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Il regolamento sul verde: uno strumento inutile se non viene applicato

Sono trascorsi sette mesi dall’approvazione ma nessuno dei principi riportati ha trovato qualche riscontro nella realtà.

Verona
Verona

Il 18 febbraio scorso il Consiglio Comunale di Verona con votazione unanime ha approvato il Regolamento per la Tutela e l’Incremento del Verde pubblico e privato. Come si legge nella presentazione di questo documento sul sito ufficiale del Comune “il  Verde è la pelle della città  in grado con i propri servizi ecosistemici di migliorare il benessere e la qualità della vita non solo in termini ambientali, ma anche sociali ed economici”.
Dichiarazione che potrebbe sembrare solamente suggestiva, ma leggendo il Regolamento stesso si scopre quanto il Comune, per la prima volta, abbia voluto rimarcare l’importanza di parchi e giardini per la qualità della vita dei cittadini. L’Amministrazione Comunale con questo strumento non ha dato solo delle regole per la buona gestione quotidiana degli spazi verdi, ma ha anche  voluto fissare dei principi basilari sulla concezione  del verde. Tanto che  si è impegnata a:

  • ‘promuovere, tramite il Regolamento, forme di coinvolgimento e partecipazione attiva dei cittadini nella progettazione, gestione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio verde della città’;
  • ‘istituire la “Consulta per il Verde” quale organismo rappresentativo con il compito di proporre, esaminare e discutere i progetti più complessi o situazioni particolarmente delicate.;
  • ‘predisporre un Piano del Verde che dovrà costituire sia l’elemento connettivo della città, sia favorire una diversa qualità della vita nei quartieri’;
  • ‘adottare le foreste e le cinture urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano; – ridurre le superfici asfaltate o impermeabili; – adottare come unità di misura del verde l’ettaro anziché il metro quadrato’.

 Un programma di tale respiro lascia pensare che il Comune avrebbe dovuto iniziare subito a perseguire gli obiettivi che si è preposti anche per recuperare il tempo perduto su questo tema.

Ebbene sono trascorsi sette mesi dall’approvazione , ma nessuno dei principi  sopra riportati ha trovato qualche riscontro nella realtà. E non è che siano mancate le occasioni per tradurre in pratica le regole che il Comune si è voluto dare. Basti pensare alla vicenda dell’ex Scalo Ferroviario. Dove meglio che in questa  zona della città l’Amministrazione Comunale potrebbe mettere in pratica i principi di trasparenza, partecipazione, sostenibilità? Dove meglio del Parco allo Scalo si potrebbe avviare la Consulta per il Verde?

Da anni gli abitanti di Verona Sud attendono che finalmente sia dato loro il verde a cui hanno diritto. Ma dopo le solite promesse preelettorali  la speranza di avere un vero parco urbano si è trasformata nell’ennesima speculazione edilizia con ancora molti lati oscuri che preannunciano un peggioramento della situazione. Come, ad esempio, il fatto che non sia stata prevista la bonifica dell’area dello scalo che durante l’ultima guerra è stata soggetta a numerosi bombardamenti aerei. Bombe che, inesplose,  potrebbero essere ancora presenti, come dimostrano  i recenti rinvenimenti di ordigni nei pressi della stazione. Ma nel Protocollo di Intesa tra il Comune e le Ferrovie non c’è alcun cenno ai lavori necessari per la bonifica. E qui sorge il dubbio che  sia un’omissione voluta per concedere in corso d’opera alle Ferrovie ulteriori metri quadri edificabili a compensazione dei maggiori oneri da sostenere per la bonifica.

Invenzioni? Falsità? Solo la trasparenza sugli atti e un confronto sincero tra le parti come espressamente previsto nel Regolamento sul Verde potrà chiarire una buona volta questa situazione. Ma chi potrà convincere il Comune a rispettare le norme che esso stesso si è dato?

Alberto Ballestriero
Verona Polis

 

 

 

 

 

 

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

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