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Il museo diffuso dell’architettura militare austriaca

I bastioni a difesa di Verona voluti da Radetzky potrebbero diventare una delle tappe di un percorso all’interno del parco urbano.

Forte Santa Caterina, Verona
Forte Santa Caterina, Verona

Verona possiede uno tra i più importanti patrimoni di architettura asburgica d’Europa. Si tratta di un vero e proprio museo diffuso, che andrebbe inserito nella pianificazione urbanistica del territorio. I bastioni, che il feldmaresciallo Josef Radetzky fece trasformare e rinforzare dall’ingegnere militare Franz von Scholl, potrebbero essere una tappa di un percorso museale all’interno di un parco urbano, il Parco delle Mura, collegato con quello dell’Adige.

A nord, sulla collina attorno alla città, i forti Sofia, San Leonardo (ora santuario della Madonna di Lourdes) e San Mattia, con le quattro torri Massimiliane, e forte San Felice, potrebbero rappresentare una seconda tappa, all’interno del Parco della Collina. Le antiche fortificazioni collinari e le  lasagne, percorsi scavati nel tufo per collegare i diversi forti,  rappresentano un sistema storico-culturale all’interno di un ambito paesaggisticamente prezioso.

I 12 forti realizzati dopo i moti del 1848, all’esterno della cinta fortificata: forte Chievo, forte Croce Bianca, forte San Zeno, forte San Massimo, forte Santa Lucia, forte San Michele  e forte Santa Caterina; potrebbero essere la terza tappa.

Questo sistema di forti, che inizia ad ovest e finisce ad est della sponda sinistra del fiume, si trova in una fascia verde che circonda la città, e  potrebbe rappresentare: un collegamento tra le due porzioni del Parco dell’Adige; il limite tra il tessuto urbano e la campagna; e il punto di partenza dei vari percorsi pedonali e ciclabili che collegano i diversi parchi.

La fortuna di avere conservato: i bastioni, un’ampia cintura verde non edificata a ridosso del centro della città; la Spianà, una grande area spianata e libera da edifici, tra San Massimo, Chievo e Borgo Milano; la rete di fortificazioni collinari; e il Primo Campo Trincerato, all’interno di una fascia verde che riunisce i forti esterni alle mura magistrali; offre l’occasione per  progettare una reale riqualificazione ambientale e culturale del nostro territorio.

Pianificando i sistemi difensivi austriaci, organicamente alla progettazione urbanistica della città, sarebbe possibile realizzare e mettere in relazione il parco dell’Adige, con il Primo Campo Trincerato e con gli ipotetici Parco delle Mura e della Collina. Inoltre, coordinando il sistema del verde e delle strutture fortificate, alle costruzioni realizzate dagli austroungarici tra il 1847 e il 1865, tra cui: Castel San Pietro, l’Arsenale di artiglieria, l’Ospedale di Santo Spirito e la provianda di Santa Marta, si avrebbe la possibilità di predisporre  un vero e proprio museo diffuso dell’architettura austriaca; e sarebbe la quarta tappa.

Ovviamente, le destinazioni d’uso dei vari manufatti storici andrebbero definite sulla base del contesto in cui sono inseriti; rispettando l’ambiente, la storia e le tipologie architettoniche; evitando di valutare gli edifici austriaci solo sull’utilizzo della loro volumetria.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

 

 

 

 

Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

2 Comments

2 Comments

  1. Giorgio Massignan

    03/09/2021 at 16:54

    Caro Dino, nel mio libro “L’Adige racconta Verona”, un paio di capitoli sono dedicati al periodo della dominazione austriaca a Verona e ai lavori di architettura militare realizzati.

  2. Dino POLI

    02/09/2021 at 21:39

    Caro Giorgio, sono perfettamente d’accordo con te che le mura e le fortificazioni austriache sono uno dei grandi patrimoni storici e artistici (?) di Verona e dintorni, da considerare da molti punti di vista, storico, militare, tecnico, urbanistico, e appunto artistico. Aspetto un tuo libro sull’argomento, perché ho bisogno di saperne un po’ di più, anche se mi ritengo per così dire un esperto, almeno di prima fascia. Avvisami quando lo pubblichi, grazie. Dino Poli

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