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Verona, Palazzo Barbieri

Politica

Parola d’ordine unità, ma attorno a quali possibili candidati sindaco?

A destra il problema è trovare la coalizione vincente mentre a sinistra un PD egemone pretende di dettare le regole ai possibili alleati

Parola d’ordine, unità. A sinistra, a destra, al centro. Quando a Verona si comincia a parlare delle amministrative 2022 la parola più gettonata è “unità”. Solo che poi districarsi tra la galassia di sigle, civiche, movimenti, rischia di diventare un’impresa.

Il centrodestra, per esempio, in questo momento sta arrancando alla rincorsa di una unità che non appare vicinissima. Lo stesso sindaco in carica Federico Sboarina prima o poi, “richiamato” dalla stessa Lega, dovrà mettere ordine tra le sue civiche di riferimento, da Battiti a Verona Domani.

Flavio Tosi

Flavio Tosi

In quello stesso bacino elettorale però ci sono molti altri cacciatori di voti. C’è l’ex Flavio Tosi con Fare!, c’è Michele Croce con Prima Verona, e poi Stefano Valdegamberi che con la sua Vale Verona fa incetta di new entry, ultimo in ordine di tempo Antonio Zerman, esponente veronese del Popolo della famiglia, e poi ancora Fabio Venturi con Generazione Verona. Una mezza giungla di sigle e di iniziative in cerca di una strada da seguire, e due alternative: Sboarina o Tosi?

Alla fine toccherà ai partiti “veri” del centrodestra mettere ordine? La Lega continua a chiedere confronti aperti, e a parte le esternazioni di Matteo Salvini davanti all’Arena al momento non si sbilancia. Fratelli d’Italia sta aspettando che Sboarina si decida, e passi tra le sue fila: probabilmente sarà quello il segnale per gli alleati, una specie di starter. Forza Italia ha altri problemi, e lo stesso coordinatore Claudio Melotti cerca di prendere tempo per capire come muoversi. Sullo sfondo, il progetto salviniano di federazione del centrodestra, ipotesi al momento ancora nebulosa e tutta da costruire, ma che potrebbe mettere il leader della Lega nelle condizioni di disinnescare il sorpasso da parte di Fratelli d’Italia. E anche se questa è un’altra storia, non è detto che non abbia ripercussioni anche a Verona.

Federico Sboarina, Vincenzo D'Arienzo

Federico Sboarina, Vincenzo D’Arienzo

Senza contare che l’endorsement di Salvini, a Verona per il concerto in Arena dei tre tenori, rischia di mettere l’attuale sindaco Sboarina con le spalle al muro, o quasi. Perché se è vero che due indizi fanno una prova, allora ci siamo: Salvini, interpellato sulla questione davanti ai cancelli dell’Arena, dice che «un sindaco si deve giudicare in dieci anni», quindi con due mandati sulle spalle, aggiungendo i ringraziamenti per Sboarina, “che ha sicuramente fatto bene. E farà bene”. E poi, indizio due, Vito Comencini, parlamentare leghista incaricato proprio da Salvini di fare il regista delle elezioni veronesi, su queste stesse pagine aveva chiesto a Sboarina di “far sapere quali sono le sue intenzioni per il futuro”. Tradotto: a questo punto tocca all’attuale primo cittadino far sapere davvero “quali sono le sue intenzioni”.

Questa la situazione, ad oggi, nella galassia del centrodestra veronese, quella stessa galassia che se riuscisse a trovare unità troverebbe pochi ostacoli nella rincorsa a palazzo Barbieri.

Dall’altra parte, però, ovvero nel centrosinistra, dove l’unità sarebbe assolutamente indispensabile per puntare almeno al ballottaggio, non è che le cose vadano per il momento tanto meglio.

Dal Partito democratico, ultima solo in ordine di tempo, arriva la voce del senatore Vincenzo D’Arienzo, che rivendica per i dem un ruolo di “perno di una qualsiasi composizione alternativa”. Chiedendo, guarda caso, unità: “Nelle ultime tre occasioni elettorali, il centrosinistra non è arrivato neanche al ballottaggio. Cinque anni fa fu a causa delle divisioni che erano state create e che avevano determinato più liste del centrosinistra. Questo dato – osserva D’Arienzo – deve essere un monito perenne. Solo l’unità della nostra coalizione può consentirci di competere alla carica di sindaco”.

