazie alla grande produzione energetica da fissione nucleare. Viceversa, l’Austria risparmia il 93% grazie alle fonti naturali rinnovabili, in particolare le idroelettriche. L’Italia si trova al diciannovesimo posto, con circa il 60% di energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili e, soprattutto, non dal nucleare.

È vero che la produzione di elettricità con le centrali nucleari ha emissioni di CO2 dirette pari a zero; ma va considerato che, oltre ai rischi intrinseci del loro funzionamento, presentano costi altissimi e tempi lunghi di realizzazione, con conseguenti emissioni indirette. Inoltre, non è ancora stato risolto il problema dello smaltimento e della gestione delle scorie e gli isotopi radioattivi ci mettono millenni a decadere. Va aggiunto che lo studio non tiene conto dell’inquinamento provocato dall’estrazione del petrolio, dalla sua raffinazione e dal trasporto.

Così come non sono stati considerati i tanti problemi relativi al prelievo del litio e delle terre rare per le batterie utilizzate per le auto elettriche, oltre alla difficoltà del loro smaltimento. Aggiungo, per precisione, che stanno sperimentando batterie per auto con grafene e sodio, senza litio e terre rare. Da considerare anche l’impatto ambientale, paesaggistico e alla produzione agricola, che provocano i grandi impianti eolici e fotovoltaici.

In conclusione, attualmente il maggior beneficio delle auto elettriche è la qualità dell’aria nei centri urbani, e già questo non è poco. Ma solo quando l’energia elettrica sarà prodotta unicamente dalle fonti naturali rinnovabili potremo avere un consistente miglioramento della qualità dell’aria.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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