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L’OPA di Generali su Cattolica mette a nudo il sistema Verona

I commenti di Benini, La Paglia e Vallani del Partito Democratico, Ferrari di Traguardi e Bertucco di Verona e Sinistra in Comune

Dopo aver rilevato nei mesi scorsi il 24% di Cattolica Assicurazioni, Generali ha ora annunciato una Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) sulla totalità delle azioni ordinarie della società, a 6,75 euro per azione, con un premio del 15,3% rispetto al prezzo di Borsa di venerdì scorso e di oltre il 40% sugli ultimi sei mesi. L’OPA ha lo scopo di acquisire l’intero capitale sociale, o di possedere una partecipazione del 66,67% del capitale con diritto di voto, oppure di arrivare al 50% più 1. Generali ora detiene il 23,672% delle azioni, Berkshire Hathaway il 9,047%, Fondazione Banca del Monte di Lombardia 3,162%, mentre a Cattolica rimane il 12,282% di azioni proprie.

Sul caso Cattolica intervengono  Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani del Partito Democratico: «Il Sindaco Sboarina nei suoi 5 anni di mandato amministrativo ha svolto di fatto il ruolo di spettatore difronte al trasferimento di altri importanti pezzi di economia veronese verso altre città del Nord Italia. Oggi parliamo dell’opa di Generali nei confronti di una Cattolica ormai indebolita, ma abbiamo ancora aperta la questione del controllo dell’aeroporto dove i soci pubblici, disuniti e privi di una visione comune, non riescono a far valere la maggioranza nei confronti del socio privato, la veneziana Save».

«Negli ultimi 15 anni – continuano gli esponenti del PD – il centrodestra veronese ha completamente demolito il progetto di Polo finanziario, che andava ben al di là della mera partita immobiliare, allontanando tutti i principali attori finanziari della città, da Cattolica a Fondazione Cariverona, ora ripiegata su una controversa politica immobiliaristica. A dispetto degli annunci, Sboarina Tosi hanno saputo fare squadra e disegnare con queste e altre grandi realtà del mondo produttivo veronese un progetto condiviso di città».

(Foto Michele D.)

Per Tommaso Ferrari del Movimento civico Traguardi, è «l’ennesimo segnale del fallimento di un’intera classe dirigente cittadina. Con l’addio a Cattolica, Verona non perde solo un simbolo e un pezzo della sua storia, ma un’istituzione finanziaria che in passato ha contribuito moltissimo alla crescita della città. Una pagina amara per tutti i cittadini e gli azionisti, che dopo anni passati a subire i proclami sulla “veronesità”, oggi vedono liquidato in pochi giorni oltre un secolo di investimenti da parte della città».

Per Michele Bertucco di Verona e Sinistra inComune « l’Opa non arriva per un disegno cinico delle Generali ma per la scarsa visione veronese. L’asset si è perso da solo, e non ha avuto certo bisogno di aiuto. La politica doveva muoversi prima convincendo gli imprenditori veronesi a mettere mano al portafoglio: c’erano a Verona i 300 milioni che Generali ha messo sul piatto qualche mese fa? C’era qualcuno disposto ad affidarli ad un management già allora in discussione? No, non c’era nessuno e la politica attuale è solo in grado di prendere atto, non ha la capacità di mediare e di trovare soluzioni con, ad esempio Fondazione Cariverona, per trovare i capitali che servivano perché Cattolica restasse veronese».

«Ora – conclude Bertucco – fare come il Sindaco Sboarina che dichiara di “aver ribadito all’Amministratore Delegato di Generali Sesana lo storico rapporto di Cattolica con il territorio veronese” è acqua fresca e una semplice presa d’atto. L’unica cosa di cui è capace la politica veronese.

 



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2 Comments

2 Comments

  1. ODC

    01/06/2021 at 17:58

    La sintesi è di Michele Bertucco : Cattolica non finisce perchè arrivano le Generali; Le Generali arrivano perchè Cattolica era arrivata al capolinea .
    Sboarina dice che nel colloquio di stamattina ha dichiarato a Sesana lo stupore per questa operazione e che sarà vigile per la conservazione del patrimonio di veronasità di Cattolica.
    Due riflessioni.
    -Mi stupisco del suo stupore : la notizia era implicita nella presa di possesso che Generali aveva fatto lo scorso anno : Trieste investe 300 milioni, rimette in sesto Cattolica , cambia il CdA e tutto finisce li?
    -Tenuto conto di quanto è stato attento in questi ultimi anni credo che l’A,D. del Leone si sia rassicurato.
    Generali decide di investire nelle due operazioni 1 miliardo e mezzo e lui non capisce il disegno industriale ?
    Ma di cosa sta parlando?

  2. mario allegri

    01/06/2021 at 23:12

    Dirlo adesso è troppo facile. Delle banche veronesi sparite dalla città, con svalutazioni da capogiro per i risparmiatori, né a destra né, tantomeno, a sinistra, nessuno ha osato parlare: eppure, il salasso del risparmio privato è stato sanguinoso e a livello di Parmalat e Cirio (svalutazioni dell’ordine del 95%!). Di cosa avevano paura i politici che oggi per Cattolica si indignano tanto? Sfogliate i numeri degli anni passati di VeronaIn e arrossite..

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