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Ambiente

Inquinamento, Segala: «La maglia nera la merita Legambiente»

I giorni di sforamento annuali da Pm10 a Verona sarebbero 37, e non 42 come riportato dal dossier redatto dall’associazione ambientalista.

mobilità - verona - traffico

«La maglia nera la merita Legambiente». Questa la reazione dell’assessore all’Ambiente Ilaria Segala dopo la pubblicazione del dossier speciale Mal’Aria 2021, che ha collocato Verona al primo posto per produzione annuale di polveri sottili, commettendo però un errore.

Infatti, secondo l’agenzia di stampa Verona Comune, l’associazione ambientale avrebbe preso in esame i dati della centralina di Corso Milano, che non è di normale riferimento sul territorio, al posto di quella del Giarol. I giorni di sforamento da Pm10 sarebbero dunque 37, e non 42 come riportato dal dossier, cifra che regala alla città scaligera una “ben più onorevole piazza” dietro ad alcune rivali venete (Venezia, Vicenza, Treviso).

La stessa agenzia segnala anche come a Verona il superamento medio annuo dei 40 µg/m³ (livello di sicurezza per la salute umana) non scatti dal 2008, sottolineando una tendenza di generale miglioramento negli ultimi anni: nel 2005 gli sforamenti sono stati 210, nel 2020 invece 73.

«I dati diffusi da Legambiente creano solo falsi allarmismi. La situazione generale migliora progressivamente: abbiamo portato avanti reali interventi che produrranno effetti benefici a lungo termine» conclude Segala.

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4 Comments

4 Comments

  1. ODC

    16/09/2021 at 10:46

    Negli Stati Uniti dicono che ci sono piccole bugie, grandi bugie e statistiche.

  2. Enrico

    15/09/2021 at 18:10

    Ritengo sagace l’osservazione del sig.Filippo: iniziamo a conteggiare dal 1°di ottobre (come le buone scuole di un tempo quando non c’era la pessima attuale “buona scuola”) così alla ripresa delle attività ci si potrà già misurare con la reale situazione.

  3. Giorgio Bernini

    14/09/2021 at 22:32

    La risposta dell’assessore va contro ogni logica ed il buonsenso. Penso che correttamente Lega Ambiente abbia preso i valori della centralina di Corso Milano.
    Mi domando qual’è la logica di porre una centralina ARPAV al Giarol Grande, in piena campagna e vicino all’Adige. Da anni è lì presente. Sarebbe più opportuno fosse posta in viale Venezia. Ma è il comune che decide dove sistemarle. L’Ente si chiama ARPA. ARPAV perché che la V finale si riferisce a Verona. Anche qui interviene la politica….

  4. Filippo Rossi

    14/09/2021 at 21:33

    Vorrei suggerire alla redazione di Verona in un criterio per comunicare le statistiche sugli sforamenti delle polveri sottili.
    A me sembra che, se volessimo essere onesti con noi stessi, dovremmo iniziare a contare questi sforamenti dal primo mese dell’anno in cui avvengono. Questo mese mi sembra sia settembre o ottobre.
    Quindi si dovrebbe iniziare a contare gli sforamenti da, diciamo, l’1 ottobre fino al 30 settembre dell’anno successivo.
    Se facessimo così, con le medie attuali, già a gennaio (massimo a febbraio) sapremmo di aver sforato la soglia dei 35 giorni all’anno.
    E non ci sarebbe bisogno di aspettare ottobre o novembre dell’anno successivo per ammettere di aver sforato e nel frattempo magari compiacersi per mesi e mesi di essere ancora sotto la soglia dei 35 sforamenti.
    Insomma se ci interessa veramente la nostra salute, un modo c’è. E non è quello che si sta usando ora.
    Far coincidere l’inizio del conteggio degli sforamenti con l’inizio dell’anno solare è sbagliato come sarebbe sbagliato far iniziare l’anno scolastico il primo di gennaio.
    Siamo a metà settembre e l’assessora Segala può vantarsi di aver sforato 37 volte, appena 2 volte sopra il limite di 35. In realtà, se il conteggio fosse onesto e fosse iniziato il primo ottobre 2020 il conto dello sforamento sarebbe probabilmente sopra le 60 volte, più di 25 oltre il limite. E non ci sarebbe molto di cui vantarsi.

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