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Ambiente

L’opposizione: «Politiche ambientali del Comune in grave ritardo»

Continua il botta e risposta dopo la pubblicazione di Mal’Aria 2021 da parte di Legambiente; Traguardi: «Revisionare Paesc e Pums»

Mascherina

Prosegue il dibattito sull’emissione di polveri sottili a Verona, dopo la pubblicazione del dossier Mal’Aria 2021 da parte di Legambiente e la smentita sugli effettivi giorni di sforamento avanzata dall’assessore all’Ambiente Ilaria Segala.

«Negare il problema non aiuta ad affrontarlo» ha dichiarato il deputato del PD Diego Zardini. «L’aria di Verona è inquinata e non importa da quale centralina siano stati presi i dati o quale posizione ricopra la nostra città nella classifica. Il Comune è chiamato a trovare soluzioni a prescindere, visto che da tempo è a conoscenza del problema e non ha attutato strategie per contrastarlo: a causa del ritardo accumulato dovremo fare in 4-5 anni quello che si poteva fare in 15-20, mobilitando tutte le nostre risorse per accelerare sulla mobilità sostenibile».

Nel frattempo è stato indetto un Consiglio Comunale straordinario per giovedì 16 settembre, nel quale verrà discussa la mozione, presentata dal movimento civico Traguardi, che chiede al Comune di fissare l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. A questo scopo appaiono fondamentali le riformulazioni del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) e del Paesc (Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima).

«Il Paesc non ha fatto tempo ad essere discusso ed approvato dal Consiglio Comunale che già deve essere riaggiornato: si basa su un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 al 40 per cento, che è ormai superato» ha spiegato Tommaso Ferrari, leader del movimento civico. «Lo stesso vale per il Pums, che stride con gli obiettivi del Paesc: il primo indica una riduzione di 49mila tonnellate l’anno, di tre volte inferiore rispetto alle 155mila tonnellate annue previste dal secondo».

 Il PD, nelle figure dei consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, si è inserito nel dibattito sullo stesso tema: «Il Pums, che sarebbe chiamato ad organizzare l’alternativa al mezzo privato attraverso un potenziamento del trasporto pubblico e della bicicletta, non è ancora stato approvato e lo si attende dal 2014. Gli unici concreti progressi fatti negli ultimi 20 anni nella limitazione delle emissioni dipendono quasi esclusivamente dagli investimenti privati delle famiglie, mentre il Comune ha improvvisato, aspettando che le piogge disperdessero gli inquinanti».

 Michele Bertucco, consigliere comunale di Sinistra in Comune, ha invece rincarato ulteriormente la dose: «Anziché promuovere mobilità ciclistica, pedonalizzazioni e trasporto pubblico integrato, Comuni e Regioni si sono adoperati nel progettare nuove strade, rincorrendo il mito della fluidificazione del traffico che si traduce in altro smog: è una politica suicida».

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