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Amministrative 2022, voltare pagina non è facile ma è necessario

Favorita appare ancora la destra nonostante il quadro della gestione politico-amministrativa di Verona sia stato fallimentare

A Verona dopo quasi 15 anni di governo della destra, nonostante due sindaci diversi, gli esiti sono stati pressoché identici e le eccellenze della nostra città si sono lentamente trasformate in mediocrità. L’aeroporto Catullo e l’Ente Arena di Verona per colpa di gestioni inadeguate hanno seriamente rischiato il fallimento. L’Ente Fiera di Verona e il Consorzio ZAI, che fin dalla loro costituzione hanno rappresentato un importante impulso per lo sviluppo economico e urbanistico della città, si sono tramutati in organismi rigidi, privi di fantasia e operatività.

La decadenza di quelle che erano state le nostre eccellenze non è avvenuta per caso, ma soprattutto per le ingerenze dei partiti politici nelle scelte degli amministratori, spesso incompetenti, ma fedeli ai loro padrini.

A questi infelici contesti, vanno aggiunte le sorti di quelle che erano state le nostre due maggiori banche cittadine, la Cassa di Risparmio e la Banca Mutua Popolare, oltre a Cattolica Assicurazioni.

Non va scordata neppure la gestione urbanistica della nostra città. Sia il sindaco FlavioTosi che il sindaco Federico Sboarina hanno delegato agli investitori privati le scelte d’uso del territorio e la conseguente pianificazione è stata pesantemente influenzata dalle legittime aspettative economiche degli operatori economici.

Il sistema del verde, con la cintura extra moenia e i collegamenti verdi ai parchi urbani, della collina e delle mura (solo sulla carta) è rimasto un bel sogno. Si è invece cercato di attuare il sistema di trasporto pubblico tramite il filobus; progetto ereditato dal sindaco Tosi che ha causato il taglio di centinaia di alberi e l’apertura di una serie di cantieri che hanno e stanno bloccando la città. Dopo quattro anni, non si conosce quale sarà la sorte della mobilità pubblica.

In questi ultimi 15 anni, nonostante la nostra città sia ricca di storia, di cultura e di patrimonio architettonico e artistico, coloro che l’hanno amministrata non se ne sono molto curati. Addirittura, nella seconda amministrazione Tosi non c’era neppure l’assessorato alla Cultura. Fa testo la bocciatura di Verona dalle finaliste per la Capitale della Cultura 2022. Del resto, se uno dei progetti bandiera era quello relativo ai Magazzini della Cultura al Forte Santa Caterina del Pestrino, è comprensibile perché sia stata esclusa.

Ma, nonostante il quadro della gestione politico-amministrativa di Verona da parte della destra sia stato fallimentare, sembra che l’esito delle elezioni favorisca ancora una volta i partiti di destra e centrodestra. Per quanto riguarda la sinistra e il centro sinistra, si avverte la necessità di un tavolo autorevole per organizzare un’aggregazione programmatica tra i diversi partiti e gruppi di quell’area.

Nel 2017, alle amministrative la destra con il centro destra ha ricevuto il 63,9% dei voti, la sinistra con il centro sinistra il 27% e i Cinque Stelle il 9,18%; sembrerebbe non esserci storia. Ma va considerato che ha votato il 58,81 degli aventi diritto al voto; rimane una quota del 41,19% che non si è espressa. Alcuni perché impossibilitati o non interessati, ma altri perché non hanno trovato un credibile programma elettorale e candidati affidabili. Forse, anche perché stanchi e delusi della frammentazione del centrosinistra e della sinistra in partiti, partitini, gruppi e gruppetti in continua disputa tra loro.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Written By

Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    05/07/2021 at 13:31

    La Programmazione Neuro Linguistica ci insegna che la mappa non è il territorio.
    Vista dall’alto cioè Verona è cosi come descritta nell’articolo. Forse peggio.
    Nelle strade dove bisogna contarsi no.
    La risposta è nella ultima riflessione che l’Autore fa: oltre il 40% non vota più. Una risposta credibile il centrodestra e il centrosinistra non l’hanno data.
    Con buona pace di una stampa locale stantia e di chiese sempre più vuote.

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