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Il fondo Giarol Grande nell’area gravitazionale di Adige Docks?

Nel bando di gara la fattoria didattica è praticamente scomparsa a conferma che c’è sempre meno posto per l’incrocio fra cultura e ambiente

Qualcosa finalmente si sta muovendo per il Giarol Grande, e dopo la conferenza stampa dell’assessore al patrimonio Andrea Bassi è stata pubblicata la manifestazione di interesse per la concessione dell’immobile. La precedente gara aveva visto l’assegnazione della concessione a fine 2017 alla Associazione temporanea di imprese costituita dalle cooperative 8 marzo, Biosphaera e Gramigna, che però come noto si è sciolta ad aprile 2020 e sul posto a presidiare il sito e svolgere le proprie attività di tipo sociale è rimasta solo la coop Gramigna.

Qualcosa si è mosso, dunque, tuttavia leggendo la manifestazione di interesse (per semplicità “bando”) non è chiaro quali siano i progetti dell’amministrazione comunale per il Giarol Grande. Due i punti fermi: la regolare gestione dei terreni agricoli e il canone di 35.000 euro annuo che non sarà oggetto di abbattimento. Per il resto il Comune valuterà tutte le proposte dei concorrenti che potranno spaziare dalla attività turistica a quella sportiva e ludica, fino all’agriturismo e punto di ristoro.

Nel bando di gara la “fattoria didattica” è praticamente scomparsa, a conferma che c’è sempre meno posto per l’incrocio fra cultura ed ambiente anche in tempi di transizione ecologica. C’è invece da parte del Comune la disponibilità a considerare e valutare proposte per aree attrezzate sportive e di gioco e la gestione nel sito di feste pubbliche e private.

Porto San Pancrazio, Verona

Porto San Pancrazio, Verona

Un punto di ristoro, anche semplicemente un chiosco, utile per la fruibilità dell’area, chiesto già nella precedente gestione era stato rifiutato dal Comune, mentre ora il nuovo Bando prevede addirittura la possibilità di un agriturismo, con bar ristoro per soci-iscritti. Cosa mai ne sarà del Giarol Grande? Non certo rimanere quell’oasi di pace e tranquillità all’interno del Parco dell’Adige Sud dove si entra per godere di un ambiente naturalistico a misura d’uomo, ma piuttosto diventare un chiassoso sito a metà fra tavolate di salsicce ed una mini-gardaland?

Un canone annuo di 35.000 euro è proibitivo per molte associazioni ed enti del terzo settore, e si giustifica con l’inserimento di attività economiche come l’agriturismo, ristorazione e bar per soci, che assieme alle aree sportive attrezzate porterebbero ad una privatizzazione di fatto di tutta l’area, così come i terreni agricoli che si convertirebbero a colture funzionali all’agriturismo stesso. C’è il rischio di un vero e proprio stravolgimento di quella che dovrebbe essere la vocazione naturale di fattoria didattica del Giarol Grande.

È stupefacente questo Bando di gara, che da un lato è aperto a proposte le più varie e nello stesso tempo non contiene i criteri di valutazione delle stesse, cosicché l’amministrazione comunale avrà le mani libere per una assegnazione senza vincoli di sorta. 

A pochissima distanza sta prendendo forma il progetto Adige Docks, un grande centro sportivo e commerciale a livello nazionale per sport d’élite prevalentemente al chiuso (pattinaggio artistico su ghiaccio, short track, hockey, parkour, tiro con l’arco, scherma) e che il Giarol Grande ne diventi il complemento verde all’aria aperta è un rischio concreto.

Se così sarà, troveremo a breve un cartello con divieto di ingresso, proprietà privata? Così oltre allo smog ed al caos viabilistico nel quartiere si perderebbe anche la libera fruibilità di un’oasi verde in riva all’Adige. Sarebbe un pessimo epilogo per il Giarol Grande e per i cittadini di Verona.

Claudio Toffalini



Written By

Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

2 Comments

2 Comments

  1. M.

    07/07/2021 at 21:03

    I privati assorbiranno, purtroppo, l’ultimo lembo di territorio naturale vergine dell’Adige a Verona.
    M.

  2. Enrico

    08/07/2021 at 09:13

    Se la politica è asservita agli interessi speculativi di gruppi economici anziché essere – come dovrebbe – a servizio dell’interesse collettivo e della tutela paesaggistica ed ambientale, può succedere anche quanto paventato nell’interessante articolo che giustamente denuncia tale situazione. Naturalmente l’attuale amministrazione fa tutto ciò approfittando del silenzio di certa stampa e della distrazione dei più. “A pensar male si fa peccato, ma si indovina”, diceva del resto un navigato politico…

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