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The armony of the atoms, olio su tela, Marcello Giusti
The armony of the atoms, olio su tela, Marcello Giusti

Interviste

Dalla pandemia la spinta per dare un nuovo vigore all’arte

INTERVISTA – Licia Massella: «A Verona servono spazi patrocinati, pubblicità e un supporto che evidenzi l’interesse del Comune per la cultura»

Licia Massella è scultrice, specializzata in arti irregolari, insegna nella scuola primaria dal 1991 ed è direttrice della Galleria d’Arte Massella nel centro storico di Verona. Intensa la sua attività di critica d’arte e curatrice di mostre. Attrice, regista e sceneggiatrice della compagnia Anima Teatro, ha recuperato nel 2012 il Teatro Satiro Off di Verona acquistandolo e intervenendo per evitarne la perdita. Artista ed “esploratrice dell’Arte” che vanta mostre in Italia e all’estero è stata nel consiglio direttivo dell’Associazione Culturale Veronese ed è fra gli artisti della Società delle Belle Arti di Verona. Con lei Verona In ha voluto parlare di questo periodo di ripresa e di cosa stia avvenendo nel mondo dell’arte cittadino.

Licia Massella

Licia Massella

– Quali sono i programmi estivi di Galleria Massella?
Massella. «Si è appena concluso al Bastione San Zeno il simposio di scultura “Nuova vita agli alberi” e in galleria fino al 9 luglio abbiamo la personale di Marcello Giusti, un giovane artista. Successivamente aprirà la personale “Respiro” di Gianni Franceschini, con opere pensate ed elaborate dopo aver sofferto di Covid. Ad agosto avremo invece una mostra di Barbara Brunelli con dei magnifici paesaggi ad olio. Terminerà invece a settembre il progetto sull’arte pandemica con Noemi Gherrero “L’arte è un bene essenziale?” con la pubblicazione del dibattito sull’importanza dell’arte, nel volume saranno presenti ad esempio i bellissimi interventi di Mjriam Cognigni e Teresa Fini. L’organizzazione del simposio mi ha portata a collaborare con l’assessora Francesca Toffali, con la quale si sta dialogando sulla permanenza delle statue al bastione, rendendo la zona un parco artistico visitabile da cittadini e turisti».

– Come sta reagendo il tessuto artistico-culturale cittadino in questa fase di ripresa?
Massella. «Per me e per molti artisti essere stati ridotti all’essenziale, al solo poter dipingere e scolpire, è stata una forte spinta, la comunità artistica non solo si è sentita meno condizionata da fattori esterni, incitando una riflessione sulla persona, ma si è avuto maggior tempo e spazio per curare le collezioni in maniera ragionata. Io, come gallerista, ho maggior interesse a far sì che l’artista viva l’apertura di una sua personale con spiritualità, come momento di crescita e confronto, e non come spazio commerciale per vendersi. Anche su questo si è ragionato molto. Fra gallerie e artisti c’è voglia di fare rete più di prima. Galleria Massella in particolare è molto aperta alle collaborazioni perché pur avendo identità diverse crediamo che l’obiettivo sia comune: comunicare l’Arte».

– Il pubblico invece ha paura di tornare nelle gallerie o dimostra un rinnovato entusiasmo?
Massella. «Da parte del pubblico c’è molto interesse e in questa fase di ripresa si sta riscoprendo l’importanza dell’arte nelle nostre vita. A mancare, in un certo senso, è la comunicazione: i media non specializzati danno un maggior rilievo alla connessione con gli spazi d’arte, gallerie e musei, indicando ai lettori date e luoghi delle mostre piuttosto che investire del tempo per approfondire la fruizione dell’arte, capire in che direzioni vanno gli artisti in città, fare anche analisi critica delle opere. A Verona il terreno per questo tipo di giornalismo sarebbe davvero fertile e vario, è un’occasione mancata non parlarne».

