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Vaccino, allontanare il dibattito da una visione manichea tra il bene e il male

A Verona è stato chiuso, nella giornata di ieri 30 agosto, il centro vaccinale ospitato presso la Fiera di Verona, i cui numeri sono stati importanti. Nello stesso momento a Mezzane, comune delle colline veronesi, si è aperto un focolaio in una casa di riposo partito da personale non vaccinato ma anche da alcuni che avevano ricevuto entrambi le dosi.

Da molti giorni, diciamo oramai da molti mesi, monta la protesta tanto a Verona quanto a livello nazionale dei cosiddetti no-vax.  Il dibattito ha acquisito forme violente, ieri un no vax e collaboratore scolastico ha preso a pugni un giornalista di Repubblica davanti alla sede del ministero dell’Istruzione a Roma.

Anche nella nostra città l’opinione pubblica sui vaccini è spezzata in due. I cosiddetti no-vax reclamano libertà assoluta e questo desiderio proviene essenzialmente dal mondo giovanile. Le proteste di Verona del 28 ottobre 2020, che sono sfociate in disordini pubblici presso Piazza Erbe e Piazza dei Signori, sono state mobilitate da giovani che reclamavano libertà di incontrarsi ed assembrarsi, poiché i vaccini non erano all’epoca ancora stati scoperti. Gli occhi di molti giovani sono intrisi di dubbi, paura e richiamo forzoso alla libertà. Sostengono, incoerentemente, che la libertà si ottenga anche tramite l’uso della violenza gratuita.

Da cittadino libero e comune, ritengo che sia importante e doveroso dare voce alla parte di popolazione che protesta e propone un’alternativa alle scelte sanitarie e di governo. I manifestanti spesso, interrogati sul perché delle loro proposte e proteste, si limitano a dire che loro “non sono delle pecore che seguono il gregge” oppure attribuiscono la colpa a poteri forti e multinazionali farmaceutiche.

Ritengo che sia necessario quindi allontanare il dibattito da una visione manichea tra il bene e il male, tra il si vax e il no vax, ma interrogare e rispettare la Costituzione italiana, che rende il dibattito più fluido e poco polarizzato. Sabino Cassese, importante giurista ed ex-presidente della Corte Costituzionale, ha analizzato lucidamente gli articoli importanti della Costituzione, quali l’articolo 17, secondo il quale tutti i cittadini hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi in piazza o a protestare nei luoghi pubblici. L’articolo 32 della Costituzione, oltre a tutelare e garantire le cure mediche e il diritto alla salute, afferma che il Trattamento Sanitario Obbligato non  sia in realtà un obbligo per tanti e per tutti, ma da applicarsi in situazione di pericolo, nella tutela del cittadino, inoltre applica l’obbligo per medici ed operatori sanitari. È pertanto deleterio e semplicistico ridurre ad un obbligo piuttosto che a un liberi tutti. Vediamo dunque, con questi esempi concreti, che la Carta costituzionale garantisce e regolamenta la libertà dei cittadini. Esistono persone che non si vaccinano aperte al dialogo, e che garantiscono la libertà ai figli minori di potersi vaccinare, nonostante la loro dichiarata contrarietà.  La preoccupazione di molti cittadini veronesi è legata alla sperimentalità del vaccino, poichè medici, ricercatori, ma anche noi semplici cittadini, lo conosciamo solo da pochi mesi.

Occorre però ricordarci gli spettri dei mesi scorsi, soprattutto quelli invernali, quando del virus non conoscevamo nulla. Ora, alla luce di certe evidenze scientifiche, possiamo affermare che la medicina non ha fallito e, nonostante il carattere di mutabilità ed inesattezza si basa su delle evidenze affidabili. Noi cittadini nella vita quotidiana ci affidiamo a capacità e competenze. Se saliamo in cinquanta persone su un treno o su un autobus, affidiamo la nostra sicurezza e incolumità ad un autista competente, scelto in base a criteri selettivi. Allo stesso modo, se un no-vax ha un’infiammazione all’appendice, anziché rifiutare l’anestesia e la sedazione, il più delle volte si affida alla competenza medica. Certo, apprendiamo talvolta dalle cronache incidenti medici dalle conseguenze importanti e drammatiche, ma nel 99,5% le situazioni vengono affrontate con competenza e professionalità.

