Connect with us

Hi, what are you looking for?

Lettere

Il Comitato Verona Sud e la campagna “Non un metro di meno”

Il comitato cittadino di Verona Sud ha preso l’iniziativa di attuare una campagna di sensibilizzazione nei confronti del verde pubblico, durante tre giornate di volantinaggio tenutesi il 17, 20, 24 di luglio, due in zona Stadio una nel centro di Borgo Venezia.
L’area che viene presa in forte considerazione e che è stata trattata come tematica principale in queste giornate, è quella dell’ex Scalo merci ferroviario, situato all’entrata del centro storico Veronese.
Con il motto “Non un metro di meno” i membri del comitato hanno preso una posizione critica nei confronti di una zona “che doveva essere riqualificata e convertita in un grande parco ma che in realtà sta avendo meno impatto di quello che fu promesso anni fa”, dice il comitato.

Ciò che viene in particolar modo evidenziato è il cambiamento progettuale del Central Park, attuato dal sindaco Federico Sboarina. Durante la campagna elettorale  spiega Giorgio Bernini «era stata promessa una zona verde al 100%, ma ad ora, secondo le linee guida per la costruzione, lo stesso sindaco permetterebbe l’urbanizzazione di parte del parco stesso».
Riportando alcuni passi del suo programma elettorale datato 05 novembre 2016:

«Noi crediamo che la realizzazione di un grande parco urbano nell’ex Scalo merci, sia da una parte un legittimo riconoscimento agli abitanti della zona sud di Verona, dall’altra una grande occasione per creare un grande polmone verde […] RFI ha avuto in dono 250.000 mq di terreno dal consorzio ZAI al quadrante Europa, per la realizzazione di un nuovo scalo merci…» e continua «la nostra proposta di costruire immediatamente un tavolo di trattativa con i vari soggetti coinvolti, […] allo scopo di evitare qualsiasi attività speculativa immobiliare, ponendo le condizioni per destinare al verde l’area dell’ex scalo merci, con la piantumazione di alberi ad alto assorbimento CO2».

Su queste premesse i cittadini del comitato hanno svolto la loro campagna di protesta affermando che molte delle promesse effettuate durante i precedenti anni sono venute meno.
Giorgio Bernini commenta che «di quel 100% che veniva promesso durante la campagna elettorale e che si spalma su di un’area di 450.000 mq solo il 64% sarà destinata al verde, per far posto a più di 100.000mq di costruzioni abitative, supermercati, strade ciclopedonali e addirittura un sottopasso stradale ad alto scorrimento. Ben lontani da quel 100% indicato durante la campagna elettorale e ben lontani dall’86% dichiarato dai nostri amministratori comunali nelle recenti e relative interviste».

Quello che viene sottolineato dal Comitato di Verona sud è di un progetto che non coglie ciò che doveva essere l’iniziale intento degli organi politici riservato a tale zona, un’area che doveva fungere da nuovo polmone cittadino oltre che essere la vetrina d’ingresso di una città che punta al progresso ambientale.
«Un cambiamento così radicale non può e non vuole essere accettato da quei cittadini che vedevano nel parco una speranza di una diversa condotta politica». ci dice Sergio Mantovani ex professore Galileiano.

Ma soprattutto non viene accettato che non ci sia mai stato un confronto con gli stessi cittadini per un’opera così importante.
Lucina Pini, tra i membri più attivi del comitato insiste su questo punto: “Dopo le ultime elezioni il dialogo con l’amministrazione comunale è andato scemando, insieme a gran parte delle promesse elettorali che ci erano state fatte”.
Da qui la decisione del comitato, che coglie la volontà di mettere in luce, di coinvolgere e far prendere coscienza a più persone possibili di “quelle che sono mancanze progettuali di rilievo.” secondo alcuni membri.

E se da una parte la giunta comunale capitanata da Sboarina si dimostra fortemente soddisfatta come dimostrato nell’addendum del 24 dicembre in sala Arazzi – “Il Central Park si farà e in tempi ancora più veloci di quanto previsto, sarà terminato nel 2024 […] la città avrà il suo Central Park, un parco vivibile su una grande area che sarà destinata a verde, sarà polo attrattivo per chi viene da fuori, turisti compresi, con spazi ricreativi, sportivi e culturali, piste ciclabili aree attrezzate. Questo progetto è in assoluto una delle priorità della mia amministrazione, è la mia visione di Verona, […] con uno sviluppo urbanistico basato sulla rigenerazione senza consumo del suolo” – dall’altra Lucina Pini si fa portavoce proprio del malcontento riguardante un tipo di lungimiranza politica “Green”, che non soddisfa le richieste di una parte dei cittadini di Verona Sud: “le nostre condizioni socioambientali sono in continuo degrado e lo saranno in maniera irreversibile, se continuiamo su questa linea. Verona ha un credito di oltre due milioni di mq di verde, figura tra le città più inquinate d’Europa, ha il triste primato di essere la prima città italiana per consumo del suolo”

Francesco Montagner

Written By

redazione@verona-in.it

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firma la petizione

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

COVID 19

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Lettere

Durante tre intense giornate di volantinaggio tenutesi il 17, 20, 24 di luglio – due in zona stadio una nel centro di Borgo Venezia...

Lettere

A febbraio e luglio di quest’anno, nel corso degli scavi per la realizzazione del “progetto filovia” in Via Città di Nimes e di un...

Opinioni

Sarebbe stato opportuno che la pianificazione pubblica si fosse prima occupata della mobilità, dei parchi urbani e del Centro storico.

Advertisement