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Interviste

Alta velocità, Alta capacità: quei buchi nella terra inquinata da Pfas

INTERVISTA – I dubbi di Vasco Carradore ex consigliere comunale di San Bonifacio: «Con gli scavi le falde potrebbero essere a rischio»

Anche nel territorio veronese sono partiti i lavori delle nuove linee ferroviarie AV/AC (Alta velocità/Alta capacità) . La tratta Verona-Vicenza, realizzata dal Consorzio Iricav Due, attraversa territori in cui il Consiglio dei ministri aveva dichiarato lo stato d’emergenza a causa dell’inquinamento delle acque da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas). 

Vasco Carradore

Vasco Carradore

– Carradore, lei è stato consigliere comunale nel Comune di San Bonifacio. Ora è diventato attivista No Tav?

Carradore. «Assolutamente no. Io non sono contro il progetto Tav, anzi. Sono convinto che non possiamo fare una battaglia a priori contro il progetto, dobbiamo invece dimostrare tecnicamente che il progetto è sbagliato. Se qualcuno mi proponesse di collegare Verona, Vicenza, Padova e Venezia con una metropolitana veloce di superficie, io direi di sì. Il problema non è essere contro il treno: Marco Ponti, uno dei massimi esperti di economia dei trasporti, dice che quasi la metà delle linee esistenti sarebbero da chiudere e sostituire con bus a basso impatto ambientale perché raddoppiare sarebbe un rimedio peggiore del male dal punto di vista delle emissioni».

– Lei è un uomo di centrosinistra: che cosa pensa delle scelte del Partito Democratico, che invece sostiene il progetto Tav?

Carradore. «A San Bonifacio c’è un sindaco PD ma sul Tav che attraversa il paese gli ho fatto una guerra senza sconti. Sul tema non ho avuto paura di polemizzare con uomini e donne di partito come il ministro Del Rio e i parlamentari Alessia Rotta, Diego Zardini, Vincenzo Da Rienzo. Inoltre lo scorso inverno la minoranza di centrodestra nel Comune di San Bonifacio mi ha chiesto di entrare a far parte della commissione Tav e io ho accettato ben volentieri di dare il mio contributo come esperto, senza subire nessun tipo di influenza».

Disboscamento al Giarol Grande in vista del’apertura dei cantieri TAV prevista per marzo 2022

– Lei è stato tra i primi a porre la questione del Treno Alta Velocità in una zona inquinata da sostanze perfluoroalchiliche come i Pfas: perché il Tav in zona Pfas è un rischio?

Carradore. «Non sono solo preoccupato degli scavi in terreni inquinati da Pfas a profondità che potrebbero intercettare le falde ma anche della reimmissione dell’acqua utilizzata nei cantieri. Il Consorzio Iricav Due (responsabile della realizzazione della tratta Verona-Vicenza) ha chiesto l’apertura di due pozzi per le maestranze, con reimmissione nel terreno delle acque utilizzate in fase di cantiere e questo mi preoccupa. Inoltre dobbiamo calcolare l’impatto ambientale della Verona-Vicenza, con 10 milioni di metri cubi di materiali che implicano circa un milione di viaggi di camion, con 50 viaggi all’ora per 8 o 9 ore al giorno per 300 giornate lavorative all’anno per 7 anni».

– Come pensa di fare chiarezza e ottenere rassicurazioni sulla tutela ambientale?

Carradore. «Siccome né le commissioni regionali e nazionali di valutazione impatto ambientale, né il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica CIPE hanno previsto prescrizioni relative alla presenza di Pfas nei territori attraversi dal Tav, ho inviato una proposta di mozione a 48 sindaci delle zone rosse e arancioni e dei comuni attraversati dai cantieri. Nella mozione il Consiglio comunale può chiedere alla Giunta e al Consiglio regionale di intervenire su più punti, ad esempio costringendo Iricav a filtrare l’acqua prima dell’utilizzo oppure a rispettare le distanze tra le aree di cantiere e i pozzi di approvvigionamento idrico degli acquedotti».

– Quali sono state le reazioni dei sindaci alla sua lettera?

Carradore. «Ho inviato quella lettera perché stiamo parlando di zone in cui il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza dal 2018 al 2020. Lonigo ha approvato la mozione all’unanimità. I Comuni di Verona, Vicenza e Venezia non l’hanno ancora messa all’ordine del giorno mentre Montecchio l’ha bocciata. In Commissione Tav a San Bonifacio – Comune che si trova in zona arancione Pfas e in cui i cantieri Tav saranno molto pesanti – abbiamo esaminato tutti i documenti che verranno sottoposti al prossimo Consiglio comunale e che comprendono anche parte della mia mozione».

Annalisa Mancini

 

Written By

Annalisa Mancini è nata il 25 dicembre 1979, frequenta l’istituto tecnico per corrispondenti in lingue estere. Dal lago di Garda, dove vive fino al 1998, si trasferisce prima a Trieste per gli studi in Scienze Politiche e poi a Berlino. Completa il suo sguardo sul mondo viaggiando, leggendo e scrivendo, è interessata soprattutto al giornalismo d’inchiesta, alla politica nazionale e internazionale e alle questioni ambientali. Tornata a Verona, fonda una sezione di Legambiente e lavora anche come editor e correttrice di bozze. Ha collaborato con Il Piccolo di Trieste, ilveronese.it, ilgardesano.it, Il Corriere del Garda, Radio Garda FM, RuotaLibera di FIAB, corriereditalia.de. mancini.press@gmail.com

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