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Lettere

Le notazioni del Comitato Verona Sud sulle politiche ambientali veronesi

Comitato Verona Sud
Comitato Verona Sud

Gentile redazione di Verona-In,

abbiamo letto nei giorni scorsi la denuncia di Legambiente e le rimostranze, a seguito della stessa, dei competenti uffici comunali.

All’assessore (cui va la nostra stima personale  ma non la condivisione della politica adottata dal Comune),  ed alla nuova dirigente dell’Ufficio Ambiente, credo debbano essere meglio evidenziati alcuni aspetti della questione.

Innanzi tutto bene ha fatto Legambiente ad attrarre l’attenzione dando l’appellativo di “maglia nera” a Verona, anche se si dovesse dimostrare (come le è stato rinfacciato) di aver preso i dati della centralina di Corso Milano anziché quelli del Giarol Grande: solo così si è suscitato l’utile dibattito pubblico. Già, perché sulla maggior parte delle testate giornalistiche veronesi – della carta stampata e della TV – difficilmente si hanno  approfondimenti e vere inchieste giornalistiche che facciano emergere le reali dimensioni e scoprano le radici del problema.

È bene sapere che la centralina ARPAV di Corso Milano, negli anni scorsi, è  stata fatta pian piano arretrare verso un’area verde, rispetto l’originaria collocazione più prossima alla trafficata arteria stradale, e se ne sono visti gli effetti: i valori massimi rilevati sono drasticamente calati. Peccato che la gente non abbia potuto arretrare i palazzi in cui abita.

Anche la centralina  presente al Giarol Grande, che dovrebbe rilevare il cosiddetto livello di inquinamento “di fondo”  ha subito fenomeni migratori, addirittura più ampi: si trovava fino a qualche anno fa in zona Basson, in campagna. Ma qui, nonostante fosse lontana dal centro città, rilevava comunque alti livelli  di inquinamento.

Come risolvere quindi il problema per non risultare male posizionati nelle classifiche nazionali? Semplice: spostando la centralina stessa nel punto migliore possibile per rilevare livelli di inquinamento più contenuti, ovvero al Giarol Grande, in mezzo al parco dell’Adige, in zona protetta. Peccato, anche qui, che pochi Veronesi possano abitare in zone  ambientalmente protette, come quella in cui è stata posta la centralina ARPAV (tra le pegore come commenta la “Olga”).

È chiaro quindi che si avrebbe una reale fotografia solo se la centralina respirasse la stessa aria respirata dalla maggior parte dei Veronesi: altrimenti, di che parliamo?

Ciò chiarito, aggiungiamo anche che, come ufficialmente certificato dall’ARPAV stessa, a seguito di una campagna di rilevazione dei livelli di inquinamento all’interno del quartiere Borgo Roma (effettuata su richiesta del Comitato Verona Sud) , quest’area è risultata più inquinata di quella di Borgo Milano. Infatti, dal 22 aprile al 5 dicembre 2016, su tre intervalli distanziati tra loro, l’ARPAV ha posizionato una centralina mobile, nel parcheggio alberato di via Redipuglia, rilevando livelli di inquinanti anche superiori a quelli contemporaneamente emersi in Corso Milano.

E ciò, si badi bene, nonostante detta centralina mobile, sia stata momentaneamente tolta poco prima della manifestazione annuale di Fiera Cavalli 2016 e riposizionata solo al termine della stessa, evitando così di registrare le conseguenze del traffico e dell’inquinamento connessi alla manifestazione fieristica. Qualcuno dice che a pensar male si fa peccato ma si indovina: chissà perché questa parentesi sospensiva nelle rilevazioni…

Fornite tali informazioni alla nostra amministrazione, potrebbe adesso spiegarci dove sono le migliaia di alberi recentemente piantati a Verona? I cittadini, di certo, hanno visto più che altro assurdi ed indiscriminati tagli di alberi sani che offrivano la loro frescura estiva e l’invisibile, ma essenziale, opera di ossigenazione e purificazione della pessima aria cittadina.