Unità sì, ma a guida Pd: “A noi, quindi, il compito di promuovere e stimolare ogni azione interna alla nostra area di riferimento – è convinto D’Arienzo –, per favorirne l’unità massima possibile. Capisco che le altre formazioni, politiche e civiche, vuoi per favorire il proprio radicamento territoriale (farsi conoscere e crescere), vuoi per presentare progetti diversi (altrimenti non si sarebbero scissi), possano mirare al consenso del Pd per eroderlo. D’altronde, non credo che saranno attrattivi a destra. Questa legittima aspirazione politica – conclude D’Arienzo – non può collimare totalmente con gli interessi del Pd che, pur avendo il compito di favorire e salvaguardare l’unità del centrosinistra, non può restare immobile nell’iniziativa politica. A tutti gli alleati possibili questo assunto va ribadito, con forza”.

Un’ambizione egemone, quella dem, che però ha già trovato la strada bloccata da Michele Bertucco, partito da qualche giorno con il suo “progetto alternativo alle destre, da scrivere insieme alla cittadinanza, a varie realtà associative e culturali, ai comitati territoriali e di quartiere che vorranno portare il loro contributo alle prossime elezioni amministrative previste per la primavera del 2022 a Verona”.

Sinistra Italiana, Articolo 1 e Possibile, dunque, lanciano la sfida, capitanati da Bertucco: “Ci proponiamo di costituire gruppi di lavoro tematici e a livello territoriale per portare il nostro contributo a una coalizione ampia che, attorno a un/a candidato/a sindaco sappia raccogliere bisogni e speranze della popolazione e aprire una nuova prospettiva per la nostra città”.

Tommaso Ferrari

E poi naturalmente ci sono quelli di Traguardi, con Tommaso Ferrari in prima fila, i primi a lanciare la campagna elettorale per le amministrative 2022. Oltre che i primi ad aver organizzato una loro “Leopolda” qualche giorno fa, chiamando l’iniziativa “La città del futuro” e invitando tra i relatori anche Damiano Tommasi, il nome che da mesi gira nei salotti del centrosinistra come possibile candidato sindaco ma che è ancora fermo ai blocchi di partenza, con il rischio di bruciarsi prima del tempo. Perché prima di tutto serve “unità”.

Carlo Garzotti



 

Written By

Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

2 Comments

2 Comments

  1. ODC

    12/06/2021 at 12:25

    E’ difficile rendere l’atmosfera che in questo momento si respira a Verona .
    Solo scorrendo il lungo elenco di una parte dei protagonisti , molti altri se ne aggiungeranno e di qualcuno si perderanno le tracce , si rischia il mal di testa .
    Solo in Comune una dozzina di turisti della poltrona hanno iniziato il ballo e raccapezzarsi diventa arduo.
    Nella sinistra il PD è stato scavalcato nel suo immobilismo e assenza di personalità , a destra , a sinistra e parafrasendo Eco , lo definiremmo l’utopia della verità immobile.
    Traguardi si è espresso : chissà cosa avranno capito nei quartieri.
    A destra come in un vecchio film di Pollack ballerini improvvisati danzano indefessamente per giorni sperando di raggranellare dei denari.
    E’ un vero e proprio assalto alla carovana .
    Già vengono spartiti posti che verranno .
    Non ci sono più valori , ma sempre e solo interessi di bottega spesso solo personali.
    Con il beneplacito di una stampa vergognosamente silente e complice.
    Si sta ballando sul corpo sfinito e consunto di una Verona depredata da questi lanzichenecchi frustrati : senza personalità o intelligenze .
    Siamo alla periferia di un Impero ( Zaia lo ha decretato con la centralità di Venezia e Treviso) che si avvia al crepuscolo.
    E questi che ballano , ballano.
    Alla fine invece di una mirabile Jane Fonda sarà uccisa una città e a noi non resterà che commentare nell’agonia quotidiana : ma non si uccidono così anche i cavalli?

    • Redazione2

      12/06/2021 at 16:57

      Fa venire in mente l’orchestrina del Titanic…

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