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Interviste

In Habitat a Santa Lucia con la mostra “gesto, movimento, militanza”

INTERVISTA – L’evento organizzato a Habitat Ottantratre, lo spazio dedicato all’arte e alla cultura con sede in via Mantovana 83/e.

L'inaugurazione della mostra "gesto movimento militanza" negli spazi di Habitat 83 a Santa Lucia (Verona)

Venerdì 24 settembre alle 19 a Santa Lucia l’associazione di promozione sociale In Habitat ha aperto le porte di HABITAT OTTANTATRE, uno spazio polifunzionale dedicato all’arte e alla cultura che ha sede in via Mantovana 83/e. Per l’occasione è stata inaugurata la mostra dal titolo: Gesto movimento militanza. Il nostro giornale ha incontrato Zeno Massignan, ideatore del progetto.

Zeno Massignan

Zeno Massignan

– Massignan, cosa sono HABITAT OTTANTATRE e In Habitat?

Massignan. «HABITAT OTTANTATRE nasce nel 2020 ed è uno spazio di coworking per professionisti del settore artistico e culturale che costituiscono contemporaneamente il fondamento e la massima espressione del progetto che ha l’obiettivo di intrecciare competenze, capacità e visioni anche divergenti per realizzare progetti comuni.

– Chi fa parte del progetto?

Massignan. «Il team è al momento costituito da me, ideatore del progetto, Filippo Tommasoli fotografo e videomaker, Simone Carcereri art advisor e perito d’arte, Dorothee Koenig mediatrice culturale, Elvira Castelli tecnica informatica e storica dell’arte, dall’associazione culturale Urbs Picta che promuove e organizza eventi culturali d’arte contemporanea, Collettivo Plurale come gruppo di artisti e creativi, Nicolò Cristiano esperto di allestimenti, Matteo Bianco tecnico e scenografo teatrale e Massimo Del Dotto consulente finanziario. Insieme abbiamo formato nel 2021 In Habitat, un’associazione di promozione sociale che offre servizi di progettazione, avviamento e sviluppo di attività culturali».
Il progetto è nato al fine di collaborare mettendo reciprocamente a disposizione le proprie competenze specifiche. Un approccio sinergico, funzionale sia al proprio lavoro che a quello di progetti condivisi. Lo scambio di esperienze e la partnership tra realtà diverse, talvolta anche concorrenti, diventano punti di forza e danno la possibilità di creare una rete solida di professionisti del settore».

– Come nasce la mostra “gesto movimento militanza”?

Massignan. «L’esposizione si basa sul tema della gestualità, intesa come azione esplicita e immediata, elemento costitutivo della comunicazione non verbale: il gesto può essere di natura diversa, collettivo, individuale, offensivo, autoritario, istintivo, patologico. Il progetto fa parte di un percorso espositivo che vuole far emergere le diverse modalità con cui gli artisti possono coinvolgere il pubblico in maniera efficace su politiche urgenti e scelte etiche che riguardano temi caldi e attuali come, ad esempio, diritti civili, sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici. La mostra vuole essere chiaramente anche un’occasione per presentarci alla cittadinanza e per raccontare i valori e gli obiettivi che abbiamo».

Collettivo Plurale, Wargame, 2021, Stampa Fine Art su carta baritata montata su Dibond
70 x 105 cm

– Quale pensate potrebbe essere la reazione della città alla vostra esposizione?

Massignan. «Ci auguriamo una risposta positiva da parte dei visitatori e della comunità con cui vogliamo creare un legame e un dialogo solidi. Lo stesso discorso è valido anche per l’amministrazione comunale e per le parti pubbliche della città. Devo dire, purtroppo, che l’attuale amministrazione comunale sembra poco disposta a fare un discorso ampio e approfondito su Arte e Cultura; ad esempio a Verona in questi ultimi anni si è investito quasi esclusivamente su politiche di supporto al turismo senza considerare il ruolo cruciale della cultura in questo settore».

– La stampa cittadina come ha accolto l’idea del vostro progetto?

Massignan. «Ho parlato con diversi giornalisti di alcune testate locali e per ora mi sembra che il progetto piaccia anche in ambito giornalistico ed editoriale. Trovo che sia un ottimo inizio da questo punto di vista».

Habitat Ottantratre a Santa Lucia, Verona

Habitat Ottantratre a Santa Lucia, Verona

– In questo periodo storico si parla spesso di iniziare a fare rete e la vostra associazione ha anche questo fra i suoi obiettivi…

Massignan. Sì, la collaborazione è un tema centrale della nostra associazione e questo si riflette nel lavoro del team in cui le competenze del singolo sono a disposizione dei progetti di tutti. Anche questa mostra è chiaramente il risultato di tale collaborazione. Il concetto di “rete professionale” si è espresso anche nelle partnership di collezionisti e associazioni che ci hanno supportato, ad esempio, con prestiti di opere. In particolar modo abbiamo collaborato con AGIVERONA, Spazio Cordis, Alberto Geremia, Simone Carcereri e gli artisti Collettivo Plurale, Chiara Ventura, Jhafis Quintero, Alessandro Guardini, Cesare Viel».

– Che piani avete per il futuro, quali altri eventi sono in programma?

Massignan. «In futuro prevediamo di sviluppare una serie di corsi altamente professionalizzanti nell’ambito della cultura. L’8 ottobre ci sarà la presentazione del primo ciclo di corsi che si svolgerà ad HABITAT OTTANTATRE. Fra questi ci saranno un laboratorio sartoriale e un corso di trucco e parrucco per lo spettacolo con alcuni esperti di Fondazione Arena. Sul lungo termine ci piacerebbe consolidare il rapporto con la città e collaborare con il settore pubblico per ridare un ruolo centrale alla cultura non solo nelle vite dei cittadini ma anche nelle scelte pubbliche. Sarà inoltre importante per noi instaurare un dialogo anche con il mondo dell’istruzione superiore».

– Visti gli aspetti innovativi della vostra proposta culturale, non teme che l’intero progetto possa essere sminuito con l’etichetta “troppo di sinistra” per la città di Verona?

Massignan. «Se qualcuno mi dovesse dare dell’innovatore per quanto stiamo cercando di fare lo accoglierei senza dubbio come un complimento. Se invece mi fosse detto che questo progetto è una cosa “di sinistra” o “di destra” la prenderei quasi come un’offesa perché l’Arte deve essere libera da vincoli di questo tipo».

Michael Campo

Written By

Michael Campo è nato a Verona nel 1994. Diplomato all'Istituto d'Arte "N.Nani" e laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Verona. Da sempre sono affascinato dal mondo dell'arte e della cultura in ogni sua forma e mi piace parlarne per avvicinare quante più persone a questi ambiti. Le mie passioni "nascoste" sono i videogiochi e il lavoro che sta dietro alla loro realizzazione, dalla programmazione alla realizzazione artistica. Sono fortemente convinto che il giornalismo debba avere valenza sociale e aiutare le comunità a mettersi in discussione per migliorarsi, senza mai scadere in critiche gratuite, e dovrebbe aiutare i lettori a decifrare il complesso flusso di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno. Attualmente partecipo all'iniziativa "Reporter di quartiere" di Verona In per la zona di Borgo Roma. michaelfield9419@gmail.com

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