Lo si chieda ora agli automobilisti in coda d’estate in via Dal Cero: bellissimi lecci inspiegabilmente offerti in sacrifico anzitempo per un filobus fantasma. Dove sono l’attenzione e la sensibilità di questa amministrazione? Con ciò non dimentichiamo certo le responsabilità della  precedente amministrazione che ha fatto formalmente partire l’attuale assurdo appalto per un filobus nato già vecchio.

Altra questione: dove sono, in particolare, i circa duemila alberi che dovevano essere piantati a Verona Sud quale verde di mitigazione dovuto ai cittadini a fronte degli insediamenti dei vari centri commerciali? Il Comune ha permesso (e non doveva) ai costruttori la monetizzazione degli standard urbanistici, permettendo loro di pagare il solo costo della piantumazione anziché la realizzazione delle aree verdi di mitigazione (ovvero terreno più alberi ed arbusti). Ma il Comune che ne ha fatto di quelle mancette? Dove sono le aree alberate?

Perché l’amministrazione veronese, nonostante la situazione dell’inquinamento e la dichiarata sensibilità sul tema, permette a costruttori e proprietari di centri commerciali e di altri insediamenti di monetizzare gli standard urbanistici, anche laddove le aree siano già gravemente carenti dei dovuti standard a verde? La nuova dirigente all’ambiente ha nulla da obiettare al riguardo?

E perché il Comune di Verona – ammesso che ci tenga ad essere coerente con la proclamata sensibilità ambientale – ritiene di poter cancellare dalle norme tecniche operative del piano degli interventi della nuova Variante urbanistica 29 persino il suddetto formale (ancorché non rispettato) divieto di monetizzare negli ATO  (aree territoriali omogenee), già prive di adeguati standard urbanistici?

E da ultimo, ma non per importanza, perché l’area dell’ex scalo merci non viene trasformata interamente a verde così come formalmente promesso in campagna elettorale, anziché pianificare assurdi accordi edificatori con FS?

Anche il Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS di Verona ha più volte sottolineato che questa è l’unica ed ultima possibilità per restituire alla città almeno una parte di quei 2.000.000 di metri quadri di verde mancanti e sottratti alla collettività nei decenni scorsi, e tutt’ora, con criteri edificatori non rispettosi del bene pubblico. Ha forse una logica per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini,  pianificare la realizzazione di enormi parcheggi per la fiera all’interno del Parco allo Scalo in mezzo ai quartieri? Ma è chiaro al Comune di Verona cosa sia un vero parco e cosa siano la tutela dell’ambiente e della vivibilità?

Le esigenze di proprietari e costruttori dovrebbero essere valutate e gestite con intelligenza ed autorevolezza da un’Amministrazione pubblica che è eletta dai cittadini e quindi dovrebbe, innanzi tutto, rappresentare le esigenze collettive, poi orientare adeguatamente le suddette esigenze edificatorie private.

Come sopra evidenziato, i problemi non sono piccoli, ma certo non si risolvono buttandola in “caciara” e facendo le “baruffe chiozzotte”: le componenti della problematica sono molte e partono da lontano. Vanno affrontate con determinazione e collaborazione dell’intera amministrazione e, una volta tanto, con l’onesto contributo di tutte le forze politiche. Non si può continuare a scaricare le colpe sul tempo meteorologico o sulla conformazione orografica.

Auguriamo quindi sinceramente alla nostra amministrazione di poter operare seriamente, con determinazione ed onestà d’intenti. Solo così potrà recuperare credibilità e lasciare qualcosa di buono ai propri, ed ai nostri, figli. Buon lavoro.