Il professor Giancarlo Blangiardo, attuale presidente dell’Istat, basandosi su uno studio statistico afferma che negli ultimi 70 anni i maschi hanno guadagnato 18 anni di vita e le donne 17. Questo è stato reso possibile dai passi da gigante avvenuti nel campo della medicina e della tecnologia. Un tempo i numerosi figli che nascevano in famiglia il più delle volte non sopravvivevano molto perché le cure pediatriche erano inadeguate e in divenire. I cittadini veronesi, per resistere a un inverno che sarà complicato, dovranno affidarsi a tre elementi chiave quali la medicina, la Costituzione e il buon vivere civile. 

Michelangelo Piccin

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redazione@verona-in.it

2 Comments

2 Comments

  1. Marcello Toffalini

    10/09/2021 at 23:15

    (Riscrivo modificato il mio commento, dato che il 10/9 non era stato pubblicato)
    Interessante Piccin il suo punto di vista, soprattutto per aver osservato che la “preoccupazione di molti cittadini veronesi è legata alla sperimentalità del vaccino”. E’ in buona parte qui il problema, evidenziato recentemente da molti insegnanti universitari, tra quelli che personalmente si sono espressi (https://www.leggilo.org/2021/09/07/green-pass-universita-docenti/), con un appello che non ha trovato adeguato spazio nei giornali e sui “media” televisivi, se non per sminuirne la portata.
    Il cosiddetto vaccino, di cui non nego i benefici registrati su scala nazionale ed internazionale, è solo un farmaco non ancora abbastanza sicuro (AIFA, EMA, OMS), tanto che molti Paesi, tra cui il nostro, hanno preferito non imporlo a tutti ma raccomandarlo e sostenerlo nella forma di un “green-pass”, cioè di una certificazione di avvenuta vaccinazione a doppia dose che da una parte consentirebbe l’esercizio di normali diritti costituzionali e dall’altra sarebbe causa di sospensione dal servizio tra gli incauti sanitari o docenti che ne fossero sprovvisti per libera scelta, oltre a minacciare in questi casi l’annullamento dell’iscrizione agli studenti universitari.

    • Michelangelo Piccin

      11/09/2021 at 16:01

      Gentile Dott. Toffalini, la ringrazio per la notizia fornita circa le proteste dei professori universitari. E’ vero che in alcuni casi, non molti, ma in realtà ci sono stati, sugli studenti è stata esercitata una certa pressione. Le questioni dirimenti sono tante. Ad esempio, eventuali studenti stranieri che non potranno effettuare tirocini o scambi universitari perché il loro vaccino, magari cinese, cubano o russo, non è ancora riconosciuto dall’Ema e dall’Aifa.
      La madre di tutte le questioni è il ruolo della scienza e di come questa è stata comunicata dalle istituzione, spesso in modo frammentario e frettoloso. La medicina e le biotecnologie hanno compiuto progressi enormi, ma è fondamentale dire che compiono errori ed imperfezioni perché non sono scienze esatte. Le persone hanno bisogno di informazione e rassicurazione. Qualora queste non vengano diffuse scientemente dagli organi preposti, come in questi mesi è accaduto da più parti, la popolazione cerca rassicurazione altrove, in Dio piuttosto che in alcune frange della politica, o addirittura ad una “guerra tra guelfi e ghibellini” tra ciò che è bene e ciò che invece incarna il male. La paura è un’emozione fisiologica positiva per l’uomo in quanto consente di reagire al pericolo trovando risposte razionali.
      Come ho già sostenuto, la medicina può aiutarci, la conoscenza del diritto anche, è compito auspicabile dei cittadini favorire tra loro l’incontro, il dibattito e la massa critica.

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