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Inquinamento: nel breve periodo non cambia nulla, ma urge fare qualcosa

Mascherina

Ogni anno, puntualmente, arriva la graduatoria stilata da Legambiente delle città con il peggior livello d’inquinamento dell’aria ed altrettanto puntualmente si apre il rituale, inevitabilmente stucchevole, dei commenti dei vari stakeholders.

C’è chi sale e c’è chi scende. Oggi Verona, domani chissà. Ma attenzione, queste oscillazioni, che non modificano mai il quadro complessivo, soprattutto della Pianura Padana, non sono riferibili ad un incremento o decremento reale delle emissioni dei contaminanti rilasciati in atmosfera, piuttosto alle mere variazioni climatiche che si sono succedute.

Le variabili meteo sono infatti quelle maggiormente capaci di modificare in maniera significativa i principali parametri. In realtà, non cambia nulla o quasi nel breve periodo. La dose cumulativa, cioè la quantità in peso degli inquinanti, si mantiene quasi costante, è l’aerodispersione che cambia. Solo il lockdown è stato capace di turbare un po’ la tranquilla uniformità dell’inquinamento reale, che appare come una roccia contro cui s’infrangono le nostre illusioni.

Tuttavia, in attesa del “Sol dell’Avvenir” – fuor di metafora rispetto a un diverso modello di sviluppo che non può che essere globale, e quindi un ideale verso cui tendere – qualcosa di locale va fatto, anche soltanto per orientare l’attenzione e la sensibilità verso nuovi stili di vita e modalità di amministrazione delle città, necessarie, ma non assolutamente scontate, nelle condizioni date. Dunque:

1. Vogliamo, per almeno qualche principale direttrice di traffico,  rendere la mobilità del mezzo pubblico più competitiva rispetto a quella del mezzo privato?

2. Vogliamo assimilare le moto alle auto quando regolamentiamo le ZTL?

3. Vogliamo impedire che si vada fin dentro al bar o al ristorante con la propria auto?

4. Vogliamo garantire sempre le sanzioni, anche con rimozione forzata del veicolo, per chi viola il divieto di sosta, e scoraggiarne l’utilizzo indiscriminato?

5. Vogliamo evitare che gli esercizi commerciali mantengano le porte aperte d’estate con l’aria condizionata e d’inverno con il riscaldamento funzionante?

6. Vogliamo impedire il riscaldamento esterno ai tavoli di ristorazione con resistenze elettriche o torce a gas?

7. Vogliamo liberarci dall’ipocrisia di eliminare le ZTL durante le feste religiose o le elezioni per garantire la partecipazione alla messa e l’adesione al voto?

8. Vogliamo impedire ai torpedoni di arrivare a ridosso dell’Arena ed ai bus turistici, variamente camuffati, di scarrozzare nelle vie del centro?

9. Vogliamo vietare i plateatici lungo vie di scorrimento?

10. Vogliamo controllare i permessi dei falsi invalidi che parcheggiamo ovunque auto di grossa cilindrata per consumare l’aperitivo?

Capisco che non siano proposte rivoluzionarie dotate di grande appeal, ma vogliamo partire?

Paolo Ricci

medico epidemiologo

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2 Comments

2 Comments

  1. Marcello Toffalini

    18/09/2021 at 16:40

    Buone le domande (a parte la 3 che non saprei come giustificare). Ma s’inseriscono in un quadro di obiettivi politici che la destra, a Verona quasi da sempre, disdegna rappresentare, se non a parole. Saprebbe rispondere a quelle domande una Giunta di centro-sinistra? Ho qualche dubbio. Il minimo è provare a consentirglielo. Coraggio … siamo ancora in tempo!

    • paolo ricci

      27/09/2021 at 13:26

      Grazie. La terza riguardava i parcheggi a bordo tavolo. Il dubbio lo nutro anch’io, ma non abbiamo alternative….

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