Comitato Verona Sud

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9 Comments

9 Comments

  1. Rossella

    21/09/2021 at 11:24

    Bellissimo articolo di Enrico, molto preciso e dettagliato

    • Giorgio Bernini

      21/09/2021 at 15:24

      L’articolo tratta molto chiaramente di tematiche che riguardano l’ecosostenibilita’ di Verona. Tematiche che non trovano adeguato riscontro propositivo da parte della nostra amministrazione. Mi meraviglia anche come questo Comitato, in attività da anni e composto da un numero limitato di persone, riesca ad essere sempre in prima linea, stampa permettendo, nel proporre interventi e soluzioni per migliorare la qualità della vita “green” in Verona. Meraviglia anche come sia lasciato solo nel portare avanti richieste che probabilmente in altre città sarebbero già state accolte e sviluppate dalle autorità preposte.
      Meraviglia che solo poche centinaia di persone sostengono le iniziative di questo Comitato che però non riguardano solo il bene di Verona Sud ma prevalentemente quello di tutti i veronesi, la maggioranza dei quali però vive nel “suo mondo”.

  2. Ezio

    21/09/2021 at 11:53

    I cittadini di Verona Sud è con voi, continuate.
    Grazie

  3. Ezio

    21/09/2021 at 14:05

    Concordo pienamente e condivido le tue idee.

  4. Francesco

    21/09/2021 at 14:08

    Ben scritto Enrico. Puntuale e preciso. Condivido ogni singola idea

  5. Alberto B.

    21/09/2021 at 16:17

    Complimenti al Comitato Verona Sud per l’analisi chiara e documentata. A tutto quello che è stato scritto, io aggiungerei inoltre che nel quartiere di Tombetta-Santa Teresa stiamo aspettando che, come ufficialmente dichiarato dall’attuale Amministrazione Comunale, si realizzi l’ampliamento del PARCO SANTA TERESA aggiungendo i Lotti contigui dove attualmente allestiscono occasionalmente qualche sagra con parco divertimenti, oppure parcheggio occasionale in funzione delle varie Fiere.
    Ma probabilmente è una mera illusione, visto che ormai abbiamo imparato (specie per chi ha già i capelli bianchi!) che i politici (sia nazionali che locali) possono dire di tutto e subito dopo smentire quello che hanno appena detto perché possono contare sull’ignavia della massa degli elettori.
    Un ringraziamento personale al Comitato Verona Sud per la preziosa attività di informazione e per essere oggi una delle poche voci che richiamano la coscienza di chi ci amministra…
    … sperando che ne esista ancora un briciolo.

  6. Ezio montagner

    21/09/2021 at 17:54

    Continua Enrico, sei molto competente e preciso: speriamo che i cittadini di Verona “aprano ” gli occhi….

  7. Ivan

    22/09/2021 at 10:30

    Complimenti, ottimo articolo. Aspetto con ansia l’ennesimo centro commerciale e gli ennesimi cantieri per cose inutili. Nel frattempo mi attrezzo, mi alleno per la maratona che devo quotidianamente fare per trovare un bancomat.

  8. Sergio

    25/09/2021 at 09:30

    Condivido in pieno l’articolo del comitato di Verona Sud sulla politica ambientale del Comune di Verona e ne ringrazio l’autore.Trattasi di un articolo a mio avviso molto valido e articolato,decisamente troppo garbato verso l’attuale e la precedente Amministrazione comunale Tosi, che si sono contraddistinguono per il forsennato assalto al territorio comunale, soprattutto a Verona Sud per fare guadagnare tantissimi soldi APPARENTEMENTE ai soli imprenditori privati a danno permanente dei cittadini. L’informazione puntuale è essenziale e preliminare per consentire a noi tutti di unirci e di operare concretamente e permanentemente anzitutto per combattere e cacciare per sempre da Verona codesti devastanti amministratori comunali e per collaborare tutti insieme per il nostro futuro migliore. Ma attenzione: con l’impegno permanente e concreto; non con le ciacole!

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