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Un sistema museale diffuso e non da museo: ecco cosa serve a Verona

Vincenzo Tinè propone idee che aprono alla mercificazione della città e sembra rispondere alle domande a cui Sboarina non ha mai replicato

Vincenzo Tine
Vincenzo Tinè

Domenica 7 novembre, sul quotidiana L’Arena, è comparsa un’intervista al Soprintendente delle Belle Arti, Beni Archeologici e Paesaggisti. Per la stima che nutro per il dottor Vincenzo Tinè e per il suo positivo operato per la nostra città, non comprendo certe sue posizioni sul sistema culturale e museale, espresse nell’intervista.

Quello che sostanzialmente sostiene è la possibile coniugazione delle attività e degli interessi privati con i luoghi espositivi di opere artistico-culturale. Principio di per sé accettabile, ma solo all’interno di un meccanismo in cui la destinazione culturale non dovrà mai essere funzionale a quella commerciale. Situazione che, mi pare, non si stia verificando a Verona.

Sostenere la localizzazione di spazi espositivi, anche permanenti, accanto a Eataly, (opportunità malamente perduta di realizzare un vero centro culturale nel cupolone) o la convivenza del Circolo Ufficiali con il museo di Castelvecchio, risulta quantomeno azzardato. Il sistema museale che propone il dottor Tinè, certamente in buona fede, corre il rischio di sostenere la mercificazione della città e dei suoi valori storico-culturali: filosofia che ha guidato le scelte delle ultime Amministrazioni.

Non capisco perché non citi l’Arsenale, come spazio collegato al museo di Castelvecchio; e neppure critichi gli assurdi Magazzini della Cultura al Pestrino. Contesta lievemente i tempi della Fondazione Cariverona, senza intervenire sui contenuti di quello che vorrebbe realizzare negli ex stabili dell’Unicredit in centro storico. In più non si permette alcuna obiezione sulla politica culturale che ha e sta seguendo la Giunta comunale.

Il suo intervento contrasta con le richieste dell’Alleanza civica per un Grande Castelvecchio e di tutti i cittadini che, da tempo, richiedono l’allargamento del museo negli spazio attualmente occupati dal Circolo Ufficiali. Si ha avuto l’impressione che, alle tante domande rivolte al sindaco alle quale non ha mai replicato, abbia risposto il dottor Tinè.

Peccato! La città avrebbe bisogno di un museo diffuso sul territorio e di collegamenti tra gli spazi culturali, che evidenzino il ruolo determinante di un Grande Castelvecchio e di un suo legame con l’Arsenale, nella progettazione della nuova Verona.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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