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Proposte di Veronapolis al nuovo sindaco per una città moderna

Cinque idee da sviluppare in campagna elettorale per uscire dalla palude e puntare sulle potenzialità di Verona

Piazza Bra, Verona (foto Verona In)
Piazza Bra, Verona (foto Verona In)

In primavera, a Verona ci saranno le elezioni amministrative. La sinistra e il centrosinistra hanno scelto il loro candidato: Damiano Tommasi. La destra e il centrodestra non ancora. Altre liste con altri candidati, arricchiranno la scelta per gli elettori. Ma, dopo i risultati, a mio parere deludenti, delle ultime tre amministrazioni di centrodestra, ritengo sia necessario valutare i reali bisogni della città e come soddisfarli.

Damiano Tommasi

Il primo problema da affrontare è quello della mobilità. Pur ritenendo il progetto del filobus, così come è stato pianificato, non adatto a risolvere i problemi di Verona. Dopo il taglio di centinaia di alberi, spesi parecchi soldi e cantierizzato molte zone della città, è doveroso ultimarlo al più presto, ma con alcune varianti: 1) i mezzi, per le loro dimensioni, anziché entrare in centro storico dovrebbero seguire il perimetro delle mura magistrali sino al ponte Aleardi, per poi proseguire per la stazione di Porta Nuova e continuare con i tragitti stabiliti. Un servizio di minibus elettrici porterebbe gli utenti in centro. 2) La portata di ogni filobus è di 180 persone e complessivamente i 39 mezzi previsti potrebbero servire 7.020 utenti, numero decisamente insufficiente per essere realmente alternativo a quello privato a motore. Andrebbero aumentati. 3) Sarebbe doveroso rivedere e potenziare la rete dei percorsi ciclabili. 4) Ultimata la realizzazione del filobus, complementato dai minibus elettrici andrebbe rafforzata la viabilità non a motore; bisognerebbe realizzare i parcheggi scambiatori. Si dovrà anche attuare la pedonalizzazione del centro storico, mentre Borgo Trento, Cittadella, Valverde, San Bernardino e San Zeno dovrebbero diventare Zone a Traffico Limitato.

Extrema ratio: se i vari interventi non fossero sufficienti per risolvere il congestionamento del tratto tra borgo Venezia e porta San Giorgio si potrebbe valutare la costruzione di un traforo breve per mezzi privati, che colleghi i due estremi, con entrata nelle vicinanze di Porta Vescovo e uscita in via Mameli, zona ex stazione Verona-Caprino.

Il secondo problema riguarda il sistema del verde. Le fortificazioni militari rappresentano un’eccezionale opportunità per dotare il nostro territorio di un sistema del verde a scala comunale.

Con poca spesa, sarebbe possibile realizzare un anello verde di circa 30 chilometri, collegando le fortificazioni cosiddette extra moenia, come i forti Santa Caterina, Tomba, Azzano, Dossobuono, Lugagnano, San Zeno, Chievo, Parona e San Procolo, tutti localizzati in aree agricole. Da questo anello partirebbero dei raggi verdi che comunicherebbero con le aree a parco e piantumate, come l’ipotetico Scalo Merci della Ferrovia, la Spianà, il parco dell’Adige nord e sud.

L'anello verde

L’anello verde

Un secondo anello verde sarebbe rappresentato dall’ipotetico Parco delle mura che comprende, per circa 10 chilometri, l’intera cinta delle mura attorno alla città. Nella parte collinare, le quattro Torri Massimiliane e i forti Biondella, San Leonardo, San Mattia, Sofia e Preara, rappresentano delle ottime opportunità per riqualificare l’intera area.

Oltre a tutto ciò, va considerata la presenza delle cave dismesse, che in alcuni casi, come l’ex cava Speziala a San Massimo, si sono trasformate in ambienti rinaturalizzati.

Il terzo problema è relativo al sistema culturale-museale. È necessario rivoluzionare il ruolo dei musei. Il territorio, con le sue eccellenze culturali, deve essere inteso come un grande museo diffuso che si confronta con i cittadini e la loro città. Sarebbe quindi necessario collegare i musei e le realtà storico-culturali cittadine in un sistema organico.

Verona - Museo di Castelvecchio - Corte interna

Verona, Museo di Castelvecchio – Corte interna

In quest’ottica, risulta necessario realizzare un Grande Museo di Castelvecchio, ampliato anche negli spazi ora occupati dal Circolo Ufficiali, fulcro dell’intero sistema. Il percorso museale partirebbe dal Museo degli affreschi alla Tomba di Giulietta e si concluderebbe all’Arsenale, quale sede espositive delle opere, ora in deposito nei musei.

Il quarto problema è relativo al centro storico. Il vero problema del centro storico è quello della continua diminuzione degli abitanti e del loro invecchiamento. Un centro storico privato degli abitanti, anche se attrezzato di centri polifunzionali, di musei, di negozi, di ristoranti e di alberghi, toglierebbe a Verona ed ai veronesi la loro vera identità. Sarebbe necessario ricercare soluzioni e proposte che possano invertire il processo di abbandono dei residenti. Questo importante e difficile problema, potrebbe, almeno in parte, risolversi con la ristrutturazione di alcune caserme per ospitare residenze di edilizia convenzionata per riportare coppie giovani e bambini in centro storico.

Piazza Bra, Verona

Piazza Bra, Verona

Quinto problema, le periferie. La città non si deve più espandere e il consumo del suolo cessare. Anziché costruire nuovi volumi, è necessari ristrutturare l’esistente e bonificare il territorio dalle strutture edilizie obsolete e inutilizzate, riportandolo a verde.

La periferia ha perduto la propria identità e gli abitanti hanno smarrito parte del loro senso di appartenenza ad una comunità. Le aree periferiche, e tra queste comprendo anche alcuni rioni del centro storico, offrono la possibilità di progettare delle porzioni di città che non siano destinate a soddisfare gli interessi della speculazione immobiliare, ma quelli delle comunità che ci vivono.

Giorgio Massignan
VeronaPolis



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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

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