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Il Teatro Laboratorio abbandonato da una Verona troppo distratta

Attraverso i canali social l’annuncio dell’ennesimo trasloco: dai locali del padiglione 2c dell’ex Arsenale allo spazio Archivio in Via Tommaso da Vico di proprietà della famiglia Caserta.

Verona Shakespeare Fringe Festival
Teatro Scientifico - Teatro Laboratorio di Verona

Non c’è pace per il Teatro ScientificoTeatro Laboratorio di Verona da oltre cinquant’anni tra i protagonisti della cultura italiana e non solo. Sottolineo: ho scritto italiana, non veronese. Un fiore all’occhiello per una città che troppo spesso è confusa sul significato della parola. Un tesoro da accudire, non una realtà da abbandonare. Ecco il testo con il quale la compagnia del Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio annuncia dai propri social l’ennesimo trasloco: dai locali del padiglione 2c dell’ex Arsenale allo spazio Archivio in via Tommaso da Vico di proprietà della famiglia Caserta.

«Ecco qui, nei primi giorni di agosto abbiamo sgomberato i locali del padiglione 2c che avevamo ristrutturato, amato e dei quali abbiamo avuto cura per 10 anni (come prima era stato nella sede storica del Teatro Laboratorio di Verona dal 1974 al 2009 alla funicolare). Ci dispiaceva darvi la notizia e così abbiamo tardato perché è una cosa molto triste e dolorosa, ma ora ci dicono che dobbiamo comunicarlo e così ecco alcune foto del trasloco. Per il momento il TEATRO LABORATORIO si trasferirà nello Spazio Archivio messo a disposizione dalla famiglia Caserta (il Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio con il suo archivio storico è membro dell’Associazione Nazionale Archivi Italiani). Intanto il Teatro Scientifico alla soglia dei suoi 54 anni di attività nuovamente si rimbocca le maniche e si accinge a ricostruire, come sempre a proprie spese, la sua futura sede (che questa volta non sarà un bene pubblico). Grazie ai tantissimi che sono passati e ci sono stati vicini con bellissime parole e tanto affetto nei (inutile negarlo) difficili, dolorosi e amari giorni dello sgombero».

Ovviamente la notizia si è diffusa rapidamente e in tantissimi, politici, esponenti del mondo culturale, cittadini e amici hanno espresso solidarietà ai Caserta. Riportiamo solo alcuni dei tanti messaggi di vicinanza.

Mario Allegri: «Una giunta politica che non sa decidersi da anni da quale porta fare entrare i visitatori della Casa di Giulietta sa decidere senza esitazioni di sbarazzarsi di un gioiello culturale come il Teatro Scientifico, senza offrire subito una alternativa degna di quanto la famiglia Caserta tutta ha donato alla città. Città sorda e ingrata verso chi fa vera cultura, e non a caso rappresentata nella sua politica culturale da figurine tanto patetiche e sprovvedute quanto supponenti».

Giancarlo Beltrame: «54 anni sono una vita. Avete dato tantissimo a questa città, i cui attuali rappresentanti in amministrazione meritano solo rampogne per la vergogna di non aver saputo trovarvi un’alternativa dignitosa al luogo da cui vi mandano via. Saremo al vostro fianco».

Elisa La Paglia: «Funziona così a Verona, non si concedono veri spazi pubblici per la cultura. Nemmeno quando sono gli stessi operatori della cultura a spendere per ristrutturarli. Gli affitti agevolati, agevolano gran poco, molto meno dei costi di manutenzione, anche straordinari, indispensabili per aprire e tenere le strutture aperte negli anni. Le promesse, nei tanti anni di vita del Teatro Scientifico, si sono sprecate. È un giorno triste per tutti noi, per il Teatro Scientifico, per l’Arsenale. Allo stesso tempo la forza e la professionalità delle e dei suoi protagonisti sono tali che ovunque andranno lì seguiremo. E ci faremo trovare pronti per dare loro una mano nei modi e nelle forme che loro stesse sceglieranno! Ps e non è un problema di fondi! Perché anche nel settore cultura abbiamo appena assistito ad uno spreco di fondi da primato».

Teatro scientifico - teatro laboratorio di verona

Teatro Laboratorio di Verona – Interno durante il trasloco

Orietta Salemi: «Siete un pezzo di storia veronese e non solo. Siete quanto ancora di meglio Verona riesce a dire e dare di sé. Forza#teatrolaboratorio, siamo con voi!».

Mao Valpiana: «Dispiace, molto. Non conosco i retroscena, ma posso immaginare. Il Comune inizia (finalmente!) l’iter per la ristrutturazione dell’Arsenale, e deve garantire alle ditte appaltanti l’agibilità di tutti gli spazi; quindi comunica al Teatro Laboratorio che dal giorno x i locali devono essere lasciati liberi. Buon senso e logica politica avrebbero voluto che il Comune comunicasse contestualmente al Teatro Laboratorio la concessione di un altro adeguato spazio pubblico (migliore!). Invece pare che ciò non sia avvenuto, e che il T/L sia stato abbandonato a se stesso e abbia dovuto arrangiarsi, trovando una soluzione privata. Inacettabile. Altro scandolo: possibile che l’annuncio sia stato affidato al Teatro Laboratorio stesso, e il Comune, nelle persone del Sindaco e dell’Assessore alla cultura Francesca Briani, non abbia sentito il il dovere morale e politico di assumersi la responsabilità e fare l’annuncio, dando una spiegazione ai veronesi? Veramente paradossale. Me in che città viviamo?».

Patricia Zanco: «Passare il tempo a costruire arsenali anziché diffondere libri è deleterio forse letale per la nostra specie. Questo lo diceva Gino Strada sarebbe utile infilarlo negli uffici comunali».
Anche la nostra redazione esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia Caserta. Se volete seguirne le sorti nell’avventura che porterà alla nuova sede del Teatro Laboratorio di Verona potete farlo dal sito www.teatroscientifico.com.

Cinzia Inguanta

Written By

Nasce a Firenze il 4 giugno 1961, sposata con Giuliano, due figli: Giuseppe e Mariagiulia. Alcuni grandi amori: la lettura, il cinema, il disegno, la fotografia, la cucina, i cinici, le menti complicate e le cause perse. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive al corso di laurea in medicina e chirurgia per poi diplomarsi in design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel 2009 s’iscrive alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Giornalista pubblicista dirige Radio Popolare Verona, già direttrice del magazine online Verona-IN con il quale continua a collaborare coordinando la redazione spettacoli e scrivendo di libri. Nel 2006 ha curato la pubblicazione di La Chiesa di Verona in Sinodo e di Il IV Convegno Ecclesiale Nazionale, nel 2007 di Nel segno della continuità. Nel 2011 l’esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo Bianca per la casa editrice Bonaccorso. Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi (dicembre 2011), altre sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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