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Flavio Tosi
Flavio Tosi

Politica

Lega e Fratelli parenti coltelli mentre Tosi attende paziente al varco

Alleanze difficili e potrebbe essere Flavio contro Federico mentre a sinistra accendono un cero a San Damiano

Stallo, situazione bloccata. Chiamatela come volete, ma nel capitolo elezioni amministrative 2022 a Verona non si va avanti di un centimetro. Né da una parte né tantomeno dall’altra. Anzi, se possibile si va indietro, al punto da rimettere in discussione coalizioni e alleanze che parevano ormai consolidate.

Consolidate ma forse non a prova di bomba. Perché la bomba l’ha fatta deflagrare lo stesso sindaco Federico Sboarina nel momento in cui, come del resto ci si attendeva, ha annunciato la sua adesione formale a Fratelli d’Italia. E alla deflagrazione potrebbe non aver retto la Lega, che con il sindaco non sempre, in questi primi quattro anni, ha avuto un rapporto idilliaco, e che ora come ora, dopo il clamoroso sorpasso a livello nazionale (sondaggi alla mano), comincia a vedere il partito di Giorgia Meloni come un rivale, e non solo come un alleato.

Tommaso Ferrari

Del resto lo avevamo scritto: la vera campagna elettorale comincerà, per il centrodestra, nel momento in cui Sboarina ufficializzerà il suo passaggio a Fratelli d’Italia. E così è stato, solo che a rischio ora c’è la stessa coalizione di centrodestra, dopo che solo pochi giorni prima Matteo Salvini, probabilmente ignaro di quel che sarebbe accaduto, aveva speso un endorsement in piena regola, in piazza Bra, per l’attuale sindaco.

Tutto da rifare, invece. E inevitabilmente gli scenari del centrodestra potrebbero cambiare. Radicalmente. Perché se le strade di Lega e Fratelli d’Italia dovessero davvero dividersi, potrebbe rientrare in pista anche uno come Flavio Tosi, al momento lupo solitario ma sempre in cerca di alleati con i quali tentare la scalata. Il centrosinistra, a quanto pare, non sembra per adesso intenzionato ad aprirgli la porta. E se a riaprirgliela, con una mossa a sorpresa, fosse la Lega?

Michele Bertucco

Michele Bertucco

Mai dire mai, in fondo. In questo caso la corsa sarebbe sempre Tosi contro Sboarina, ma di certo assumerebbe un significato completamente diverso. E diventerebbe, anche a Verona, una prova di forza e di muscoli tra Lega e Fratelli d’Italia, pronti a contarsi fino all’ultimo voto. Ma il risultato certo sarebbe un centrodestra diviso, e quindi non più sicuro vincitore, con Tosi e il suo gruppo di fedelissimi alleati della Lega da una parte, Sboarina con le civiche e Fratelli d’Italia dall’altra. Poi ci sarebbe anche un’altra “piccola” parte di centrodestra con la quale fare i conti. Ci riferiamo naturalmente a Forza Italia, che non sa bene da che parte del guado andare, e che a palazzo Barbieri è ufficialmente all’opposizione. Il coordinatore provinciale Claudio Melotti anche recentemente è stato tutt’altro che tenero con il sindaco, al punto che dopo la nomina del nuovo cda di Acque Veronesi ha parlato di “ennesima distribuzione di poltrone da parte dell’amministrazione Sboarina”.

Maurizio Facincani

Maurizio Facincani

Potremmo esserci di nuovo, dunque. Schema Pigi Bolla, o schema Paolo Zanotto a seconda della parte dalla quale lo si guarda? Certo, ci vorrebbe un centrosinistra con una coalizione unita e un candidato sindaco in grado di reggere l’urto. Al momento, non ci sono né l’una né l’altro. Il centrosinistra rimane aggrappato da mesi al nome di Damiano Tommasi, con il Pd che insiste nel voler tenere il timone e gli altri, da Michele Bertucco a Traguardi, che vanno avanti ciascuno per conto proprio, o quasi. Lo spettro delle primarie torna a girare tra le ipotesi sul tavolo, nonostante il disastro del 2017 bruci ancora. Allora corsero in tre: Gustavo Franchetto, Damiano Fermo e Orietta Salemi: andarono a votare più di 4mila veronesi, oltre la metà, il 52 per centro, scelsero la Salemi, con Franchetto al 33 e Fermo al 15. Solo che il candidato scelto con le primarie non arrivò nemmeno al ballottaggio, si dimise da palazzo Barbieri per rimanere in consiglio regionale, e poi decise di traslocare a Italia Viva con Matteo Renzi. Insomma, quelle primarie non furono particolarmente fortunate per il centrosinistra. Sarà davvero il caso di ripeterle?

Carlo Garzotti



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Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    03/07/2021 at 16:39

    Tosi è un politico .
    Probabilmente uno dei pochi che ci sono a Verona.
    Sa come creare legami, sa decidere, sa aspettare.
    Non condivido nulla di quello che esprime.
    Però bisogna dargli atto che sa fa fare bene il suo mestiere. Dal suo punto di vista.
    Vittorio Zucconi sintetizzava così la truppa del centro sinistra: “Riuscirebbero a organizzare un plotone di esecuzione in cerchio”.
    Veggente.

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