Connect with us

Hi, what are you looking for?

Lettere

Libertà in Festival al meeting di Modena-Carpi-Sassuolo

Libertà. Nozione interessante, ma quanto mai complessa e oggi resa di estrema e spinosa attualità dal dibattito democratico che l’urgente problematica dei vaccini ci ha imposto

Ascoltare, comprendere, interloquire, riflettere, una buona occasione per risvegliare la coscienza, fare luce e cominciare a discernere tra serietà, chiarezza delle argomentazioni e banalità della semplificazione mediatica o delle strumentalità cavalcate dai populismi

Libertà, convitato d’onore della recente edizione del meeting di Filosofia di Modena-Carpi-Sassuolo 2021. Nozione interessante, ma quanto mai complessa e oggi resa di estrema e spinosa attualità dal dibattito democratico che l’urgente problematica dei vaccini ci ha imposto. Di libertà si può dire in molti modi; libertà di: espressione, religione, decisione, scelta, d’impresa, di obbedire/ disobbedire, e più oltre libertà come liberazione da: catene sociali, norme, istituzioni, paura più ancestrale, morte.

Una costellazione di significati che lascia comunque questo concetto inafferrabile e che ha offerto però il filo conduttore ad un approfondimento nelle lezioni magistrali delle tre giornate del Festival. Conferenze stimolanti per la mente in cui si sono indagati con sapienza i vari aspetti e le diverse implicazioni della libertà, muovendosi con abilità tra excursus filosofico-storico-giuridico ed attualità nell’intento di renderci più edotti sulle questioni che oggi questa idea solleva. Ascoltare, comprendere, interloquire, riflettere, una buona occasione insomma per risvegliare la coscienza, fare luce e cominciare a discernere tra serietà, chiarezza delle argomentazioni e banalità della semplificazione mediatica o delle strumentalità cavalcate dai populismi.

E del resto a questo serve la philo-sophia e cioè a guadagnare, attraverso la conoscenza, come già sosteneva Kant ricordato a Carpi dal professor Umberto Curi, il rischiaramento della ragione, ovvero il diritto di decidere e “Pensare con la propria testa”, come titola un suo saggio. L’uomo storico infatti, afferma il giurista Natalino Irti, si trova da sempre in una condizione finita e determinata, in cui vivere è continuamente dibattersi tra dilemmi, dubbi, vagliare i diversi rischi che la situazione presenta e dove scegliere è troncare (de-cidere), porre fine alle incertezze per intraprendere una certa strada.

La libertà è il cuore della democrazia, ma non esiste una libertà incondizionata, il poter fare tutto ciò che si vuole, perché essa è sempre vincolata alle leggi che regolano, ordinano la convivenza sociale. Come citava Cicerone, a fondamento del diritto romano “Noi siamo servi delle leggi per essere liberi”. Si tratta allora di una libertà che obbedisce a dei limiti interni, dettati dalle istituzioni che hanno il compito e di salvaguardare l’autonomia individuale e il bene della comunità. Da sempre gettati nel mondo, da sempre viviamo infatti in stretta relazione con altri/e. Un’esigenza insopprimibile perché fin dalla culla è lo sguardo altrui che ci definisce come coscienza, identità. Si è dunque legati da un reciproco riconoscimento. E allora la mia libertà di azione finisce là dove inizia quella dell’altro/a.

Per dirla con il pensatore tedesco Axel Honneth, per essere veramente liberi dobbiamo allora esserlo tutti. Purtroppo ormai da tempo ci siamo dimenticati di questa “umana compagnia”, di questa fratellanza. Catturati dalla spasmodica smania del potere, espressione di volontà di potenza, dominio, imposizione sull’altro/a, rivendichiamo in primis il valore della libertà di scelta individuale all’insegna di diritti egoici inalienabili. In nome della difesa della persona e dei propri interessi particulari, la libertà si è progressivamente così allontanata dalle istituzioni che hanno il compito di legare il soggetto alla collettività. Una crescente sfiducia negli ordinamenti, nella politica, la chiusura nell’individualismo, fanno sì che venga a cadere quell’idea di uguaglianza, di condivisione che nell’antichità alimentava la crescita comune. Oggi ognuno è legge a sé stesso e la libertà, esplicita il filosofo Roberto Esposito, è intesa come barriera difensiva che separa l’individuo dagli altri. Ed è proprio in forza di questa valenza negativa del termine che esplode ora la rivolta nelle piazze o sui media contro l’estensione del green pass, l’obbligatorietà del vaccino, e si contestano gli studi scientifici e il ruolo delle istituzioni. Ma quando la rivendicazione, il dissenso non è più orientato a migliorare gli ordinamenti, ma a stravolgerne le finalità e la vita stessa sul pianeta è messa a rischio e non ci sono valide alternative, è quanto mai urgente chiedersi se non sia d’obbligo cedere quote di libertà individuale in nome del bene comune.

Corinna Albolino

Written By

Originaria di Mantova, vive e lavora a Verona. Laureata in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è poi specializzata in scrittura autobiografica con un corso triennale presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo). In continuità con questa formazione conduce da tempo laboratori di scrittura di sé, gruppi di lettura e conversazioni filosofiche nella città. Dal 2009 collabora con il giornale Verona In. corinna.paolo@tin.it

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement
Advertisement

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Altri articoli

Il Vangelo

Il Vangelo fa male, ma è un male che ci aiuta a guarire, a star bene. Dobbiamo avere il coraggio di essere liberi e...

Interviste

INTERVISTA – In attesa di vedere anche a Verona il suo pluripremiato docu film incontriamo la regista, sceneggiatrice e giornalista veronese.

Cultura

La città, nonostante il breve periodo del governo francese fu trasformata e modernizzata sulla base dei nuovi principi dell’illuminismo. Ma ci furono anche violenze...

Advertisement