– A proposito, in questo momento qual è il rapporto dei media della città con l’arte e con i professionisti del settore?
Massella. «Oggi risulta difficile coinvolgerli in eventi rilevanti come il simposio, specie l’informazione televisiva. Dispiace molto non vedere la giusta copertura per questi eventi. Riconosco anche che giornalismo e editoria sono in crisi, spesso i giornalisti non vengono pagati a sufficienza per il loro lavoro, ma è importantissimo coprire l’arte a livello mediatico per sviluppare una consapevolezza artistica e culturale del grande pubblico. In ogni caso si denota quale peso venga dato alla cultura in città: su l’Arena la pagina di Cultura e Arte non c’è più, si trova solo qualche trafiletto, senza alcun approfondimento. Questa è la dimostrazione del pensare l’arte come una cosa inutile, superflua, accessoria».

– Si è appena concluso il simposio di scultura da lei curato con il patrocinio del Comune di Verona. L’amministrazione pubblica mette degli strumenti a disposizione di piccole gallerie e artisti?
Massella. «Non c’è nulla, nessun tipo di sostegno e scarso interesse nel farlo senza un ritorno. Abbiamo provato a farci patrocinare la personale di Marcello Giusti ma ci è stato negato perché di scarso impatto per la città e perché era un evento singolo e non una serie di eventi con un programma ed una progettualità. Purtroppo l’amministrazione pubblica ci vede ancora come aziende da fatturati a più zeri quando nella realtà le gallerie sono diventate quasi tutte delle organizzazioni di promozione sociale e culturale. Devo dire però di avere avuto la vicinanza di assessori come Nicolò Zavarise e Francesca Toffali, lei mi ha aiutato parecchio con la realizzazione del simposio ad esempio, concedendo gli spazi, seguendo l’organizzazione insieme e dialogando con me sulla permanenza delle opere».

– Servirebbero grossi finanziamenti per aiutare il settore?
Massella. «Ciò di cui si ha necessità adesso non richiederebbe enormi investimenti: servono spazi patrocinati, un minimo di pubblicità e il supporto dell’amministrazione per rendere chiaro l’interesse del Comune nello sviluppo della cultura. L’altra componente è interna e si tratta della coesione del settore: attualmente le gallerie hanno davvero voglia di fare rete quindi la coesione non manca».

– Gli ultimi due anni potrebbero segnare molto il lavoro degli artisti, in parte sta già avvenendo. Secondo lei, si parlerà di Arte pre-pandemica e post-pandemica?
Massella. «Secondo me ora c’è una maggiore ricerca di spiritualità e di bellezza come modo per affrontare paure e dubbi che abbiamo affrontato nella pandemia. Io, essendo nell’ambiente, sento che c’è una tendenza alla elevazione, alla rappresentazione di ciò che viene dopo la paure, la luce, la speranza, il futuro, anche la natura torna ad essere elemento centrale, c’è sicuramente una ricerca di equilibrio nelle forme e nelle tonalità. Arte pre e post pandemica è un argomento che mi interessa molto e sicuramente è qualcosa su cui ci si dovrà interrogare».

– In chiusura, ci direbbe quali artisti dovremmo tenere d’occhio qui a Verona?
Massella. «Gli artisti che in questo momento dovremmo seguire in ambito veronese sono Marcello Giusti e Mara Isolano per la pittura insieme a Barbara Brunelli nell’ambito dell’Outsider art, Sabrina Ferrari per la scultura in bronzo, io ho ancora molto da dire nel campo della scultura in legno, Serafino Oldari per l’arte performativa e Marco Bertin per la fotografia. La cosa davvero importante però è poter dare a loro e a tutti l’opportunità di emergere».

Michael Campo

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Michael Campo è nato a Verona nel 1994. Diplomato all'Istituto d'Arte "N.Nani" e laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Verona. Da sempre sono affascinato dal mondo dell'arte e della cultura in ogni sua forma e mi piace parlarne per avvicinare quante più persone a questi ambiti. Le mie passioni "nascoste" sono i videogiochi e il lavoro che sta dietro alla loro realizzazione, dalla programmazione alla realizzazione artistica. Sono fortemente convinto che il giornalismo debba avere valenza sociale e aiutare le comunità a mettersi in discussione per migliorarsi, senza mai scadere in critiche gratuite, e dovrebbe aiutare i lettori a decifrare il complesso flusso di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno. Attualmente partecipo all'iniziativa "Reporter di quartiere" di Verona In per la zona di Borgo Roma. michaelfield9419@gmail.com

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