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Il Vangelo

Dopo duemila anni permane la logica del “noi e gli altri”

Nessuno può pretendere di imprigionare Dio in una religione, in una chiesa, in un partito, in una associazione, in un gruppo.

Vangelo di Marco
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque, infatti, vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».
Marco 9, 38-43.45.47-48

Un brano rivoluzionario. Un inno alla tolleranza. Una pagina piena di laicità.
«Maestro abbiamo visto uno che scacciava i demoni e glielo abbiamo vietato perché non era dei nostri».
I discepoli incontrano uno che “scacciava i demoni”. Cioè uno che aiutava delle persone a vivere, a liberarsi da situazioni di emarginazione e di sofferenza.
Come reagiscono? Lo bloccano. Perché? Perché “non era dei nostri”.

Non è cambiato nulla. Ancora oggi permane la logica del “noi e gli altri”.
Sono passati duemila anni e ancora oggi ripetiamo: Prima gli italiani, prima i veronesi, poi…gli altri!
Gesù si ribella a questa logica di casta: «non glielo impedite, lasciatelo fare… chi non è contro di noi è per noi». Per Gesù, tutti coloro che fanno del bene sono dei nostri.
Il suo è un invito non ad andare “contro” qualcuno, ma a cercare di andare “incontro” a tutti.
Gesù ci dice che nessuno ha il monopolio del bene. Nessuno può pretendere di imprigionare Dio in una religione, in una chiesa, in un partito, in una associazione, in un gruppo. Si può essere uomini e donne di Dio anche senza appartenere a nessuna chiesa, senza far parte di nessuna religione.

Un grande scrittore laico Ignazio Silone, nel bel romanzo Vino e pane afferma: “Nella vita ho scoperto che prima della Chiesa c’è Cristo, e prima del partito c’è la coscienza”. Il regno di Dio è più vasto della chiesa. Non coincide con nessuna istituzione, con nessun gruppo.
Alla fine della vita Gesù ci chiederà: avevo fame, avevo sete…
Non ci domanderà perché o in nome di chi lo abbiamo fatto. Gesù valorizza ogni gesto di umanità, anche un semplice bicchier d’acqua dato con il cuore. Non importa chi lo dà. A Dio non interessa se chi lo dà è un cristiano, un africano, un musulmano o un cinese. L’importante è darlo.

Il brano del Vangelo termina con delle parole molto radicali, molto dure: “se la tua mano, il tuo occhio, il tuo piede ti scandalizzano … tagliali!”. Gesù non è un sadico. Non vuole tagliare né le mani né i piedi di nessuno.
Gesù propone un mondo, una società dove tutte le mani imparino a donare un bicchiere d’acqua, dove i piedi cerchino di andare incontro all’altro e dove gli occhi sappiano regalare sempre sguardi di tenerezza.
Un vero cristiano dovrebbe imparare a dire sempre: tutti sono dei nostri e noi siamo di tutti.

“Si può essere donne e uomini di Cristo
senza essere donne e uomini di Chiesa,
perché il regno di Dio è più vasto della chiesa e …
non coincide con nessun gruppo”

Ermes Ronchi, monaco e scrittore

 

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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

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