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Lettere

Ma davvero vogliono riqualificare Verona Sud? Ci sorge qualche dubbio

Ci chiediamo sinceramente quale idea si abbia della famiglia e della società, e quali cose si vogliano conseguentemente spacciare come utili.

Gentile Direttore,
a volte le mostruose idee – ovvero realizzare un Luna Park stabile a Verona – ritornano e qualcuno ci riprova.
A questo punto mi pare utile riproporre quanto già scrissi nell’agosto del 2010 quando l’allora regnante amministrazione se ne venne fuori con la balzana idea della “città del divertimento”: ora, per non ripetersi, la chiamano “Luna Park” ma il risultato non cambia: balzana e malsana era l’idea e tale resta.
Ecco l’originale lettera: la scrissi a commento di un apprezzabile intervento dell’allora consigliere arch. Franco Dusi. Sarebbe interessante intervistarlo sulla questione (ora è consigliere in 1a circoscrizione).

Leggo e concordo pienamente con quanto scritto dal Consigliere Franco Dusi a commento delle pubbliche dichiarazioni dell’Assessore all’Urbanistica del Comune di Verona in merito all’idea di una “cittadella del divertimento” nelle aree dismesse di Verona SUD.

Nel 2007, in tempi non sospetti, dopo un interessante convegno sul tema della riqualificazione di Verona SUD, svoltosi presso la Gran Guardia con il patrocinio del Comune di Verona, scrissi personalmente all’Assessore: “E’ evidente infatti l’inalienabile esigenza che ciò che verrà progettato e costruito sia in funzione della cittadinanza, fatta quindi innanzi tutto di cittadini che si esprimono con il loro voto e che con questo danno democraticamente la loro delega ad agire nel comune interesse. Una cittadinanza fatta di persone anche comuni, di giovani anziani e bambini che hanno il diritto fondamentale di vedere tutelata la loro dignità, la loro salute e la vivibilità dei loro quartieri. Ogni altro approccio, quale potrebbe essere quello proposto da “certi” poteri “forti” e finalizzato al massimo profitto economico, porterebbe inevitabilmente alla realizzazione di una città non più a misura d’uomo! A fronte di grandi profitti da parte di pochi, defrauderemmo tutti i nostri figli del diritto di vivere in una città che non sia, innanzi tutto, fonte di danno certo alla loro salute”.

Se infatti è lecita la libera iniziativa economica, è tuttavia doverosa una lungimirante azione politica (nel significato originario di servizio al bene pubblico e non agli interessi di parte) per garantire ai 60.000 abitanti di Verona Sud l’inalienabile diritto ad una adeguata vivibilità e salubrità del tessuto urbano. Avere una città vivibile ed a misura d’uomo (che vuol dire anche di anziano e bambino) è la base indispensabile perché i principi di legalità e democrazia si possano realizzare: altrimenti avremo quartieri ove crescerà e si radicherà il disagio e la delinquenza. È a mio avviso fondamentale nello sviluppo di una città che esso si fondi sulla legalità: quella legalità che dovrebbe imporre, al di là delle leggi, una crescita armoniosa del tessuto urbano nel rispetto delle giuste proporzioni, previste tra l’altro da specifiche normative, tra edificato ed aree verdi e servizi. È stato più volte riconosciuto che in questa parte della città mancano ben 600.000 mq di verde! Si cominci con il restituire ai quartieri di Verona Sud ed ai suoi abitanti, quanto loro scorrettamente sottratto. Questo serve ai cittadini di Verona Sud – soprattutto ai bambini – per non morire di inquinamento, altro che sale giochi e locali notturni che, leggiamo addirittura, si vorrebbero a servizio delle famiglie!
Ci chiediamo sinceramente quale idea si abbia della famiglia e della società, e quali cose si vogliano conseguentemente spacciare come utili.

Un cordiale saluto.

Enrico Marcolini

Written By

redazione@verona-in.it

1 Comment

1 Comment

  1. Sauro meschini

    06/09/2021 at 14:07

    Oltre al verde che manca ho segnalato più volte l’inquinamento dell’aria che immagino sia dovuto alle fabbriche con camini non in regola o bruciare sostanze nocive alla salute pubblica.

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